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FRATELLI COLTELLI

Rock'n'roll, cari amici dei Mutzhi Mambo, rock'n'roll!
Oggi è l'anniversario della scomparsa del grande TOM FOGERTY, chitarrista di uno dei gruppi che più ci ha ispirato nonché preferiti: i Creedence Clearwater Revival!
Premessa necessaria: ma quanto cazzo erano fantastici i Creedence Clearwater Revival?
Quanto erano fottutamente rock'n'roll?
Per noi non hanno davvero rivali e sono senza dubbio il gruppo americano anni '60 che piu amiamo!
Oltretutto Tom Fogerty ha incarnato la dimostrazione empirica di un dato di fatto che a volte sfugge ai più: ovvero che la chitarra ritmica, il più delle volte snobbata, spesso è la più determinante del resto degli strumenti per il sound e l' "anima" di una band!
Per molti Tom è stato solo il fratello sfigato (molto sfigato in effetti…) e invidioso di John Fogerty, la voce e chitarra solista dei Creedence, nonché compositore quasi esclusivo dei pezzi.
Ma non è assolutamente vero!
Primo, la paternità dei pezzi in un combo così musicalmente coeso e interdipendente come i Creedence non può essere così netta e definita ma poi sentitevi l’album dei Creedence senza Tom, e ascoltatevi infine i suoi dischi solisti migliori (anche in confronto ai poco più che mediocri album del fratello “bravo”): vi accorgerete quanto era fondamentale il suo apporto, quanto il sound della band dipendeva da lui!
Gli edifici hanno bisogno di impalcature e murature, non solo di rifiniture: Tom ha fornito la muratura e le architravi di quel meraviglioso palazzo del rock che erano i Creedence.
E questo non glielo toglie nessuno!

Tom Fogerty nasce a Berkeley il 9 novembre 1941 da una famiglia cattolica di origine irlandese.
Inizia a suonare rock'n'roll alle superiori, formando il gruppo degli Spider Webb and the Insects, con il chitarrista Jeremy Levine (che poi finirà nei The Seeds).
Pur firmando un contratto con la Del-Fi Records, il gruppo si scioglie nel 1959 prima ancora di effettuare le registrazioni.
John, il fratello minore di Tom, lo chiama a far parte del suo gruppo chiamato The Blue Velvets, che realizza, fra il 1961 e il 1962, tre singoli per la Orchestra Records, proprio con Tom alla voce.
A metà degli anni sessanta, il gruppo cambia nome in The Golliwogs e registra nuove canzoni con la Fantasy Records, dove alla voce si alternano entrambi i fratelli.
Dopo una serie di insuccessi nel 1968 il gruppo cambia nuovamente nome in Creedence Clearwater Revival, che vedranno John prendere il posto di Tom come frontman alla voce e alla chitarra.
Nell'estate di quell'anno, il gruppo pubblica il suo primo lavoro, intitolato proprio "Creedence Clearwater Revival".
Si tratta di un album influenzato da blues e psichedelia, all'interno del quale primeggiano le reinterpretazioni di classici degli anni quaranta e cinquanta, quali la cover di "I Put a Spell on You" di Screamin' Jay Hawkins e l'omaggio a Wilson Pickett con la sua "Ninety-nine and a Half (Won't Do)".
I Creedence esordiscono con una cover ( che diverrà poi più famosa dell'originale) di "Susie Q", brano di Dale Hawkins, interpretato dai nostri con un piglio sullo stile di Jimi Hendrix.
Oltre ai pezzi “revival”, l'album include vari brani originali, firmati per la quasi totalità da John Fogerty.
Rispetto alle sonorità dei Golliwogs, la musica dei Creedence è più dura, con squilli di chitarra a iosa e lunghi e ossessivi riff, tanto da meritarsi il nome di “Swamp rock band”.
L'affrancamento dei Creedence dal blues e della psichedelia degli anni sessanta passa anzitutto per "Bayou Country", il loro secondo lavoro: le sonorità del gruppo californiano cominciano ad ammorbidirsi, tingendosi di venature country e southern.
Allo stesso tempo, restano intatti i segni distintivi del gruppo: l'inconfondibile linea ritmica e i caratteristici riff di chitarra.
Da questo disco in avanti, John Fogerty diviene il cantante e il compositore esclusivo del gruppo.
I Creedence pubblicano un nuovo disco "Green River", molto più rock dei due precedenti.
Brani come "Green River", "Commotion" o "Tombstone Shadow" ben rappresentano l'avvenuta commistione tra le sonorità del primo album e quelle, ancora più elettriche, del nuovo lavoro.
I Creedence avrebbero poi completato il 1969, il loro anno più prolifico, con il concept album "Willy and the Poor Boys".
In questo album si attestano su di un autentico, definitivo swamp-rock: i brani più famosi estratti dal disco diventeranno "Down on the Corner" (canzone spensierata, basata proprio sul tema portante dell'album, la musica on the road) e "Fortunate Son" (brano che ha il coraggio di criticare aspramente la guerra in Vietnam).
Dopo aver sfornato tre album in meno di un anno (con 1.000.000 di copie vendute a testa), alle soglie degli anni settanta, i quattro ragazzi di El Cerrito si sono ormai consacrati a livello internazionale.
A capitalizzare il loro momento magico, arriva il quinto disco, intitolato "Cosmo's Factory", dove spaziano molto tra i diversi stili musicali.
Nell'album non mancano, infatti, pezzi puramente soul o rock'n'roll ("Travelin' Band" è un chiaro omaggio al sound di Little Richard, che, peraltro, sarebbe costata a John Fogerty anche una causa per plagio da mezzo milione di dollari) o addirittura garage (è il caso di "Run Through the Jungle", al cui sound gente come i Cramps deve parecchio e che sarà coverizzata dai Gun Club in una splendida versione...).
A quest'album, peraltro, appartiene anche la cover di "I Heard It Through the Grapevine", brano reso famoso da Marvin Gaye un paio di anni prima e trasformato in un lunghissimo pezzo da jam session acide.
Il tentativo di sposare tutti questi generi così complessi e diversi viene portato alle estreme conseguenze nel successivo album "Pendulum", edito alla fine del 1970.
L'album diverrà celebre per "Have You Ever Seen the Rain?" e per la mancanza di cover.
I dieci pezzi dell'album sono tutti di John Fogerty ma l'eclettismo quasi forzato e l'eterogeneità dei generi (rappresentata dal funky di "Born to Move", o dal rhythm'n'blues di "Chamaleon" o dalle pose progressive evidenti in molti altri brani dell'album), rendono questo disco molto meno interessante e organico dei precedenti e si riveleranno delle armi a doppio taglio: il successo del pubblico è assicurato, ma la critica non sarà benevola.
Purtroppo è il canto del cigno di un gruppo dilaniato da incomprensioni interne: in partenza per un tour mondiale (il cui prodotto sarà il loffissimo album "Live in Europe" del 1973), Tom Fogerty decide di abbandonare i compagni, in cerca di fortuna da solista.
Durante i primi anni come Creedence, infatti Tom cantava come voce secondaria e scriveva alcune canzoni, ma solo "Walk on the Water" verrà registrata.
Questa e altre ragioni (tra cui la reale paternità dei pezzi) convincono Tom ad abbandonare il gruppo nel 1971: abituato ai giorni dei Golliwogs, in cui era cantante, scrittore di canzoni e manager del gruppo, non sopporta più il fatto che il fratello sia diventato il vero frontman dei Creedence.
Ennesimo caso di "fratelli-coltelli" in una band!
Dopo aver lasciato il gruppo, nel 1971 incide per la Fantasy Records (già etichetta dei Creedence) il suo album d'esordio denominato "Tom Fogerty", un buon disco in cui le atmosfere che avevano resi famosi i Creedence rivivono, molto più che in quel bidone di "Mari Gras", l'ultimo album senza Tom.
Pur contando su Jerry Garcia e Merl Saunders dei Greateful Dead, "Excalibur", il secondo suo album solista, è nettamente inferiore al precedente, anche se si fa sentire con gusto.
Stu Cook e Doug Clifford (rispettivamente bassista e batterista dei Creedence) e John Fogerty (con la chitarra solista registrata a parte) suoneranno nell'album successivo, il bellissimo "Zephyr National" del 1974, disco che ribadisce da che parte stava il vero sound della banda californiana!
Nonostante ciò, i due fratelli continueranno ad avere brutti rapporti, anche a seguito delle dispute legali tra la Fantasy Records e John sui diritti d'autore delle canzoni dei Creedence.
Cook e Clifford suoneranno anche nel successivo "Myopia", dalle atmosfere più country.
Stendiamo invece un velo pietoso sulla sua collaborazione col chitarrista Randy Oda nel progetto Ruby: pop rock patinato e danzereccio di bassissima lega.
Del resto della sua pruduzione si fa sentire solo "Deal It Out", l'ultimo disco a suo nome del 1981.
Come solista Tom non raggiungerà mai il successo e riuscirà a piazzare nelle classifiche solo due brani, "Goodbye Media Man" e "Joyful Resurrection" mentre l'odiato fratello John intraprenderà una luminosa carriera dopo alcuni anni di sbandamento.
Allo scopo di far rivivere le canzoni dei Creedence, Stuart e Douglas fondano i Creedence Clearwater Revisited, e un gruppo analogo viene fondato da Tom, chiamato Creedence Clearwater Revived.
Per l'occasione del matrimonio di Tom e Tricia Clapper nell'ottobre 1980, i quattro membri dei Creedence effettuano una riunione a quasi dieci anni dallo scioglimento e tre anni dopo, John, Stuart e Douglas suonano per l'ultima volta assieme come The Blue Velvets.
Tom vivrà il resto della sua breve vita a Scottsdale, in Arizona, grazie ai guadagni realizzati con i Creedence.
Breve perché, nel 1990, a 48 anni, Tom Fogerty muore di AIDS il 6 settembre, per una sfigatissima trasfusione di sangue che l'aveva contagiato con l'HIV.
L'ultimo sberleffo di Tom al fratello sono le sue ultime parole sul letto di morte: in un'intervista dello stesso anno in un programma televisivo, John Fogerty risponderà che le ultime cose che disse Tom furono "Saul (Zaentz) è il mio migliore amico".
Zaentz era il capo della Fantasy Records con cui Tom era stato nuovamente scritturato e con cui John aveva cause legali in corso!
John dichiarerà di essersi sentito devastato per l'accaduto, poiché si riteneva insultato e capiva che non aveva mai avuto un'occasione per riconciliarsi con il fratello.
Nel 1999 viene pubblicato il disco “The Very Best of Tom Fogerty”, raccolta postuma del musicista.
A noi non resta che ribadire il fatto che, considerando l'esito delle rispettive carriere soliste (specie i primi quattro album di Tom) e la tristezza dell'ultimo disco dei Creedence, la vera anima del grandissimo gruppo sia rimasta molto più attaccata al barbone di Tom che al caschetto di John.
Nonostante che la "vulgata" voglia il contrario…
Onore a Tom Fogerty!

"Whoa, thought it was a nightmare,
Lo, it's all so true,
They told me, "Don't go walkin' slow
'Cause Devil's on the loose."
Better run through the jungle,
Better run through the jungle,
Better run through the jungle,
Woa, Don't look back to see.
Thought I heard a rumblin'
Callin' to my name,
Two hundred million guns are loaded
Satan cries, "Take aim!"
Over on the mountain
Thunder magic spoke,
"Let the people know my wisdom,
Fill the land with smoke."
Creedence Clearwater Revival - Run Through the Jungle

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