22 aprile
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Compie oggi 80 anni il mitologico JACK NICHOLSON, uno dei più grandi attori viventi! La personificazione stessa della pazzia, del disagio mentale, nessuno più di lui è riuscito a interpretare il lato oscuro della personalità umana: Jack Nicholson, cari amici dei Mutzhi Mambo, è psycho dentro! Ha fatto vedere al mondo quanto è il migliore ad interpretare matti, sociopatici, gangster, psicopatici, personaggi cattivi e, più in generale, gente che a un certo punto si arrabbia, dà di matto, sbrocca, si incazza. Istrionico, luciferino, inquietante, da più di cinquant'anni, Jack Nicholson è uno degli attori più importanti e più bravi di Hollywood. Uno dei tre attori ad aver vinto tre volte il Premio Oscar, insieme a Daniel Day-Lewis e Walter Brennan, Nicholson è inoltre uno dei tre interpreti ad essere stato nominato agli Oscar per film prodotti in cinque decenni; gli anni sessanta, settanta, ottanta, novanta e duemila. Nella sua carriera cinquantennale è passato dai piccoli ruoli in pellicole indipendenti a essere un interprete di serie A: uno dei migliori al mondo e, indubbiamente, il più amato di Hollywood. Ci sono gli attori bravi e poi c'è Jack Nicholson! John Joseph Nicholson è nato a Neptune City, nel New Jersey, il 22 aprile del 1937. La madre, olandese di origine, è proprietaria di un salone di bellezza, mentre papà, di radici irish, svolge impieghi saltuari. Quella di Jack sembra una famiglia apparentemente normale ma non è così: passeranno quasi quarant'anni prima che il piccolo scopra il perché. Durante l'infanzia, il padre alcolizzato abbandona la famiglia; la nonna Ethel May (che Jack credeva sua madre), donna severa e rigidamente cattolica, è costretta a lavorare sodo per mantenere i figli. Sarà la madre June (che lo aveva partorito a soli 17 anni) a prendersi cura del bimbo, facendo finta di essere la sorella maggiore! Sin da ragazzino, Nicholson mostra la sua famosa spavalderia, nonché il rinomato savoir-faire: a scuola, è il primo della classe se si tratta di difendere le bimbe vittime del bullismo. A casa, invece, gli basta un solo sorriso per estorcere alla madre qualche dollaro per andare al cinema, e godersi gli adorati lungometraggi western. Burlone e spassoso, il giovane è molto popolare a scuola. È qui che inizia recitare e, grazie all'innato talento comico, viene eletto il miglior attore del liceo. Diplomatosi nel 1954, Jack vola alla volta di L.A. e si fa assumere presso gli studi della MGM, in veste di fattorino per l'Hanna & Barbera Production. Qui, oltre a Tom & Jerry, ha la possibilità di vedere sfilare stelle quali Marilyn, Bogart e Ginger Rogers. Nel frattempo, studia teatro sotto la guida del caratterista Jeff Corey, nonché di Martin Landau. Nel frattempo incontra e stringe amicizia con diversi personaggi, tra i quali Dennis Hopper, Harry Dean Stanton e Roger Corman, il che gli permette di esordire sul grande schermo nel 1958 con un ruolo da protagonista nel crime "The Cry Baby Killer" di Jus Addiss, dove interpreta un folle sequestratore, e, nei dodici mesi successivi, si fa notare nel ruolo del paziente sadico di un dentista, nello stracult "La piccola bottega degli orrori" di Roger Corman, e in "The Wild Ride", di Harvey Berman, dove ha la parte di un ragazzo ribelle della Beat Generation che spende le sue giornate in gare di dirt track racing e nei festeggiamenti più vari. Il 17 giugno 1962, sposa Sandra Knight, sua partner anche nella finzione nella pellicola horror tratta da un racconto di Poe, "La vergine di cera" (qui esordisce dietro la cinepresa, affiancando Roger Corman): la coppia dà alla luce Jennifer. Sempre da Poe e sempre per la regia di Corman anche "I maghi del terrore". In quel periodo, la sorella/madre June viene stroncata da un tumore, portandosi nella tomba lo sconvolgente segreto di famiglia. Nicholson stringe poi un sodalizio col regista Monte Hellman con cui gira gli avventurosi "Flight to Fury" (1964), e "Back Door to Hell", (1964) e due ottimi western a basso costo, "Le colline blu" (1966) e "La sparatoria" (1966). L'anno successivo è nel biker - movie "Angeli dell'inferno sulle ruote", di Richard Rush, in cui si "scalda" per il successivo "Easy Rider". Nel 1968 è la volta del dramma ambientato nel mondo degli hippies, "Psych Out - Il velo sul ventre", di Richard Rush. Naufragato il matrimonio con la Knight (a causa della fotre dipendenza da LSD da parte di Nicholson), l'interprete si cimenta nell'avvocato ubriacone nel road-cult generazionale "Easy Rider", aggiudicandosi una nomination agli Oscar come Miglior Attore non Protagonista. Nel gennaio 1970, anche la mamma/nonna Ethel muore di cancro. Arriveranno altre tre candidature agli Academy, stavolta in qualità di Best Actor che lo consacreranno come il "nuovo" Humphrey Bogart: si tratta del pianista vagabondo in "Cinque pezzi facili" (1970), di Bob Rafelson, il sergente della Marina ne "L'ultima corvée" (1973), di Hal Ashby, nonché il detective Gittes nel bellissimo noir firmato Roman Polanski, "Chinatown" (1974), accanto a Faye Dunaway. Dopo aver avuto un figlio dalla collega Susan Anspach, il divo si lega alla cantante Michelle Phillips che, in futuro, mollerà per Anjelica Huston. Sembrava un mattino qualsiasi quando, la tranquilla vita di Jack viene devastata da una sconcertante rivelazione. L'artista 37enne riceve, infatti, una telefonata da un invadente reporter del Time che, insistentemente, lo esorta a farsi raccontare dalla sorella Lorraine la verità sulla sua famiglia; in realtà quella che credeva sua madre era invece la nonna, mentre June non era sua sorella ma, bensì, sua mamma che lo aveva concepito, illegittimamente, all'età di 17 con un immigrato italiano di nome Donald Furcillo. Agghiacciato da tale scoperta, Nicholson proietta questo turbamento in una prova di eccezionale intensità emotiva: quella dell'internato schizoide nello splendido dramma psichiatrico di Milos Forman, "Qualcuno volò sul nido del cuculo", che gli vale l'agognata statuetta. Lo stesso anno viene diretto da Michelangelo Antonioni in "Professione: reporter", ed è pure nel cast del mitico "Tommy" (1975), di Ken Russell. Nel 1980 impugna l'ascia e si stabilisce nell'hotel dei brividi gestito da Stanley Kubrick, terrorizzandoci con la memorabile performance dello squilibrato Mr. Torrance in Shining. Poi, nel 1981, viene diretto da Warren Betty nel politico "Reds" (1981), e da Bob Rafelson nel torrido remake de "Il postino suona sempre due volte", con una stratosferica Jessica Lange. Nel 1983 Jack si diletta ad interpretare un ex-astronauta donnaiolo che seduce Shirley MacLaine nel melenso "Voglia di tenerezza", ruolo che però gli vale il secondo Oscar. In seguito lo vediamo nella divertentissima commedia noir "L'onore dei Prizzi" (1985), di John Huston, con la bellissma Kathleen Turner, nientepopodimeno che nella parte di un fascinoso Satana in "Le streghe di Eastwick" (1987), di George Miller, sfoderare a "Batman" un bel ghigno da Joker (sorriso che gli vale 60 milioni di dollari, il ruolo piu pagato della storia del cinema, altro che Durbans!), nel film omonimo di Tim Burton del 1989, impartire ordini sotto la divisa del folle colonnello Jessep, in "Codice d'onore" (1992), di Rob Reiner. Intanto mette fine alla relazione con la Huston per unirsi alla top model Winnie Hollman, la quale gli dona una figlia. Nel 1992, perde completamente la testa per l'algida Rebecca Broussard: Lorraine e Raymond saranno il frutto del loro amore. Nel controverso "Hoffa - Santo o mafioso?" (1992), di Danny DeVito, interpreta il noto sindacalista in odore di mafia, mentre "Wolf - La belva è fuori" (1994), di Mike Nichols, rimane una bella occasione sprecata di rinnovare il mito dell'Uomo - lupo. Meglio il drammatico "3 giorni per la verità" (1995), seconda prova da regista di Sean Penn. È poi protagonista dell'amaro "Blood & Wine" (1996), di Bob Rafelson nello stesso anno collabora di nuovo con il regista Tim Burton nel visionario "Mars Attacks!" nel quale interpreta due personaggi: il Presidente degli Stati Uniti d'America Jim Dale e l'immobiliarista di Las Vegas Art Land. Tuttavia, i dirigenti degli studios erano contrari all'idea di far morire il personaggio, così Burton decide di fargli interpretare due personaggi e di farli morire entrambi. Qualche tempo dopo viene conferito a Nicholson il riconoscimento più importante di tutta la sua carriera: quello assegnatogli dall'American Film Institute. Il 1998 lo vede trionfare alla cerimonia degli Oscar con la terza statuetta, grazie all'ottima interpretazione dello scrittore misogino, affetto da disturbi ossessivo-maniacali, nel discreto "Qualcosa è cambiato" di James L. Brooks. Eccezionale anche la sua interpretazione del poliziotto ossessionato fino alla pazzia per un caso irrisolto, nel bellissimo "La promessa" (2001), di Sean Penn, tratto dal romanzo omonimo di Friedrich Dürrenmatt. Nel 2006 interpreta il boss Frank Costello nell'indimenticabile "The Departed - Il bene e il male", uno dei migliori crime di Martin Scorsese. Le ultime apparizioni di Nicholson sono nelle commedie "Non è mai troppo tardi" (2007), di Rob Reiner e "Come lo sai" (2010), di James L. Brooks. Aveva detto che si sarebbe ritirato dalle scene ma nel febbraio 2017 viene annunciato che Nicholson tornerà sullo schermo come co-protagonista del remake statunitense di "Ti presento Toni Erdmann". Meno male che il grande Jack ci ha ripensato! Il cinema senza di lui è un po' meno cinema....

"Wendy, tesoro, luce della mia vita. Non ti farò niente. Solo che devi lasciarmi finire la frase. Ho detto che non ti farò niente. Soltanto quella testa te la spacco in due! Quella tua testolina te la faccio a pezzi!"
Jack Torrance/Jack Nicholson - The Shining

Jack Nicholson