Finalmente! Dopo una lunga, misteriosa latitanza, ritornano dal vivo i letali MUTZHI MAMBO! E che giorno scelgono per TORNARE DAL VIVO? Ma il GIORNO DEI MORTI, come potrebbe essere altrimenti! E ci...

Orgogliosissimi di essere stati nominati in questo benemerito programma! Siamo infatti stati citati, col nostro nuovo album IL MALE È DENTRO, in WONDERLAND, un programma televisivo, in onda su Rai 4...

UN ALTRO GIORNO ALMENO, il primo video tratto dall'album "Il Male è Dentro" è su YouTube! È giusto ammazzare in nome di Dio (o come vi piaccia chiamarlo)? Una domanda quanto mai attuale, cari amici...

Vi bastano "Il Braccio Violento della Legge" e "L'Esorcista"?

E se ci aggiungessimo "Cruising" e "Vivere e morire a Los Angeles"?

E, per condire, un pizzico di "Killer Joe"?

L'avrete capito, cari amici dei Mutzhi Mambo, oggi si festeggia il compleanno dell'immenso WILLIAM FRIEDKIN, il “regista del male”!

Non fate gli sbruffoni, cari amici dei Mutzhi Mambo, alzi la mano chi non è rimasto turbato dalla visione della piccola bambina posseduta dal demonio!

Per più di una generazione è stato un vero shock, la cosa più terrorizzante mai uscita al cinema (e tuttora pochi gli stanno dietro): terrore vero, mica seghe!

Radicale innovatore del cinema horror e poliziesco, William Friedkin, detto "Hurricane Billy" per lo stile cupo e pessimistico delle sue pellicole e per la tempesta provocata dai suoi film, fin da giovane ha assecondato una naturale predisposizione all'indagine, ossessiva, a tratti morbosa, nel lato oscuro dell'anima umana.

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Soprannominato anche “Billy il Pescecane” è notoriamente uno dei registi con cui è più difficile lavorare: gli attori con cui ha girato si sono lamentati spesso di come lui li abbia deliberatamente provocati.

Del resto lui stesso si considera né più né meno come uno della troupe, anche se il più pagato...

William Friedkin nasce a Chicago il 29 agosto del 1935.

Di famiglia ebraica di origine Ucraina, figlio di un'infermiera e di un ex marinaio mercantile (divenuto poi giocatore di softball e infine venditore di abbigliamento in un grande magazzino), vive un'infanzia piuttosto povera, vista la totale incapacità del padre a maneggiare i soldi.

Per sbancare il lunario, fin da giovanissimo riesce ad ottenere alcuni piccoli lavori part-time come barista e pulitore di vetri, mentre a scuola viene promosso solo grazie al programma di "Social promotion" (un progetto che negli USA permetteva ai ragazzi in situazione di disagio di passare alla classe successiva senza averne i requisiti); però a basket è bravo, tanto che prova pure a diventare professionista.

Dopo aver lasciato il liceo della sua città, inizia a lavorare come fattorino per la stazione televisiva di Chicago WGN, e nel giro di qualche anno passa dall'ufficio corrispondenza a ruoli di produttore e alla regia, dirigendo più di 2000 ore di tv dal vivo.

Grazie a questo repentino avanzamento di carriera, William riesce a migliorare sensibilmente le sue condizioni economiche.

Quasi per caso, decide di girare, nel 1962, "The People Vs. Paul Crump", un documentario sul caso di un uomo di colore condannato a morte.

La notorietà del film nel circuito dei festival salverà di fatto la vita all'uomo, la cui colpevolezza era quanto meno dubbia (Friedkin stesso dichiarerà che, durante le riprese, era convinto dell'innocenza di Crump, mentre ora pensa il contrario).

La pellicola vince il premio Golden Gate al Festival del cinema di San Francisco.

Grazie a questo successo inaspettato, con una scelta molto coraggiosa dato il suo precario status economico, abbandona il lavoro e si dedica completamente alla sua grande passione: il cinema.

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Nel 1965 si trasferisce a Los Angeles, dove ha l'opportunità di restare nel mondo dello spettacolo; dirige infatti diversi programmi televisivi, incluso uno degli ultimi episodi della famosa serie "Alfred Hitchcock presenta": sembra però che il grande regista inglese, in perfetto stile british, l’abbia ammonito perché si era presentato sul set senza indossare una cravatta.

Il primo film realizzato da Friedkin, "Good Times" (1967), è un musical romantico che ha come protagonisti Sonny Bono e Cher.

Pur essendo un polpettone ("inguardabile", anche secondo il nostro William), il buon risultato che ottiene al botteghino convince il produttore ad affidare al giovane regista la direzione di "Quella notte inventarono lo spogliarello" (1968), con Britt Ekland e Jason Robards.

Tratto da un romanzo di Rowland Barber, diventerà uno dei cult più misconosciuti fra i film statunitensi degli anni sessanta.

Il buon giudizio della critica (che elogia le bellissime tecniche del regista) permette a Friedkin di ottenere anche la direzione di "Festa di Compleanno" (1968) tratto da una piece di Harold Pinter, e soprattutto "Festa per il compleanno del caro amico Harold" (1970) tratto dalla commedia di Mart Crowely.

È la storia di un party gay che degenera nei rinfaccio e nella cattiveria, il primo film di Hollywood a trattare esplicitamente un tema omosessuale, ed è considerato una pietra miliare del cinema Queer.

Ma è con "Il braccio violento della legge" del 1971 che Friedkin viene consacrato nell'olimpo dei grandi registi: questo capolavoro noir (che vincerà un sacco di premi fra cui 5 Oscar) narra la storia di un detective (interprato da un Gene Hackman da urlo!) che sventa un traffico di droga arrivata da Marsiglia.

La pellicola, prodotta da una Major ma girata con libertà da indipendente, rimane un caposaldo hard boiled, una delle migliori in assoluto del genere, per il suo taglio quasi documentaristico, il linguaggio crudo e realista, e l'ambiguità morale di fondo: non ci sono "buoni e cattivi" in questa giungla d'asfalto!

Chiaramente, vista la sua innovativa brutalità, al botteghino lì per lì rende poco...

Con L'esorcista (1973), il nostro William diviene noto al grande pubblico, che lo ribattezza subito come "il regista del male".

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Tratto dal romanzo di William Peter Blatty (anche produttore e sceneggiatore), questo film diventerà un cardine del cinema horror, soprattutto grazie ad un nuovo uso del trucco e degli effetti speciali e all'agghiacciante, inedito "realismo" nel trattare il tema delle possessioni demoniache.

"Il film più terrificante di tutti i tempi" (come annuncia la sua locandina) avrà incassi sensazionali, vincerà due premi Oscar e sarà in seguito riconosciuto come il secondo lungometraggio più spaventoso della storia, dietro solo a "Shining" di Stanley Kubrick.

Dopo il fiasco commerciale de "Il salario della paura", straordinario remake di "Vite vendute" di Henri-Georges Clouzot con un grandissimo Roy Scheider, un po' troppo lento e dialogato per il pubblico che si aspettava un action movie più canonico, Friedkin prova la carta dell'iper-realismo farsesco con "Pollice da scasso" (1978), storia di una vera rapina ai furgoni portavalori Brink's con Peter Falk nel ruolo protagonista. Anche questo si rivela un mezzo insuccesso.

Nel 1980 esce "Cruising", il suo film più controverso ed uno dei film più crudi della storia del cinema hollywoodiano sul mondo omosessuale, ambientato in sex club estremi e iperrealisti, ove il frastornato poliziotto Al Pacino, alle prese con dubbi di identità sessuale, indaga alla ricerca di un serial killer.

Morboso e disturbante, al punto da essere ferocemente attaccato da tutte le associazioni gay americane dell'epoca e da essere pesantemente tagliato (nel 2007 ne è uscita una versione restaurata dallo stesso regista), è oggi considerato un cult del cinema "politically uncorrect".

Strano, da parte del regista di "Festa di compleanno del mio caro amico Harold"...

Tutte le sue opere successive sono ancora caratterizzate da un deludente riscontro economico e da un livello tecnico e artistico non paragonabile alle sue prime opere: fa eccezione "Vivere e morire a Los Angeles" del 1985, un crime movie bellissimo (forse il migliore degli anni '80), sceneggiato da maestro, montato perfettamente, pieno di raffinatezze registiche e grandi prove d'attore, soprattutto per l'intensissima interpretazione di quella faccia da delinquente di Willem Dafoe.

In seguito poco da segnalare: "Assassinio senza colpa" (1987), un legal drama discreto, che venne aspramente criticato per la sua posizione a favore della pena di morte; il pessimo "Jade" (1995), un thriller erotico che di erotico ha solo le palle che fa venire; "Hounted -La preda" (2003), un loffio action movie ambientato nelle foreste dell'Oregon, che riprende in chiave thriller le tematiche un po' alla Rambo di maestro - discepolo di sopravvivenza estrema e che spreca una coppia di attori di tutto rispetto come Tommy Lee Jones e Benicio Del Toro.

Dopodiché il nostro William si prende una bella pausa dal cinema (che sembra definitiva) dedicandosi alla regia di opere liriche, di cui non ci occuperemo perché a noi le opere liriche ci guastano la digestione...

Però a dispetto delle sue dichiarazioni, il regista torna al cinema e con che popò di film!

Il claustrofobico horror "Bug" del 2006 e lo strapulp "Killer Joe" del 2011, entrambi tratti da opere teatrali di Tracy Letts.

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Sebbene le pellicole non siano un grande successo al box-office vengono acclamate dalla critica e testimoniano la ritrovata credibilità dell'autore, il quale ha stupito e sconvolto una grande fetta di pubblico soprattutto con "Killer Joe", piccolo capolavoro noir che narra una vicenda squallida con personaggi meschini, ambientato nella più sordida ed estrema provincia di Dallas, e che ha rivelato il talento di Matthew McConaughey, speranza futura per noi che amiamo il noir, di aver ritrovato un nuovo interprete carismatico alla vecchia maniera.

Nel 2017, alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, Friedkin presenta il documentario “The Devil and The Father Amorth”, in cui viene mostrato il filmato di un esorcismo praticato dal noto esorcista Padre Amorth su una donna della città di Venafro.

Viste queste ultime prove, torniamo ad aspettare fiduciosi i prossimi lavori del grande Friedkin (dopo che ormai ci eravamo rassegnati alla sua totale decadenza): non sarà un liberal, ma il marcio e il cattivo come li mette in scena lui non lo fa nessuno!

Tanti auguri, Maestro!

"Lo sai cosa ha fatto?! Quella stracciacazzi di tua figlia?!"

Regan MacNeil/Linda Blair - L'Esorcista

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