14 ottobre 
L'ALMANACCO PULP dei Mutzhi Mambo 
Abbiamo un menù moooolto particolare oggi, cari amici dei Mutzhi Mambo, fatto di fruste, umiliazioni, tette e dittature! Oggi infatti è il compleanno della giunonica, prosperosissima DYANNE THORNE, meglio conosciuta come la star suprema del nazisplotation, il genere piu fetente e morboso della storia del cinema. Ed è un genere nato proprio nella nostra Italietta, partendo da esempi illustri come "Il Portiere di Notte" (1974) di Liliana Cavani, "Salò o le 120 giornate di Sodoma" (1975) di Pier Paolo Pasolini e "Salon Kitty" (1976) di Tinto Brass. Ma la denuncia delle condizioni disumane nei lager nazisti, per gli autori dell'explotation del genere, divenne il pretesto per confezionare film morbosi, sadici, con cui mostrare, con occhio complice e compiaciuto, le più vili torture, le più mostruose umiliazioni sessuali e morali. I più "quotati" registi di nazisplotation sono Paolo Solvay ("La Bestia in Calore"), Cesare Canevari ("L'ultima orgia del III Reich"), e Alain Payet ("Special Train for Hitler"). Il capostipite di questo genere infame fu proprio "Ilsa, La Belva delle SS", diretto da Don Edmonds, con la nostra Dyanne Thorne. Nata a Greenwich, il 14 ottobre del 1943, Dyanne esordì nel cinema come "Lahna Monroe", nel 1964 nel sexploitation "Sin in the Suburbs" del regista di gindhouse Joseph W. Sarno. La Thorne continuò ad apparire in flilm exploitation e commedie sexy come "Love Me Like I Do" (1970), "Le avventure erotiche di Pinocchio" (1971), "Wam-Bam, Thank You, Spaceman" (1973), il mitologico, trashissimo "Incontri erotici del quarto tipo" (1975) e "Raptus erotico" (1975), prima di interpretare Ilsa, la crudele dominatrice Nazi, nel 1975. L'aguzzina protagonista sarebbe stata un derivato delle avventure kinkies della Olga di Joseph Mawra ("White Slaves of Chinatown", 1964; "Olga's Girls", 1964; "Olga's House of Shame", 1964). La pellicola, in cui si succedono stupri, torture e umiliazioni varie, fu un insperato successo, tanto da generare ben tre sequel e una numerosa schiera di imitatori. Nonostante il fatto che Ilsa alla fine del primo film muore, venne "resuscitata" per i due capitoli successivi: "Ilsa, la belva del deserto" (in cui il plot si ripete sostanzialmente immutato, stavolta in mezzo a crudeli e lascivi scieicchi), cui seguirà "La tigre del sesso" (idem ma ora l'ambientazione è nei crudeli gulag stalinisti). "Greta, la donna bestia", diretto da Jesús Franco nel1976, in realta non è il terzo capitolo della saga di Ilsa (anche se nel mercato anglosassone lo spacciarono come tale con il titolo "Ilsa the Wicked Warden") ma un women in prison movie (sottogenere anch'esso assai morboso, con molti punti di contatto col nazisplotation), in cui la nostra interpreta una crudele carceriera in una non meglio identificata repubblica delle banane sudamericana. Per quello che riguarda la sua vita privata, la Thorne ha sposato Howard Maurer (suo partner in diversi film) nel 1974 e si è pure presa un dottorato in Religioni Comparate (?). Il suo ultimo ruolo cinematografico è stato quello del padre transessuale di James Belushi in "Real Men - Noi uomini duri" (1987). Lo stesso anno, lei e suo marito apparvero nel segmento "Liebestod" del film "Aria". Dal 2014, ordinata insieme al marito ministro di culto, organizza e celebra matrimoni scenografici en plein air a Las Vegas. Le croci hanno definitivamente preso il posto di frustini e strumenti di tortura vari. Chissà chi fa più male davvero...
Nota a margine: Com'era prevedibile, nel 1980 è stata realizzata una versione a luci rosse di Ilsa, che vedeva protagonista la star John Holmes e la biondissima Seka nei panni della Nazi aguzzina. Il titolo della pellicola hard è "Prisoner of Paradise".

La citazione è presa dal capolavoro postumo, ispirato a De Sade, di Pier Paolo Pasolini (chissà cosa avrebbe detto vedendo che popò di "prole" aveva inconsapevolmente generato...):

"Imbecille! Come potevi pensare che ti avremmo ucciso? Non lo sai che noi vorremmo ucciderti mille volte, fino ai limiti dell'eternità, se l'eternità potesse avere dei limiti?"
Vescovo/Giorgio Cataldo - Salò o le 120 giornate di Sodoma

Dyanne Thorne