27 gennaio 
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Chi afferma che il fumetto è un media minore, dovrebbe leggersi (e rileggersi) le storie di FRANK MILLER, l'autore che ha reso adulti i comics americani! Intendiamoci, cari amici dei Mutzhi Mambo, Miller non è stato certo il primo a fare fumetti per adulti (e non solo nel senso di erotici...) ma è stato il primo (o perlomeno tra i primi) a iniettare tematiche e stili narrativi adulti nei fumetti di super eroi. Col suo segno aspro, spigoloso, sempre più grottesco ed espressionistico col passare degli anni, col suo modo di narrare asciutto, violento e serrato che si ispira ai migliori romanzi hard-boiled, Miller ha letteralmente reinventato il modo di fare e di far leggere i fumetti, dandogli una dignità letteraria e artistica che prima i comics stentavano a farsi riconoscere. Frank Miller è nato a Olney, nel Maryland, il 27 gennaio del 1957, da una famiglia cattolica di origini irlandesi. Quinto di sette figli, ha trascorso la propria infanzia a Montpelier, nel Vermont, arrampicandosi sugli alberi. Delle rovinose cadute si occupava la madre, ex infermiera militare, pronta a rimetterlo in sesto alla buona e a rispedirlo fuori a giocare. Nel 1962, un flm lo segna a vita, "L’eroe di Sparta" (in originale "The 300 Spartans") che definisce perfettamente il canone dell’eroe milleriano: determinato e pronto al (anzi, in cerca del) sacrificio. Miller dirige poi il giornale scolastico, usato per attaccare gli errori degli insegnanti. A vent’anni arriva nella città che per il nostro Frank rappresenterà una seconda casa: New York. Vuole diventare un fumettista e fa il giro delle redazioni, decidendo di contattare uno degli autori più in voga in quegli anni, Neal Adams, disegnatore di alcune delle più belle storie di Batman. Trova facilmente il suo numero sull’elenco e gli telefona, chiedendo un appuntamento. Dopo aver visto le tavole di Miller, il primo commento di Adams è duro, e gli racomanda di tornare in Vermont a fare il benzinaio. Ma nonostante tutto darà una mano al giovane e continuerà a seguire il suo lavoro con critiche e consigli. Finalmente, nel 1978, riesce a trovare il suo primo lavoro nei fumetti, una storia su "Twilight Zone" per la Gold Key Comics. Poi seguono Dc e Marvel Comics, con qualche storia per "Peter Parker: The Spectacular Spider-Man". Approdato nel 1979 come disegnatore su un titolo con vendite basse, "Daredevil", può finalmente dedicarsi alle crime stories che tanto ama, visto che il controllo redazionale sulla serie è più basso che per altri personaggi e Miller ha più libertà creativa. Dal 1981 è titolare dei disegni e delle storie (una vera rarità all’epoca) e inizia una saga che durerà due anni e segnerà la storia del fumetto: introduce la ninja Elektra nella vita dell’avvocato e vigilante cieco Matt Murdock (che guarda caso vive proprio a Hell’s Kitchen). In collaborazione col fido inchiostratore Klaus Janson, Miller ci offre storie cupe, colme di passione e violenza. Quando lascia la serie nel 1983, "Devil" è diventato un personaggio di primo piano dell’universo Marvel, mentre Frank Miller è entrato di diritto nell’Olimpo degli autori di fumetti. Il successo di Miller continua a crescere, col fantascentifico e innovativo "Ronin", prima collaborazione fra l'autore e la colorista Lynn Varley che diventerà sua moglie (fino al divorzio nel 2005). Dopo essere tornato su Devil con la splendida saga "Rinascita" (illustrata da David Mazzucchelli), disegna, per i testi di Chris Claremont, una bella storia di "Wolverine" ambientata in Giappone. Torna al "suo" Devil con l'artista Bill Sienkiewicz producendo la graphic novel "Daredevil: Love and War" nel 1986 e la bellissima, visionaria miniserie "Elektra: Assassin", basata sulla killer ninja di cui Murdock è innamorato. Poi passa a ridefinire l'uomo pipistrello per la DC realizzando "Batman: Anno uno", di nuovo in collaborazione con Mazzucchelli, che rivisita le origini del personaggio tornato alle atmosfere oscure delle storie di Finger e Kane quindi, sempre con Janson alle chine, "Il ritorno del Cavaliere Oscuro" (1986), colorato dalla moglie Lynn Varley, il suo capolavoro che ci presenta un Bruce Wayne invecchiato e costretto a tornare sulla scena dopo anni di isolamento. Un Batman estremista, militante e testardo, che deve affrontare un futuro prossimo distopico in piena guerra fredda. È in questo lavoro che l’artista sfodera tutta la sua bravura di narratore d'eccezione e dà un’interpretazione che tuttora marchia il personaggio, a 77 anni dalla sua invenzione. Pur avendo dichiarato che non avrebbe più lavorato su Batman, nel 2001, dopo molte insistenze da parte dei fan, ma soprattutto grazie ad un fortuito incontro con il supervisore delle Bat-testate Bob Shreck, Miller realizza un seguito de "Il ritorno". La nuova opera è una miniserie in tre parti dal titolo "Batman: Il cavaliere oscuro colpisce ancora". L'opera, graficamente agli antipodi rispetto al capitolo precedente, risulta questa volta una visione corale dell'intero cosmo DC Comics. Oltre a ripresentare i personaggi del primo episodio, Miller ripropone Lanterna Verde, Flash, Atomo e Wonder Woman, realizzando un'opera molto meno oscura e molto più supereroica nelle atmosfere rispetto al precedente La serie "All-Star Batman e Robin", disegnata da Jim Lee e pubblicata da DC Comics a partire dal 2005 è una specie di prequel del "Il ritorno del cavaliere oscuro", dove l'uomo pipistrello viene tratteggiato quasi fosse un sadico. Ultima (per ora) tappa del rapporto Miller/Batman è "The Dark Knight III: The Master Race" (2015), scritta insieme a Brian Azzarello e disegnata da Andy Kubert e Klaus Janson. Oltre ai lavori per le principali case editrici statunitensi, Miller ha anche realizzato opere per editori indipendenti, come il fantascentifico "Give Me Liberty", disegnato da Dave Gibbons, in cui descrive con toni sarcastici la deriva della società americana e "Hard Boiled", una storia steampunk impreziosita dalle dettagliatissime illustrazioni di Geof Darrow. A questa si aggiunge la famosissima "Sin City", una serie di storie noir in uno splendido bianco e nero, in cui il nostro riprende, estremizzandoli, gli stereotipi del cinema e della letteratura hard bolied per creare una fascinosa sintesi del Pulp. Nel 1998, per la Dark Horse, realizza anche il romanzo grafico "300", ispirato alla famosa battaglia delle Termopili dove combatterono 300 guerrieri spartani. L'opera, diventata una delle più famose di Miller, è stata pubblicata prima in volumetti, poi raccolta in un volume di formato orizzontale. A questo si aggiungono un paio di episodi sul personaggio di "Spawn": uno per la sua serie regolare, l'altro per un team-up con Batman, che segna il suo ritorno sul personaggio del Cavaliere Oscuro. Entrambe le storie sono disegnate da Todd McFarlane, creatore del personaggio e, come Miller, disegnatore sia per l'Uomo Ragno sia per Batman. "Bad Boy", storia fantascentifica coi fantastici disegni di Simon Bisley, è uscito a puntate per l'edizione inglese di GQ e raccolto poi dalla Dynamite Entertainment nel giugno del 2009 in un volume. Nel 2011, pubblicata dalla Legendary Entertainment, esce la controversa graphic novel "Sacro Terrore". ll protagonista è un personaggio chiamato "Fixer", lontano dagli stereotipi dell'eroe buono e giusto sebbene la sua figura richiami quella di Batman (inizialmente questa doveva essere una sua storia che la casa editrice ha rifiutato in quanto troppo manichea e radicale), che usa metodi violentissimi per affermare le sue ragioni. La storia parla del terrorismo e della sua connessione con l'integralismo religioso; la posizione assunta da Miller ha suscitato forti reazioni nella critica statunitense sul web, l'opera è risultata alquanto controversa e sono fioccate le accuse di fascismo, inasprite dopo I pubblici sbeffeggiamenti di Miller al movimento Occupy Wall Street. A noi le questioni politiche non interessano, quindi possiamo solo giudicare il fumetto come tale che presenta sì dei disegni splendidi ma la storia è francamente un po' troppo tirata via, rispetto agli standard a cui ci ha abituato il nostro Miller.... Frank è stato anche autore di sceneggiature per il cinema, tra le più importanti quelle di "RoboCop 2" e "RoboCop 3", entrambi sonore schifezze. Dopo "RoboCop 3", veramente inguardabile, il delusissimo Miller dichiarò che non avrebbe più permesso a Hollywood di creare adattamenti dei suoi fumetti, perché disgustato dal fatto che nonostante quasi nessuna delle sue idee fosse finita nella versione definitiva del film, il suo nome apparisse comunque nei titoli. Nonostante questa presa di posizione, ha poi collaborato all' ottimo adattamento cinematografico della serie "Sin City" ad opera di Robert Rodriguez, che con alcune scene di prova ha ottenuto il placet dell'autore. L'omonimo film (a cui ha collaborato anche Tarantino come guest director) è uscito nel 2005, con un ottimo riscontro di pubblico e recensioni positive: merito dell'ottimo cast (Clive Owen, Bruce Willis, quell'ultrafica di Rosario Dawson e, su tutti, un indimenticabile, trasfigurato Mickey Rourke nel ruolo di Marv) e soprattutto dell'innovativa messa in scena che riprende perfettamente i disegni del fumetto. Il tutto un po' sintetico ma esteticamente notevole. Nel 2014 è uscito il prequel/sequel "Sin City - Una donna per cui uccidere", la cui regia questa volta è a firma congiunta di Rodriguez e Miller, un po' inferiore al primo ma si fa guardare volentieri, specie per la statopissima Eva Green nei panni della dark lady Ava Lord. Nel 2007 è uscito nelle sale il famigerato "300", il film ispirato al suo omonimo romanzo grafico. Questa produzione è resa particolare dalla fotografia digitale che vira al seppia e dalla caratteristica e fondamentale post-produzione di notevole entità, dagli effetti speciali e dalle ricostruzioni immaginarie di luoghi e personaggi pseudo-storico/leggendari, ripresi quasi totalmente dal fumetto di Miller. Purtoppo il regista Zack Snyder esagera nel presentare tutti gli eroi spartani come se fossero usciti appena usciti da una palestra e il risultato finale fa un po' macho-gay... meno male che c'è la fantastica Lena Headey a bilanciare! Nel 2014 è uscito il prequel "300 - Rise of an Empire", ispirato al fumetto (mai pubblicato) "Xerxes" di Miller, su cui si può stendere un velo pietoso. Nel 2008 il nostro Frank esordisce nella regia cinematografica in solitaria con "The Spirit", lungometraggio ispirato all'omonimo personaggio dei fumetti nato da Will Eisner nel 1940. Ha ricevuto pessime critiche ma visivamente è ancora piu ardito di "Sin City". Comunque sia interessante anche se il fumetto era un'altra cosa. Per concludere, non resta fare a Miller tantissimi auguri affinché possa ancora a lungo deliziarci con le sue chine e appassionarci alle sue trame. Buon compleanno, Maestro! 

"Da qui ci sono sette posizioni di difesa. Tre disarmano con un contatto fisico limitato. Altre tre uccidono. L'ultima... fa male."
Batman - Il Ritorno del Cavaliere Oscuro

Frank Miller