31 ottobre
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Buon Halloween a tutti, cari amici dei Mutzhi Mambo! Per festeggiare degnamente la Notte delle Streghe, niente di meglio che quel simpatico sciattone di PETER JACKSON, il visionario regista degli splatter più splatter dello splatter! Purtroppo attualmente è ricordato più che altro per il suoi pomposi e spettacolari adattamenti dei romanzi di Tolkien, ma ad inizio di carriera, ha esordito con dei film che non possono non fare felice qualsiasi appassionato di budella, coratelle ed affini. E sangue, tanto, tantissimo sangue! Jackson nasce proprio la notte di Halloween del 1961 e cresce a Pukerua Bay, una città costiera vicino a Wellington. I suoi genitori sono entrambi immigrati dall'Inghilterra. All'età di otto anni comincia a girare dei piccoli cortometraggi con gli amici, mentre a 17 anni abbandona il Kapiti College per intraprendere la carriera di fotografo. In questo periodo dirige e realizza il suo primo cortometraggio, "The Valley", che successivamente verrà ampliato in un film. Inoltre, sempre in quel periodo, concepisce una parodia di James Bond chiamata Coldfinger. Inizialmente Jackson diviene celebre in tutto il mondo per due film splatter-demenziali: "Fuori di testa" (Bad Taste), il suo esordio, girato con telecamera di 16 mm, autoprodotto e nel quale interpreta ben due ruoli (Derek e Robert), e il delirante capolavoro "Splatters - Gli schizzacervelli" (Braindead), considerato il più bel film splatter estremo degli anni novanta, in cui vennero utilizzati ben 500 litri di sangue finto! Veramente rivoltanti ma divertentissimi, i due film ci presentano un vasto campionario di amenità come cervelli degustati al cucchiaio, morti viventi che scopano fra loro, minestre "condite" con del pus, zombie psychobilly che se le danno con un prete ninja, assalti alla motosega, teste che esplodono e altre mille prelibatezze... Tra questi due film, divenuti in seguito cult per gli amanti di quel genere, dirige anche un film di pupazzi e burattini per adulti, il fantastico "Meet the Feebles", in cui il regista attraverso animali antropomorfi ironizza in maniera pesante sul mondo dello spettacolo e su vari altri argomenti. A "Splatters" seguono poi due film in cui l'indole beffarda e iconoclasta del regista si attenua: il bellissimo thriller psicologico "Creature del cielo", che racconta l'epilogo tragico dell'amicizia tra due ragazze (basato su una storia realmente accaduta) e "Forgotten Silver" goliardico mockumentary sulla vita di un fittizio regista cinematografico in cui lo stesso Jackson figura come attore nei panni di se stesso. Nel 1995 gira "Sospesi nel tempo", commedia/horror di fantasmi con protagonista Michael J. Fox, non proprio riuscita. Gia in tenera età, Jackson aveva avuto modo di amare il romanzo de "Il Signore degli Anelli" dopo aver guardato la versione cinematografica animata del 1978 di Ralph Bakshi. Il film entusiasmò il regista al punto da spingerlo a leggere parti del romanzo durante un viaggio di dodici ore da Wellington ad Auckland, all'età di diciassette anni. Dopo che la Universal Studios rifiutò il remake di King Kong proposto da Jackson che voleva rifare a tutti i costi il suo film preferito (ma perché?), il regista iniziò a pensare ad un (im)possibile adattamento cinematografico del romanzo di Tolkien. Jackson e sua moglie Fran Walsh scrissero la sceneggiatura, che in seguito fu rimaneggiata con l'aiuto di nuovi sceneggiatori coinvolti nel progetto. La casa di produzione Miramax Films esortò Jackson a dirigere l'adattamento in un unico film, ma il regista insistette per girarlo in due parti. Quando la produzione del film andò oltre i limiti del budget imposto, la New Line Cinema ne rilevò la titolarità e, credendo fino in fondo nel progetto, ampliò la trasposizione del libro da due a tre film, per rispettare meglio i tempi della saga di Tolkien. I tre film vennero girati contemporaneamente, in diversi set sparsi in Nuova Zelanda. Essi sono caratterizzati da un ampio (pure troppo) utilizzo di effetti speciali assolutamente innovativi, svluppati interamente dalla Weta Digital e dalla Weta Workshop, società cinematografiche fondate da Peter Jackson stesso. Il primo film della trilogia tolkeniana, "La Compagnia dell'Anello", fu un enorme successo, e garantì a Jackson la fama internazionale. I due successivi capitoli ("Le due torri" e "Il ritorno del re"), hanno ottenuto ancora più successo del predecessore. Ogni tanto la "zampata" del vecchio autore horror fa capolino, ma la produzione è troppo grossa e pretenziosa per permettere troppi slanci personali. È il solito problema: non c'è nulla da fare, troppi soldi ammazzano la fantasia... Il desiderio di fare il remake dello scimmione alto due piani intanto inizia a concretizzarsi nel 1996, ma il progetto, che era entrato in pre-produzione, venne annullato dopo circa 6-7 mesi. Dopo il successo ottenuto con la trilogia de "Il Signore degli Anelli", Jackson venne contattato per "King Kong" già durante le riprese de "Le due torri". A Jackson furono offerti circa $20 milioni per dirigere il film, l'offerta più alta mai fatta ad un regista cinematografico. Dopo due anni dall'ultimo capitolo della trilogia, il film si rivela un grande successo e incassa nelle sale di tutto il mondo una somma complessiva di circa 550 milioni di dollari contro il budget di 207 milioni. Inoltre riceve anche ottimi consensi da parte della critica e ottiene numerosi riconoscimenti, tra cui tre Premi Oscar 2006. Il remake non è malvagio ma nonostante alcuni momenti di gran cinema, non possiede un briciolo del fascino dell'originale e non aggiunge nulla alla mitologia del personaggio; rimane un bel giocattolone iper costoso, sostanzialmente inutile. Dopo due anni dall'uscita di King Kong, dirige insieme a Neill Blomkamp "Crossing the Line", un cortometraggio che narra una scena di battaglia aerea vista dalla cabina di un aereo militare comandato da un pilota e soldato alle prime armi. Nel 2007, a Jackson viene offerta la regia di "Amabili resti", basato sull'omonimo libro di Alice Sebold. Jackson acquistò i diritti cinematografici del romanzo, in maniera da ideare un film indipendente, e iniziò la stesura dello script insieme a sua moglie. Il film (piuttosto loffio e, ancor peggio, patinato) uscì nel febbraio 2010, riscuotendo critiche contrastanti ma un discreto incasso al botteghino. Jackson è stato poi impegnato nella produzione del teribile "Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno", film diretto da Steven Spielberg, di cui dirigerà il possibile sequel (speriamo di no, già il povero Hergé si sarà rivoltato abbastanza nella tomba!). Jackson avrebbe dovuto anche produrre un film tratto dal videogioco "Halo". Dopodiché il regista ha deciso di produrre il remake di "The Dam Busters" (1955) e il film "District 9" per la regia di Neill Blomkamp, quest'ultimo uscito nel 2009. Peter Jackson era considerato il primo candidato alla regia dei due film tratti da "Lo Hobbit", ma dopo aver avviato una causa legale contro la New Line, la casa di produzione decise di optare per un nuovo regista. Successivamente, Jackson venne assunto in qualità di co-produttore. In seguito alla rinuncia di Guillermo del Toro come regista, Jackson ha accettato di dirigere i tre film tratti dal racconto di John Ronald Reuel Tolkien usciti rispettivamente nell'ultimo mese del 2012, del 2013 e del 2014 riscuotendo un grande successo di pubblico. Peccato che, ancor più della trilogia dell'Anello, l'operazione risulta ancora più posticcia e tradisce lo spirito del libro dell'autore inglese. Ti preghiamo, buon Peter, dacci ancora il nostro splatter quotidiano, abbi il coraggio di regalarci qualche bel film a basso costo, bello estremo come solo tu sapevi fare. Tanto i quattrini li hai già fatti...
Di nuovo, buon Halloween a tutti dai vostri Mutzhi Mambo!

"Non mi piacciono i film pomposi e pretenziosi"
Peter Jackson

Peter Jackson