5 aprile
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Se il Pulp avesse un nome, si chiamerebbe ROGER CORMAN! Eh si, cari amici dei Mutzhi Mambo, senza l'instancabile e meritoria opera di questo genio del basso costo, il nostro "genere" (anche se, come sapete benissimo, di genere non si tratta ma ci siamo capiti...) mancherebbe di fondamenta. Re dei B-movie, Imperatore dell'explotation, Papa del cinema pop, il nostro Corman, sia come regista, che come attore ma soprattutto come produttore ha segnato tutti i generi più infami della "settima arte": horror, women-in-prison movies, nazisplotation, biker movies, heist movies, addiction movies, sexplotation, monsters movies e chi più movie ha, più ne metta! Nessuna trama era troppo trash o assurda per non meritare l'attenzione del nostro. Sotto la sua ala hanno mosso i loro primi passi attori come Charles Bronson, Jack Nicholson, Peter Fonda, Dennis Hopper, registi come Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Jonathan Demme, Joe Dante. Nel suo accogliente grembo sono andati a finire la carriera grandissimi interpreti come Peter Lorre, Vincent Price, Boris Karloff... Senza dimenticare che gli americani devono a lui la distribuzione dei film di Kurosawa, Bergman ,Truffaut, Fellini (e questo non sempre è stato un merito...). Roger Corman è nato il 5 aprile del 1926 a Detroit. Attratto fin da subito dal cinema, dopo aver studiato ingegneria lavora per pochi giorni alla General Electric, che lascia senza alcun indugio per dedicarsi alla settima arte, grande passione coltivata nell'adolescenza. Parte dalla vera gavetta lavorando alla 20th Century Fox dapprima come tuttofare e quindi come lettore di sceneggiature: da questa attività alla stesura delle proprie sceneggiature il passo è breve e decisamente fortunato visto che non tarda a vendere una delle sue prime. Nel 1955 sceneggia e dirige il suo primo film, il western "Cinque colpi di pistola". E' un periodo estremamente entusiasmante nel quale, pur essendo in perenne scarsità di mezzi, dirige un film dopo l'altro: il tempo medio di lavorazione di un suo film è di venti giorni, un vero record. Sempre del '55 sono il western "La meticcia di fuoco", "The Beast with a Million Eyes", un film di fantascenza girato insieme all'oscuro David Kramarsky, l'horror "Il mostro del pianeta perduto". Dell'anno successivo si segnalano l'infame "Le Donne della Palude", antesignano del genere sexploitation entrato di diritto nella classifica dei 30 peggiori film di tutti i tempi, il fantascentifico "Conquistò il mondo", con Lee Van Cleef e il western "Il mercenario della morte". Nel 1957 una vera orgia di "capolavori": l'exotico "Paradiso nudo", "Carnevale rock", che vanta le esibizioni di Platters, David Houston, Bob Luman, Shadows e Blockbusters, il cult "Il vampiro del pianeta rosso", lo stracult trash "L'assalto dei granchi giganti", l'horror "La sopravvissuta", il crime-rock'n'roll "Rock tutta la notte", "L'adolescente bambola", esempio del filone crime-all female, il teen-movie "La ragazza del gruppo", che si segnala per il particolare sadismo della protagonista, e infine il fantasy "La leggenda vichinga". Non da meno il 1958: il crime "La vita di un gangster", il fantascentifico "Guerra dei satelliti", "La Legge del Mitra", basato sulla vita del criminale George R. Kelly, detto anche Machine Gun, attivo durante il proibizionismo, che segna il debutto da protagonista di Charles Bronson, il post-apocacittico "Adolescente delle caverne", l'exotico "Le dee della scogliera del pescecane", e il teen-movie virato al crime "Giovani delinquenti". L'anno successivo è stato un po' meno ricco: la commedia horror "Un secchio di sangue", il cult di fantascenza "La donna vespa", ispirato a "L'esperimento del Dottor K", e il bellico "Assalto della fanteria di montagna". Tanto per fare un esempio della velocità proverbiale di Corman, l'ormai celeberrima "La piccola bottega degli orrori", girata nel 1960 e assurta a titolo di culto anche per il fatto che costituisce il debutto nel cinema per Jack Nicholson, venne girata nel tempo incredibile di due giorni e una notte. Non possiamo citare certamente tutti i film girati dal nostro Roger (sono una cifra!). I suoi più grandi successi come regista furono comunque i film della serie di Edgar Allan Poe dal 1960. Basati sulle opere di Poe, inizialmente prodotti con la American International Pictures e in collaborazione con lo scrittore e sceneggiatore Richard Matheson, erano film dal basso budget ma dal grande fascino, realizzati da un team affiatato in location iper rodate (anche perché erano sempre le stesse...). Questa serie include "I vivi e i morti" (1960), "Il pozzo e il pendolo" (1961), "Sepolto vivo" (1962), "I racconti del terrore" (1962), "I maghi del terrore" (1963), "La città dei mostri" (1963), "La maschera della morte rossa" (1964) e "La tomba di Ligeia" (1964). Tutti tranne "Sepolto vivo" avevano come protagonista Vincent Price. Con Corman lavorarono anche lo scenografo Daniel Haller, il fotografo Floyd Crosby, Nicholas Roeg, gli sceneggiatori Robert Towne e Charles Beaumont e gli attori Ray Milland, Basil Rathbone, Hazel Court, Jack Nicholson, Barbara Steele, Debra Paget e Peter Lorre. Nel 1960 girò il delirante post-apocacittico "L'ultima donna sulla Terra". Diresse anche una delle prime apparizioni di William Shatner in un ruolo da protagonista in "L'odio esplode a Dallas" (1962). Basato su un racconto di Charles Beaumont, il film diventò noto per i temi trattati, tra cui i diritti civili e la segregazione razziale. Nel 1966 dirige il cult biker "I selvaggi", con Peter Fonda, che contiene la malatissimo scena dello stupro in chiesa. L'anno successivo si cimenta nell'hard boiled con la rievocazione de "Il massacro del giorno di San Valentino". Lo stesso anno Jack Nicholson sottopone a Corman il soggetto de "The Trip/Il serpente di fuoco", il suo film più psichedelico, incentrato sul viaggio allucinogeno di un uomo (il nostro Peter, gia "informato" sui fatti...), sotto gli effetti dell'LSD. Il nostro Roger, con l'intenzione di girare un'opera credibile, decide di assumere questa droga, sottolineando però il suo distacco filosofico nei confronti di questa esperienza. Tuttavia la A.I.P., casa produttrice del film, ritiene opportuno inserire nei titoli di coda una voce che dichiara condanna per l'uso di droghe. Amareggiato e deluso da questa ingerenza Corman decise di smettere di fare il regista. "Bersaglio umano" è un film noir del 1969, remake libero di Il mistero del falco". Torna alla regia per rare eccezioni come "De Sade" (1969), biopic del nostro marchese preferito, in cui non si fece accreditare per paura della censura, il gangsteristico "Il clan dei Baker" (1970), con una strepitosa Shelley Winters, "Gas, fu necessario distruggere il mondo per poterlo salvare" (1970), una commedia post-apocalittica dark su alcuni superstiti a seguito di una fuga accidentale di un gas sperimentale che uccide tutti gli esseri umani sulla Terra di età superiore ai 25 anni, "Il barone rosso" (1971), incentrato sull'asso dell'aviazione tedesca della Prima Guerra Mondiale. Dopo sei anni torna a dirigere con "I gladiatori dell'anno 3000" (1978), seguito da "I magnifici sette nello spazio" (1980), e "Frankenstein oltre le frontiere del tempo" (1990), sua ultima regia. Ma la sua attività più redditizia, per la quale gli ultimi anni si è dedicato esclusivamente, è la produzione di nuove leve di registi, cui impone i suoi particolari ritmi di lavorazione e la sua visione, ormai diventata un vera e propria filosofia, del contenimento della spesa, pragmatica palestra di artigianato, coraggio e umiltà. Anche in questo caso l'elenco sarebbe lungo e noioso. Oltre a produrre e dirigere film per la American International Pictures (AIP), Corman finanziò anche altri film a basso budget prodotti poi da altre da società. Nel 1959 fondò Film Group con il fratello Gene, una società che produceva film a basso costo in bianco e nero e li distribuiva in modalità "double features" (due film, al cinema o nei drive in, al prezzo di uno). Quando Corman si rese conto che i film in bianco e nero ormai non avevano più lo stesso successo dei film a colori, tornò alla AIP e la Filmgroup cessò ogni produzione nel 1962. Nel 1963 iniziò poi quella che sarebbe stata la sua più travagliata produzione, "Blood Bath", cominciata come un film di spionaggio ambientato a Belgrado e finita come un film horror splatter riedito più volte. Nel 1970, fonda la New World Pictures, una società indipendente di produzione e distribuzione che produsse film diventati poi cult come "Rivelazioni di un'evasa da un carcere femminile" (1971), "Sesso in gabbia" (1971), "America 1929 - Sterminateli senza pietà (1972), di Martin Scorsese, "La rivolta delle gladiatrici" (1974) di Steve Carver e Joe D'Amato, "Femmine in gabbia" (1974), di Jonathan Demme, "Quella sporca ultima notte" (1975) di Steve Carver, "Anno 2000: La corsa della morte" (1975), "Rock 'n Roll' High School" (1979), "Il pianeta del terrore" (1981), "Grano rosso sangue" (1983), e il film di Joe Dante "Piranha" (1978). Come distribuzione, la New World Pictures rese accessibili molti film stranieri al pubblico di massa statunitense, tra cui le opere di Ingmar Bergman, François Truffaut, Federico Fellini e Akira Kurosawa. In un periodo di dieci anni, la New World Pictures vinse più Oscar al miglior film straniero di tutti gli altri studios messi insieme. Corman alla fine cedette la società a un gruppo di investitori nel 1983 e in seguito formò la Concorde-New Horizons (CNH), una società di produzione e distribuzione. Nel 2009, Corman ha prodotto e diretto, insieme con il regista Joe Dante, la webserie "Splatter" per Netflix. Il protagonista del film è interpretato da Corey Feldman e la storia parla della inquietante leggenda del rock-and-roll Johnny Splatter. Contribuisce inoltre a realizzare commenti per i trailer della webserie di Dante "Trailers From Hell". Nel 2010 produce i film per la televisione "Dinoshark", "Dinocroc vs. Supergator" e "Sharktopus" per il canale televisivo via cavo Syfy. È un vero vulcano, il nostro Roger Corman! Ci sono tanti registi che vengono insigniti (spesso a sproposito) del titolo di Maestro. Ebbene, Roger Corman lo è stato davvero! In tutti tutti i sensi! Lunga vita al Maestro!

"Ora impazza l'appiattimento delle idee: io sto dalla parte del cinema concettuale: uso sesso, occulto, violenza, umorismo e donne conturbanti come metafora. E cerco nuovi sguardi"
Roger Corman

Roger Corman