2 marzo 
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Personaggione. Piaccia o no, SERGE GAINSBOURG era un personaggione. Di quelli tosti, ganzi, eccessivi, controversi. Di solito, cari amici dei Mutzhi Mambo, non amiamo gli intellettuali che si mettono a fare i provocatori (qui nel Bel Paese ne abbiamo a secchiate, tutti odiosi!), ci stanno sul culo proprio, ma per il nostro Serge si chiude un occhio, anzi tutti e due! Anche perché, bisogna ammetterlo, aveva una voce della Madonna: marcia, sensuale, profonda. E poi era un artista vero, genuino, assolutamente coraggioso e un passo avanti a tutti, tanto che la sua poetica bohémienne ha influenzato una pletora di musicisti, almeno nei fini. Aveva l'innata capacità di rendere profondo e allusivo anche il motivetto più scemo. Infine, pur essendo un cesso, si trombava delle gran gnocche, e questo gli garantisce la nostra stima eterna, a prescindere! Figlio di immigrati ebrei russi, Lucien Ginsburg (così all'anagrafe) naque il 2 aprile del 1928. Il primo figlio della coppia, Marcel, morì a sedici mesi nel 1922 per una polmonite, poi ebbero una figlia, Jacqueline, nel 1926, infine dei gemelli, Liliane e Lucien, nel 1928, nati alla maternità dell'Hôtel-Dieu di Parigi nell'Île de la Cité, dopo che la madre aveva rinunciato al proposito di abortirli. La famiglia Ginsburg ottiene la nazionalità francese il 9 giugno 1932 e continuò a vivere a Parigi, coi proventi del padre orchestrale, ma venne presto identificata durante il periodo del totalitarismo e fu quindi costretta a fuggire nelle campagne fino al 1944. In quegli anni, Lucien fu costretto ad appuntare una stella gialla sulla sua uniforme di studente e iniziò a suonare, da autodidatta, il pianoforte. Di nuovo a Parigi per Lucien sembrava tutto cambiato: la scuola, una camicia di forza, la gente, noiosa, l’onta della persecuzione aveva lasciato un senso di amarezza. L’adolescenza, per il sedicenne, divenne quella di un maudit in erba, appassionato di arte, di sigarette e d'amore (ancora non ricambiato) per le femmine. Venne quindi iscritto dal padre ad un istituto d'arte per studiare pittura. Lì incontrò la modella russa Elizabeth Levitsky, segretaria di un amico di Salvador Dalí. La frequentazione con la donna, ed anche con l'artista surrealista, influenzarono moltissimo Lucien. Nel 1951, infatti, si sposò con la modella, da cui divorziò nel 1957. Lucien Ginsburg, stanco di un’identità ormai trapassata, divenne Serge Gainsbourg, omaggiando l’origine russa, la cui eco risuona della forza del nome Serge, e il pittore inglese Gainsborough. Inoltre era pronto a dare una svolta alla propria carriera con l'ingaggio al nightclub Milord L'Arsouille, ottenuto anche grazie all'amica Michèle Arnaud, giovane intellettuale e filosofa. Altra svolta è rappresentata dal fatto che cominciò a cantare da sé le proprie canzoni, fino ad allora scritte per essere interpretate dalla fatale Juliette Gréco. In questo periodo iniziò ad essere identificato con la figura dello chansonnier, malato per le donne, che sarà quella che lo contraddistinguerà per il resto della vita. "Du chant à la une!" venne pubblicato nel 1958. Il debutto di Gainsbourg spazia tra swing, jazz e musica d'autore, e il nostro Serge si candidò da subito come cantore per eccellenza della perdizione, osservatore acuto di un immaginario denso d’alcol, donne, adulterio, povertà, lavori miserabili, narrato con spirito malinconico e romantico, ma anche con sarcasmo e classe, indipendentemente da ogni cliché (anzi, sarà proprio lui a crearli, certi cliché!). Inoltre gran parte dell'ispirazione per i primi lavori, è dovuta alle poesie di Boris Vian, vera e propria ossessione per il trentenne Serge. Lo stesso anno andò in tournée e ritornò a casa dal padre, dove incise l'album "N° 2" (1959) con il pianoforte di papà, diversi pacchetti di Gitanes e parecchie dosi di caffè ed alcol. L'album è formato da otto canzoni in cui, grazie all'arrangiamento del fedele Alain Goraguer, si lascia spazio al pop-jazz, ma anche all'esotismo ammiccante, al folk tzigano ed alla ballate. Con la foto di copertina di "N° 2", Serge inizia anche a far circolare la sua inconfondibile immagine di lubrico guascone, elegante e sfrontato. Si aprirono per lui anche le porte del cinema, che lo resero una costante comparsa in molti film storici, in cui interpretava generalmente personaggi malvagi come Corvino, l'ufficiale romano che dava in pasto i cristiani ai leoni, nel film "La rivolta degli schiavi" (1960). Nel 1961 pubblicò "L'étonnant Serge Gainsbourg", in cui i toni si fanno più confidenziali e suadenti. Pur avendo molte, potenziali hit (dall'exotica al Sudamerica), l'album non ottenne un grande successo (meno di 5.000 copie vendute) e Serge rischiò di ritornare nella nicchia da jazz club, complice anche l'ondata twist di quegli anni. Prima pensò a tornare a dipingere, poi invece provò a volgere a suo favore gli eventi, includendo nell'album "Requiem pour un Twister", una vera e propria presa in giro per una delle tante mode passeggere che contagiavano anche l’ingessata Francia e lanciavano in orbita i giovanissimi Françoise Hardy e Johnny Halliday, poco più che adolescenti e testimonial privilegiati dello yé yé. Nel 1962 venne pubblicato "N° 4", quarto album in studio per Serge in cui iniziò ad approcciarsi anche all'inglese ("Intoxicated Man") e si rivelò sempre più un crooner marcio. Nel 1963 Serge venne chiamato per realizzare la colonna sonora del film "Strip-Tease" del suo amico Jacques Pointrenaud, a cui partecipò pure la splendida ma ancora sconosciuta modella Christa Paffgen, meglio nota in seguito come Nico. Nel 1964 Serge sposò Béatrice Pancrazzi, una donna aristocratica abbastanza possessiva che limitò anche il rapporto di Gainsbourg con Juliette Gréco e persino col vecchio pianoforte del padre. Questa parentesi di quiete domestica venne utilizzata per registrare in soli due giorni l'album "Gainsbourg Confidentiel" insieme al chitarrista Michel Gaudry ed al contrabbassista Elek Bacsik. Il quinto album in studio fu per Serge un gioiello jazz, elettrificato dalle chitarre, che venne salutato dalla critica come uno dei suoi migliori lavori. Nel 1964 venne inciso "Gainsbourg Percussions" che, come dice il titolo stesso, si avvalse di percussioni (cinque per la precisione) e di un coro di dodici ragazze francesi oltre che, come sempre, del pianista ed arrangiatore Goraguer. In questo disco quindi venne sperimentata la musica afro, reinterpretando anche "Kiyakiya" (che diventa "Joanna") e "Akiwowo" ("New York - USA") e "Gin-go-lo-ba" ("Marabout") di Babatunde Olatunji. Le recensioni del disco non furono confortanti, ma questo a Serge non importava un gran ché, essendo un artista che preferiva una libertà espressiva a 360 gradi, piuttosto che il successo a tutti i costi. Nel 1964 naque la sua prima figlia, Natascha. In questo periodo Serge iniziò a comporre canzoni pop, dirigendosi verso lo yéyé, per popstar giovani ed ingenue come France Gall (che col suo "Poupée de Cire, Poupée de Son" vinse l'Eurofestival nel 1965). Nel 1965, inoltre, la sua vecchia amica Arnaud, diventata produttrice televisiva, tornò sulla scena discografica con un album contenente "Les Papillons Noirs", scritta proprio da Serge. Ed è proprio lei che presentò a Serge il regista Pierre Koralnik, con cui girò il telefilm "Anna", che divenne pure un disco. In questi anni ritornò a frequentare Béatrice, ma l'evento che più di altri lascerà un segno nella vita e nella produzione di Serge fu l'incontro con quella topa di Brigitte Bardot, avvenuto durante uno show televisivo. I due reinterpretarono assieme il classico di Burt Bacharach "Raindrops Keep Fallin' on My Head". Naque un'immediata ed incontenibile passione che li portò a porre fine ai conti in sospeso coi relativi partner. I due diventano inseparabili e Serge scrisse per Brigitte diverse canzoni, tra cui una prima versione di "Je t'aime... moi non plus", registrata in una notte del 1967 a Parigi con l'arrangiamento di Michel Colombier. La coppia, durante le registrazioni, interpretò un cortometraggio in cui si vede il grado di "intimità" raggiunto dalla coppia. L'album che ne scaturì è "Bonnie and Clyde" (1968), ispirato alla nota coppia di rapinatori. Il disco contiene tracce già edite (cantate precedentemente da Anna Karina o dalla Gréco), revisioni di classici jazz (come "Everybody Loves My Baby", scritta da Spencer Williams) ed inediti, come la canzone che dà il titolo all'album ed è diventato un classico dell'easy listening. Nello stesso anno venne pubblicato "Initials B.B"., che sancì la fine del rapporto tra Serge e Brigitte. Gainsbourg, disperato di quanto accaduto (e ci possiamo credere...) portò a termine l'album da solo. Il disco contiene nuove rivisitazioni e altri inediti, come la title track, "Shu Ba Du Ba Loo Ba" e "Ford Mustang". Dopo la fine del rapporto con la Bardot, Serge si dedicò alla realizzazione di colonne sonore per il cinema. Nel 1969, nel film "Slogan", è attore e autore della colonna sonora, mentre Jane Birkin è la protagonista femminile (già conosciuta per il suo nudo minorenne in "Blow-Up" di Michelangelo Antonioni). Fra i due iniziò una relazione che portò Serge a lasciare la moglie incinta ma l'inizio di questo legame fu disastroso, in quanto Jane era ancora un ingenua ventenne che non conosceva il francese, mentre Serge era uno snob che spesso denigrava sul set la giovane inglese. Serge propose a Jane di reinterpretare "Je t'aime... moi non plus", e lei accettò saltando gli ostacoli, dovuti innanzitutto al fatto che quella canzone era legata a Brigitte Bardot e in secondo luogo alla lingua. La nuova versione del brano apre l'album "Jane Birkin - Serge Gainsbourg" inciso a Londra nel 1969. La nuova versione, pubblicata nel febbraio del 1969, divenne immediatamente oggetto di scandalo. Giunta in Italia, nell'estate successiva, venne da prima censurato dalla Rai, che ne proibì la diffusione e vietò categoricamente a Lelio Luttazzi di pronunciarne il titolo nella trasmissione radiofonica Hit Parade, nonostante il disco si trovasse allora ai primi posti della classifica. In seguito il Vaticano, attraverso L'Osservatore Romano appoggiò la decisione della RAI e Paolo VI emise una scomunica nei confronti del produttore del brano. Nel Regno Unito venne bandito dalla BBC e il disco venne ritirato. Le altre dieci canzoni che compongono il disco fanno semplicemente da contorno: in esse c'è molto spazio per Jane esoprattutto si segnala per "L'anamour", elegia del rapporto sodomita, composta originariamente per Françoise Hardy. Nel 1971 uscì il capolavoro "Histoire de Melody Nelson", un inno all’innocenza e alla perversione, alla fantasia e alla morte, al possesso e alla perdita, all’iniziazione e alla consapevolezza. Ma il rapporto con Jane iniziò a deteriorarsi e Serge si mise a lavorare a nuovi progetti. "Vu De L’Exterieur" è un concept fisico, legato al culo, che riempirà le fitte e ironiche pagine di “Gasogramma”, romanzetto semi-autobiografico su un artista il cui stile è determinato da una particolare forma di pittura anale. Il tema dell’analità, di quella che, per Serge, è espressione di cruccio e caduta dall’umanità all’animalità, diventa il leit motiv di quasi tutto l’album: alcune tracce, già dal titolo, lasciano poco spazio all’immaginazione (“Panpan Culcul”, “Des Vents, Des Pets, Des Poums”, “Pamela Popo”), altre, come “La Poupée Qui Fait”, dedicata alla piccola Charlotte, sono delle piccole e buffe dediche. L'album, com'era prevedibile, spiazza tutti, non viene compreso, e il 1974 è un anno di completa vacanza dalla scena. Il successivo "Rock Around The Bunker", scritto sul traghetto Calais-Dover diretto in Inghilterra, venne costruito su una dissacrazione del nazismo, con cui Serge aveva tutti i motivi per avercela. L’album è un concept rock’n’roll blues, che va controcorrente, rispetto ai generi in voga in quel periodo, ma anche rispetto alla psichedelia raffinata dell’“Histoire”. Saltando a piè pari la deriva yè yè, si torna finalmente al classic rock’n’roll, Hacksaw suona il pianoforte à-la Jerry Lee Lewis (“Nazirock”), si gioca con le parole e le allitterazioni, in liriche praticamente intraducibili (“Tata Teutonne”), fino a reiterpretare, stravolgendola, la doorsiana "Roadhouse Blues". L’occasione per un riscatto dagli ultimi insuccessi gli venne offerta davun colpo di fulmine, seguito dall’acquisto immediato, di un’insolita scultura, raffigurante un uomo a grandezza naturale, con un cavolo al posto della testa. "L’Homme à Tête de Chou" è l’opera dell’artista Claude Lalanne e divenne il titolo del nuovo disco di Serge. Cupo, opprimente, scarno, negli arrangiamenti di Hacksaw e dello stesso Serge, l’album è un concept, che, per alcuni versi, può essere considerato un possibile parallelo all’Histoire de Melody Nelson, una sorta di sua immagine al negativo, più frastagliata e colpevole, molto più forte di tanto punk del 1977. Il produttore Philippe Lerichomme invitò Gainsbourg ad affrontare un nuovo percorso: Serge volò in Giamaica e iniziò a lavorare con musicisti reggae, contaminando il suo genere french in quello che verrà definito "freggae". L'arrivo di Serge in Giamaica venne accolto con molto entusiasmo, ma il progetto di Gainsbourg non prevedeva affatto atmosfere festaiole. Il risultato infatti, "Aux armes et cætera" è un concentrato di provocazioni: l'inno nazionale francese, venne sarcasticamente trasformato nella title track mentre altre canzoni narrano di droga, alcol e sesso selvaggio. Le vendite del disco andarono a gonfie vele. L'album, uscito nel marzo 1979, conquistò il disco d'oro ma suscitò la patria l'indignazione per la profanazione della Marsigliese. Serge decise di promuovere comunque il disco in un tour europeo, con annessi strascichi di polemiche ed esibizioni non proprio tranquille, condite da minacce di morte da parte dei veterani e di esponenti neofascisti. Il legame tra Gainsbourg e Jane Birkin, nel frattempo, diventava sempre più problematico. Dopo aver tentato il suicidio gettandosi nella Senna, Jane, nel frattempo diventata madre, decise di lasciare Serge per il regista Jacques Doillon. Nel 1980 Serge ritornò ad essere single e disperato e, per quanto riguarda la sua attività artistica, il nome Serge Gainsbourg lasciò il posto a quello di Gainsbarre. Il suo alter ego pittore Evguénie Sokolov sconvolge come protagonista di "Gasogramma", romanzo sull'arte del segno inciso da una mano attraverso le vibrazioni del peto. ; il discorso continua con "Mauvaises Nouvelles des Etoiles", dall titolo da un’opera di Paul Klee appesa nel suo salotto, secondo e meno riuscito disco reggae, realizzato con gli stessi musicisti di "Aux armes et cætera". Sempre nel 1981 scrive per Catherine Deneuve l'album "Souviens-toi de M'Oublie" e per Isabelle Adjani "Pull Marine". Dalla relazione con la modella Caroline von Paulus, in arte Bambou, nasce il suo quarto figlio, Lucien, detto Lulu. Nonostante i fumi dell'alcol, l'imminente cecità e i sintomi di una cirrosi, Serge continua a lavorare con colonne sonore ed altro. In televisione, nel marzo 1984, è protagonista di un altro scandalo: brucia una banconota da 500 franchi per ribellarsi al sistema fiscale troppo pressante. In un'altra ospitata televisiva dichiara a Whitney Houston, ospite con lui del programma, l'intenzione di voler portarla a letto alla fine della trasmissione. Nello stesso periodo esce il suo album "Love on the Beat" che viene registrato nel New Jersey con il chitarrista Billy Rush ed altri musicisti (Larry Fast, Stan Harrison, Steve e Gorge Simms). Il risultato è un disco synth pop la cui copertina ritrae Serge truccato da donna (il tema dell'omosessualità ricorre anche in "Kiss Me Hardy"). Altro discorso vale per lo scandalosissimo videoclip "Lemon Incest" in cui l'adolescente Charlotte Gainsbourg e suo padre si dichiarano amanti su una base di Chopin. Era chiaramente una provocazione, ma questo tabù non era mai stato affrontato con tanta, spietata franchezza e risulta tuttora disturbante. L'ultimo capitolo in studio della produzione di Gainsbourg è "You're Under Arrest" (1987), dedicato alla polizia. Negli ultimi quattro anni della sua vita, quasi cieco ed al limiti dell'alienazione, Serge si consacrò definitivamente ai vizi ed iniziò a frequentare abitualmente l'ospedale. La notte del 2 marzo 1991, nella sua casa di Rue De Verneuil, Serge, poco più che sessantenne, muore a causa di un attacco cardiaco. È la fine di un epoca, di tutte le epoche possibili....

"Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
Moi non plus
Oh mon amour
Comme la vague irrésolue
Je vais, je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Entre tes reins
Et je me retiens
Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
Moi non plus
Oh mon amour
Tu es la vague, moi l’île nue
Tu vas, tu vas et tu viens
Entre mes reins
Tu vas et tu viens
Entre mes reins
Et je te rejoins
Je t’aime je t’aime
Oh oui je t’aime
Moi non plus
Oh mon amour
L’amour physique est sans issue
Je vais je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Je me retiens
Non, maintenant viens"
Serge Gainsbourg - Je t'aime...Moi non plus

Serge Gainsbourg