19 febbraio 
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Sicuramente ci sono chitarristi più bravi, tecnicamente migliori, più fantasiosi, ecc. ma quello che ha dato TONY IOMMI al rock'n'roll, nessuno mai! Ha scaraventato il nostro genere preferito negli abissi dell'orrore, ha esplorato campi in universi innominati e spaventosi, ha scavato fosse nel piu lugubre dei cimiteri! Ha reso il rock'n'roll (genere fino ad allora allegro per eccellenza) cupo e minaccioso, scoprendo possibilità espessive prima solo accennate! Basta con i 24000 baci, basta con le Mille bolle blu, basta con Le fette di Limone nel tè! D'ora in poi solo Guerre di Maiali, Uomini di Ferro, Sabba Sanguinosi e Paranoie! E su tutto i suoi riff mastodontici, rocciosi, sepolcrali.... Frank Anthony Iommi (così all'anagrafe) è nato a Birmingham, in Inghilterra, il 19 febbraio del 1948. Unico figlio di Anthony Frank, nato in Brasile da genitori emigrati dalla provincia di Frosinone, e di Sylvia Maria Valenti, nata a Palermo da proprietari di vigneti, Tony iniziò a suonare la chitarra ascoltando prevalentemente jazz e blues e soprattutto gli strumentali degli Shadows, il cui chitarrista, Hank Marvin, fu un suo modello di ispirazione. Durante il periodo scolastico ebbe modo di conoscere il suo futuro compare John"Ozzy" Osbourne, che all'epoca gli stava ampiamente sulle palle. Dopo aver terminato le scuole, Tony trovò impiego in una officina dove si lavoravano metalli. Dopo essere stato selezionato come temporaneo rimpiazzo nei Jethro Tull si convinse di avere la possibilità di diventare musicista professionista, ma, durante uno dei suoi ultimi turni di lavoro, una pressa gli amputò le falangi superiori del medio e dell'anulare della mano destra (Tony è un genio mancino, quindi le falangi della mano destra gli servono per premere le corde). Ricoverato in ospedale, venne dimesso dopo un mese di inutili tentativi di riattaccare le parti amputate, provò a imparare a suonare da destro ma non ci riuscì e cadde in un periodo di profonda depressione, decidendo di abbandonare la chitarra. Un giorno, però, conobbe l'esperienza di Django Reinhardt, celebre chitarrista belga di origini sinte che rimase menomato ad una mano a causa di un incidente: nonostante ciò, non abbandonò affatto la musica e questo episodio incoraggiò Tony a ricominciare a suonare, ricorrendo all'applicazione di alcune protesi, realizzate da lui stesso fondendo e sagomando la plastica di alcuni tappi di flaconi di detersivo liquido "Fairy" (!). Per poter suonare meglio con le protesi, che lo ostacolavano soprattutto nell'esecuzione del bending, Iommi scelse di accordare il suo strumento un semitono sotto rispetto alle chitarre normali, perché le corde potessero essere più morbide. A questa scelta, inizialmente compiuta per necessità, si deve lo sviluppo del tipico suono cupo della sua chitarra, che è diventato poi il suo marchio di fabbrica e ha ispirato un numero infinito di epigoni; inoltre, il materiale delle protesi gli ha permesso di fare degli slide molto rapidi. Probabilmente senza l'handicap di Iommi, i Black Sabbath non sarebbero stati: non tutto il male vien per nuocere... L'attività musicale di Iommi iniziò nel 1964, suonando in una band blues chiamata "The Rockin' Chevrolets". Nel 1966 entra nei "The Rest" e nei "Mythology", assieme al batterista e suo compagno di scuola Bill Ward. I due, dopo aver lasciato i gruppi, incontrarono Ozzy Osbourne tramite un annuncio inserito dal cantante in un negozio di dischi. Dopo che i tre si incontrarono, Osbourne portò con sé il chitarrista Geezer Butler (che suonerà, d'ora in poi, il basso), entrambi venivano da una band di breve vita chiamata "Rare Breed". Una volta uniti, formarono un sestetto (con il secondo chitarrista Jimmy Phillips e il sassofonista Alan "Aker" Clarke), chiamato "Polka Tulk Blues Band". Clarke e Phillips uscirono dal gruppo e gli altri decisero di cambiare nome in "Earth". La formazione si esibì in vari locali suonando cover di Jimi Hendrix, Blue Cheer, Beatles e Cream, e incise il primo demo nel 1968, che ebbe un discreto successo nel giro dei pub inglesi e permise al gruppo di farsi un nome anche in Germania, grazie all'intraprendenza del manager Jim Simpson. Nel 1968 Tony ha pure suonato per poco nei Jethro Tull, sostituendo Mick Abrahams nel live dei Rolling Stones, "Rock'n'Roll Circus". Dopo un breve periodo, il nome della band fu cambiato perché esisteva un altro gruppo che si chiamava "Earth". Il nome nuovo venne da un'idea di Butler, grande appassionato dei romanzi di magia nera e horror di Dennis Wheatley, che conosceva un film di Mario Bava chiamato "I tre volti della paura" (1963); nella versione inglese il titolo era "Black Sabbath", e scrisse una canzone che ne riprendeva il titolo. Questo divenne il nuovo nome del gruppo. Al nuovo nome si accompagnò una transizione dal blues ad un sound prima con elementi di folk europeo, poi con toni sempre più forti e cupi, fino a una soluzione inedita per la quale i Sabbath divvenero famosi e annoverati, da molti critici, come i pionieri dell'heavy metal assieme ai Led Zeppelin. La prima casa discografica per cui i Sabbath firmarono fu la Fontana Records; in seguito approdarono all'appena nata Vertigo. Con questa etichetta il 13 febbraio del 1970 uscì l'album di debutto della band, intitolato semplicemente "Black Sabbath". Il disco fu una specie di fulmine a ciel sereno nel panorama rock dell'epoca ed ebbe un grande successo, dovuto, in gran parte, alla presenza di composizioni storiche della band come la title track, 'The Wizard' e "N.I.B.". Il disco presentava tratti originali e diversi dal panorama rock di quei tempi, sia per la musica che per i testi. I loro coevi Deep Purple e Led Zeppelin, altre formazioni influenti per il metal, praticavano un sound più melodico e aperto anche a rock 'n' roll e blues. La musica dei Black Sabbath, pur con caratteristiche simili, presentava sonorità più pesanti e oscure, con riferimenti al demonio e all'occulto. Sebbene cenni di questo tipo si potessero trovare anche nei lavori di altri gruppi dell'epoca, pure nei Beatles (!), i Sabbath si spinsero oltre, sia per l'insistenza su questi argomenti che per il modo diretto in cui erano affrontati, tant'è che questi divennero, in seguito, alcuni degli stereotipi che caratterizzeranno l'immaginario metallaro. Questo tipo di tematiche portò alla band numerose critiche, accuse di satanismo ed occultismo e in generale la disapprovazione di molta parte dell'opinione pubblica del tempo. Queste contestazioni, tuttavia, contribuirono al fascino che la band esercitava sul suo vasto pubblico di giovani. Il successivo "Paranoid" rappresenta tuttora il maggior successo commerciale del gruppo, grazie a pezzoni come la title track, "Iron Man", "Electric Funeral" e "War Pigs". Con questo lavoro il gruppo mostrò di andare oltre l'immagine "nera" che lo accompagnava, componendo brani con argomenti più maturi. Nel 1971 i Black Sabbath pubblicarono un terzo album di notevole successo, "Master of Reality", il più oscuro ed introspettivo della band. Assieme ai due precedenti, è considerato fondamentale per la nascita del doom metal e sludge metal. Oltre ai brani del classico stile sabbathiano ("Children of the Grave" e "After Forever"), il disco è noto, soprattutto, per i suoi pezzi "sinistri" ("Sweet Leaf", "Lord of This World", "Solitude" e "Into the Void"). Il seguente "Black Sabbath, Vol. 4" del 1972 mostrò le prime delle varie modifiche nel sound della formazione, per via di una evidente e perniciosa contaminazione di rock progressivo. Uno dei pezzi in cui questa influenza è più evidente è la melensa ballad "Changes", nel quale Osbourne canta accompagnato da pianoforte e archi. Il brano è un esempio di come le sonorità della formazione si stessero evolvendo, ma per fotuna ci sono ancora pezzi come "Tomorrow's Dream", "Snowblind" e "Supernaut" mostrano ancora il loro volto che ci piace di più. Nel 1973 pubblicarono "Sabbath Bloody Sabbath", album caratterizzato da atmosfere progressive rock ancor più nette. Ciò si deve anche alla presenza di Rick Wakeman degli Yes che compariva alle tastiere, come membro esterno. Non mancava comunque il "classico" sound della formazione con le splendide "Sabbath Bloody Sabbath"" e "Killing Yourself to Live".In questo periodo ci furono una serie di sbandamenti per la band. Tutti i membri ebbero seri problemi di dipendenza da droghe, in particolare Osbourne e Ward, i quali, su ammissione del cantante, fecero uso di LSD tutti i giorni per due anni. Un cambiamento di etichetta fece slittare l'uscita del nuovo album, "Sabotage" pubblicato solamente nel 1975. Dal punto di vista musicale, "Sabotage" è uno degli album più variegati del gruppo, alternando pezzi belli pesi come "Hole In The Sky" e "Symptom Of The Universe" a sperimentazioni originali e spiazzanti, ad esempio i cori in stile russo di "Supertzar" e le sonorità pop rock di "Am I Going Insane (Radio)". L'album successivo, "Technical Ecstasy" del 1976, fu un mezzo fiasco, per via di un sound più duttile e per la presenza di musica d'orchestra e sintetizzatori. Per quanto alcuni considerino positivamente il disco come molto ambizioso e innovativo, esso contribuì a disilludere i fan dello stile iniziale del gruppo. Nel 1977, al termine del tour, Osbourne abbandonò il gruppo, a seguito di tristi vicissitudini personali dovute alla morte del padre, oltre ai problemi derivati dalla sua dipendenza da alcool e droghe ormai inarrestabile. I restanti membri del gruppo arrivarono a provare per pochi mesi con il cantante Dave Walker (ex Fleetwood Mac e Savoy Brown), con cui iniziarono a lavorare a nuove canzoni, prima del momentaneo rientro di Osbourne alla voce nel 1978 con l'album "Never Say Die!". Questo lavoro ricalca la scia del precedente e certi lo giudicarono come uno dei peggiori della formazione di Birmingham, con la sola title-track a godere di una buona popolarità tra i loro fans, sebbene oggi molti critici e fan lo abbiano rivalutato, considerandolo un album raffinato e ispirato (mah...). Nel 1979, a causa di conflitti irreversibili con gli altri membri della band, Osbourne venne licenziato per la sua tendenza ad abusare con gli stupefacenti e l'alcool. Dopo l'uscita definitiva di Osbourne, i Black Sabbath non presentarono più una formazione salda, raggiungendo molte volte il punto di instabilità e assoldando vari musicisti nel corso della loro seguente carriera. Subirono numerosi cambi di formazione, con il solo Iommi a rimanere membro stabile. Negli anni, i Black Sabbath videro l''alternarsi di artisti come Ronnie James Dio, Ian Gillan, Tony Martin, Cozy Powell, Neil Murray Eric Singer e tanti altri. Nel 1986 venne pubblicato il patinatissimo "Seventh Star", con l'ex Deep Purple Glenn Hughes nelle vesti di cantante. In principio esso doveva essere un album solista di Iommi ma, per motivi contrattuali con la casa discografica, uscì con il nome Black Sabbath featuring Tony Iommi. Dal 2006 al 2010 Tony ha partecipato al progetto Heaven & Hell con la formazione con Dio alla voce dell'album "Mob Rules" del 1981 (non si potevano chiamare Black Sabbath per problemi di diritti), fino al decesso del cantante. A partire dal 2011 partecipa alla riunione dei Black Sabbath nella formazione classica, che nel 2013 ha pubblicato l'album "13", il primo di inediti dopo 18 anni e il primo con Ozzy Osbourne alla voce dopo 35 anni di assenza. In seguito per le registrazioni dell'album e il tour il batterista Bill Ward è stato sostituito da Brad Wilk. Tony pubblica il suo primo disco "ufficiale" da solista chiamato "Iommi" (2000). Vi sono molti ospiti speciali nelle tracce dell'album come Ozzy Osbourne, Phil Anselmo, Brian May, Dave Grohl, Serj Tankian e Billy Corgan. Nel 2004 esce il secondo "The 1996 DEP Sessions", inciso, originariamente, nel 1996 ma mai pubblicato. Di questo lavoro esiste anche un bootleg chiamato "Eighth Star", con Dave Holland (ex Judas Priest) alla batteria. Le parti di Holland vengono ri-registrate da Jimmy Copley. The 1996 DEP Sessions vede anche la collaborazione di Glenn Hughes (voce e basso) e i tastieristi Don Airey, Geoff Nicholls e Mike Exeter. Nel 2005 viene lanciato sul mercato "Fused". Le musiche vengono composte da Iommi e il tastierista Bob Marlette mentre i testi sono di Glenn Hughes. Alla batteria è presente il session man Kenny Aronoff. Purtroppo problemi di salute hanno costretto il nostro a decidere di abbandonare il mondo della musica in modo definitivo a conclusione del tour di addio dei Sabbath. Naturalmente speriamo che si rimetta presto e che ci ripensi: il mondo ha bisogno di Tony Iommi! 

"What is this that stands before me?
Figure in black which points at me
Turn around quick, and start to run
Find out I'm the chosen one
Oh no
Big black shape with eyes of fire
Telling people their desire
Satan's sitting there, he's smiling
Watches those flames get higher and higher
Oh no, no, please God help me
Is it the end, my friend?
Satan's coming 'round the bend
people running 'cause they're scared
The people better go and beware
No, no, please, no"
Black Sabbath - Black Sabbath

Tony Iommy