15 aprile 
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Ahi, Ahi, Ahi, cari amici dei Mutzhi Mambo, data tristissima per noi rocker: oggi è l'anniversario della scomparsa dell'immenso JOEY RAMONE, l'insostituibile cantante dei Ramones! Pur essendo un palo anoressico e allampanato, il grande Joey è stato un punto di riferimento del punk e del rock'n'roll! Sempre fedele al suo stile, sempre coerente, ha traghettato le melodie dei gruppi surf e pop anni '60 direttamente nell'inferno del punk! Anzi, a ben vedere, è stato il vero maestro del punk rock anni '70, copiato, imitato, plagiato da innumerevoli gruppi e gruppuscoli che però non sono riusciti mai ad avere un briciolo del suo carisma e della sua creatività! Jeffrey Ross Hyman (cosi all'anagrafe) è nato a New York, il 19 maggio del 1951. Cresce nel Queens, a Forest Hills (frequenta la Forest Hills High School), con il fratello Mickey Leigh, mentre mamma Charlotte divorzia dal padre e si risposa con un altro uomo, Hyman si avvicina alla musica ascoltando David Bowie, i Beatles, gli Stooges e gli Who: in particolare, il suo idolo è Pete Townshend, con il quale condivide il giorno di nascita. A tredici anni inizia a suonare la batteria. Benché sia un ragazzo felice, Jeffrey deve fare i conti con un problema di salute: quando ha diciotto anni, infatti, gli viene diagnosticato un disturbo ossessivo-compulsivo, che lo porta a compiere automaticamente determinati gesti. Nel 1972 entra a far parte della sua prima band, gli Sniper, con i quali suona e canta al Mercer Arts Center, al Max's Kansas City e al Coventry. In questo periodo, Jeffrey si fa chiamare Jeff Starship: la sua esperienza nel gruppo dura fino al 1974, anno in cui il suo posto viene preso da Alan Turner. Poco dopo, egli fonda - con i suoi amici ed ex compagni di scuola Douglas Colvin e John Cummings - la band punk rock Ramones (il nome deriva da una storia secondo cui Paul McCartney per un breve periodo utilizzò il nome d'arte di Paul Ramon nei primi giorni di vita dei Beatles): tutti e tre, dunque, adottano la parola "Ramone" come cognome. Cummings diventa Johnny Ramone, Colvin diventa Dee Dee Ramone e Jeffrey diventa Joey Ramone. Joey inizialmente suona solo la batteria nel gruppo, mentre il cantante è Dee Dee. Ben presto, però, le cose cambiano, anche a causa dei problemi alle corde vocali di Dee Dee, non in grado di sopportare un numero troppo elevato di prestazioni live: per questo motivo, Thomas Erdelyi - manager del gruppo - suggerisce il cambio, con Joey Ramone che diventa il cantante. Segue un periodo in cui il gruppo si mette in cerca di un nuovo batterista, ma senza successo; alla fine è lo stesso Erdelyi ad assumere il ruolo, scegliendo il nome di Tommy Ramone. La band ottiene in breve un notevole successo, influenzando in maniera rilevante la scena punk rock degli Stati Uniti, pur a dispetto di vendite non entusiasmanti. Ma degli esordi della band ci occupiamo in dettaglio negli Almanacchi dedicati a Dee Dee e a Johnny. Il primo disco è "Ramones", del 1976, album fondamentale che recupera la forza primogenia e iconoclasta del vero rock'n'roll è "istituzionalizza" il verbo del punk, uscito un anno prima del debutto dei Sex Pistols. La copertina stessa è un capolavoro che segna lo spirito e l’estetica di quell’epoca; la gioiosa rivalsa dell’America di serie B! Roberta, la fotografa loro amica, fa posare i Ramones proprio in corrispondenza dell’ingresso del CBGB’s, davanti a un muro sudicio e imbrattato di scritte e disegni. I ragazzi appaiono nel loro naturalissimo quotidiano: capelli lunghi, jeans sbrindellati, consumate scarpe da tennis, t-shirt aderente e giubbotto di pelle. E che album, quell’album. Il classico disco perfetto. Ricamato per sottrazione. Il suono è fresco ma ruvido, per nulla ricercato o cerebrale. Dura meno di mezz’ora, ma non puoi fare a meno di metterlo e rimetterlo sul giradischi, a tutta birra. Quattordici tracce, one, two, three, four senza soluzione di continuità. Un pugno di canzoni velocissime, scarnificate, viscerali, essenziali. Un’antologia istantanea di singoli a raffica. Pallottole di festosità di massa. C’è dentro a livello inconscio il surf, il beat, il rockabilly, centrifugati e accelerati per la post-modernità. "Blitzkrieg Bop", "I Wanna Be your Boyfriend", "Beat on the Brat", "Judy is a Punk", "Listen to My Heart", "53rd & 3rd"… I testi sono completamente disimpegnati, sfiorano il nonsense: bozzetti di nevrosi giovanili, mazze da baseball e amori adolescenziali. Conta solo e soltanto il divertimento! A questo capolavoro fanno seguito "Leave Home" e "Rocket to Russia", pubblicati l'anno successivo. Dopo "Road to ruin", del 1978, è la volta di "End of the century", del 1980, appesantito dalla magniloquente produzione di Phil Spector. Le uscite del gruppo sono particolarmente prolifiche: nel 1981 esce "Pleasant dreams", mentre due anni più tardi vede la luce l'album "Subterranean Jungle". Joey Ramone ha modo di farsi apprezzare per il suo stile vocale particolare, dovuto al non aver mai seguito lezioni di canto. Tra il 1984 e il 1987 escono "Too though to die", "Animal boy" e "Halfway to sanity". L'unico album che ottiene il riconoscimento di disco d'oro è la compilation "Ramones Mania". In pratica, la reputazione dei Ramones si costruisce con il passare del tempo: un riconoscimento quasi "postumo". Nel frattempo, Joey si dedica anche ad altri progetti: nel 1985, per esempio, entra a far parte dell'Artists United Against Apartheid, gruppo attivista dell'industria musicale fondato da Steven Van Zandt che si batte contro il resort Sun City, in Sud Africa: del gruppo fanno parte altri quarantanove artisti, tra cui Lou Reed, Keith Richards e Bruce Springsteen, e il risultato è l'incisione del brano "Sun City". Nel 1989 i Ramones pubblicano il disco "Brain drain", mentre nel 1992 viene dato alle stampe "Mondo Bizarro". Dopo aver registrato con la band "Acid eaters", nel 1994, Joey Ramone partecipa all'album di Helen Love "Love and Glitter, Hot Days and Music", cantando nel pezzo "Punky Boy". Un anno più tardi, il disco di commiato del gruppo è "Adios Amigos!": nel 1996, i Ramones si sciolgono dopo l'ultimo tour che ha visto la partecipazione al festival di Lollapalooza. Nello stesso anno, Joey prende parte al festival di rock alternativo Rock The Reservation, in programma in Arizona a Tuba City, nel corso del quale si esibisce con i Resistance (Roger Murdock alla batteria, John Connor al basso e Daniel Ray alla chitarra). Nel 1999 produce l'album di Ronnie Spector "She Talks to Rainbows", che ottiene ottime critiche pur non rivelandosi un successo commerciale. Joey Ramone muore a causa di un tumore al sistema linfatico il 15 aprile del 2001 al New York Presbyterian Hospital, dopo una lotta contro la malattia durata sette anni: un mese dopo avrebbe compiuto cinquant'anni. Joey fece almeno in tempo a incidere (ma non a vederlo nei negozi) il suo solo album solista, "Don’t Worry About Me": annunciato dalla cover di "What a Wonderful World" di Louis Armstrong, costituì il suo estremo atto d’amore nei confronti della vita (anche se, confessiamolo, non è proprio un granché). Il 19 maggio di quell’anno, nel giorno del suo compleanno, si svolse all'Hammerstein Ballroom il "Joey Ramone Birthday Party", presenti tutti i suoi principali compagni di viaggio. In quell’occasione, Steven Van Zandt aka Little Steven lesse un documento del Congresso degli Stati Uniti che proclamava il 19 maggio come il Joey Ramone Day, e l'Empire State Building si illuminò con i colori della bandiera americana.Due anni dopo New York gli dedicò il Joey Ramone Place ma la targa col suo nome venne in seguito rubata più volte! Punk nella vita, punk nella morte....Addio Johnny, se da qualche parte puoi ancora sentirci, sappi che ti vogliamo bene!

"Hey ho, let's go! Hey ho, let's go! 
Hey ho, let's go! Hey ho, let's go!
They're forming in straight line 
They're going through a tight wind
The kids are losing their minds 
The Blitzkrieg Bop
They're piling in the back seat 
They're generating steam heat
Pulsating to the back beat 
The Blitzkrieg Bop
Hey ho, let's go 
Shoot'em in the back now 
What they want, I don't know
They're all revved up and ready to go
They're forming in straight line 
They're going through a tight wind
The kids are losing their minds 
The Blitzkrieg Bop
They're piling in the back seat 
They're generating steam heat
Pulsating to the back beat 
The Blitzkrieg Bop
Hey ho, let's go 
Shoot'em in the back now
What they want, I don't know 
They're all revved up and ready to go
They're forming in straight line 
They're going through a tight wind
The kids are losing their minds 
The Blitzkrieg Bop
They're piling in the back seat 
They're generating steam heat
Pulsating to the back beat 
The Blitzkrieg Bop
Hey ho, let's go! Hey ho, let's go!
Hey ho, let's go! Hey ho, let's go!"
Ramones - Blitzkrieg Bop

Joey Ramone