8 aprile
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
La "regina della serie B", e poi, la "regina del noir": cosi veniva chiamata la fascinosissima CLAIRE TREVOR. Comunque sempre "regina" era! Nota per i suoi ruoli come amante di gangster, prostituta, alcolizzata, bisbetica, maliarda, la nostra Claire non è mai stata una diva e nemmeno una di quelle bellezze che sfondano lo schermo. Ma la sua eccezionale bravura e la sua estrema serietà professionale, la portarono ad affiancare attori come John Wayne e Humphrey Bogart e registi come John Huston e John Ford. Dotata di una fortissima personalità e di uno charme tutto suo, riusciva a risultare credibile in qualunque ruolo, anche se eccelleva in quelli da dark lady e bad girl. Ha recitato in quasi 70 film e ha pure avuto una lunga carriera televisiva. Quando le chiedevano i motivi per cui, secondo lei, non fosse mai diventata una star di prima grandezza, rispondeva che non aveva mai voluto anteporre la carriera alla sua felicità personale, che non era mai stata capace di crearsi e sviluppare tutto quell'entourage di pubblicitari, impresari e promotori (e, diciamocelo, di profittatori vari...), necessario per creare un "mito" cinematografico. E nemmeno gli era mai fregato più di tanto provarci. Comunque, volente o nolente, nella storia c'è entrata ugualmente... Claire Wemlinger (così all'anagrafe), naque a New York, l'8 marzo del 1910, figlia unica di una famiglia di origini tedesche, irlandesi e francesi. In passato la sua data di nascita veniva accreditata erroneamente al 1909, infatti per un certo periodo si pensò che la Trevor fosse morta a 91 anni anziché a 90. Iniziò a recitare dopo aver frequentato la Columbia University e aver studiato recitazione all'Accademia Americana di Arti Drammatiche. Dopo aver lavorato a Broadway, esordì nel cinema recitando in alcuni cortometraggi girati a Brooklyn con il sistema Vitaphone, dopodiché si trasferì a Hollywood, dove esordì nel western "Life in the Raw" (1933), di Louis King. Tra il 1933 e il 1938, recitò in ben 29 film, molti dei quali spesso low-budget destinati al mercato dei "double features" (le sale dove si proiettavano due pellicole al prezzo di una), per i quali si guadagnò l'appellativo (non proprio carino, almeno in quel contesto) di "regina dei b-movie". Tra i più importanti, il bizzarro "La nave di Satana" (1935), dramma ispirato all' "Inferno" di Dante Alighieri, diretto da Harry Lachman, con a fianco Spencer Tracy; i polizieschi "L'ultima partita" (1936), e "One Mile from Heaven" (1937), entrambi di Allan Dwan; il crime "Il sapore del delitto" (1938), di Anatole Litvak, con Humprey Bogart. Ma il più famoso fu il dramma sociale "Strada sbarrata" (1937) di William Wyler, sempre a fianco di Bogart, dove interpretò il ruolo di Francie, l'ex-fidanzata di un gangster divenuta una prostituta malata di sifilide. Per questo film, la Trevor ottenne una nomination all'Oscar alla miglior attrice non protagonista, in una delle più brevi performance mai candidate al premio: comparve nella pellicola per soli 4 minuti! Nel 1939 è nel cast del celeberrimo western "Ombre rosse" di John Ford, a fianco di John Wayne, nel ruolo della prostituta Dallas, che viene cacciata dai cittadini benpensanti e si unisce ai passeggeri di una diligenza, rivelando un cuore tenero e un'anima generosa dietro le maniere rese ruvide dal "mestiere". L'anno successivo la si nota sempre un famoso western: "La belva umana" (1940), di Raoul Walsh. Durante la sua densa carriera, Claire Trevor interpretò molto spesso ruoli di aristocratiche decadute o donne di malaffare, e in genere di femme fatale in film come il bellissimo noir tratto da un romanzo di Raymond Chandler "L'ombra del passato" (1944), di Edward Dmytryk, a fianco di Dick Powell. Altri titoli da segnalare: "Onde insanguinate" (1945), di Edwin L. Marin, "La banda dei falsificatori" (1946), di Irving Reis, "Perfido inganno" (1947), di Robert Wise, "Schiavo della furia" (1948), di Anthony Mann, "Valeria l'amante che uccide" (1948), di Jack Gage, "L'impero dei gangster" (1952), di Joseph Kane, "Il mio uomo" (1952), di William A. Wellman. Nel 1949 vinse l'Oscar alla miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione della disperata Gaye Dawn, l'amante alcolizzata di uno spietato gangster (Edward G. Robinson), nel film di John Huston "L'isola di corallo" (1948), di nuovo a fianco di Humphrey Bogart. La Trevor tornò pure a lavorare con John Wayne nel film "Prigionieri del cielo" (1954), di William A. Wellman: la sua interpretazione della frivola May Holst le portò la sua terza e ultima nomination all'Oscar alla miglior attrice non protagonista. Dopo una lunga assenza dal cinema, prese parte ad un ultimo film, la commedia "C'è... un fantasma tra noi due" (1982), diretto da Robert Mulligan. Dalla metà degli anni '60 infatti si era dedicata principalmente alla televisione (da menzionare almeno le sue interpretazioni nella serie "Alfred Hitchcock Presenta"), mezzo che la lasciava più libera dal cliché del personaggio con cui veniva identificata. Ha recitato per il piccolo schermo fino al 1987. Nella vita si era sposata tre volte: prima con lo sceneggiatore Clark Andrews (1938-1942), poi con il soldato Cylos William Dunsmoore (1943-1947), da cui ebbe un figlio, Charles, e infine con il produttore Milton Bren nel 1948. Il figlio Charles morì in un incidente aereo nel 1978, mentre l'anno successivo il marito morì di tumore al cervello: un biennio che la segnò per il resto della sua vita...Claire Trevor morì l'8 aprile 2000 per un'insufficienza respiratoria, all'età di 90 anni. Che dire: è difficile che le dark lady risultino pure simpatiche. Ma la nostra Claire ci è riuscita alla grande! Chapeau, Mrs. Trevor! 

"La vita è troppo breve e, francamente, non sono così terribilmente ambiziosa!"
Claire Trevor

Claire Trevor