ORRIDA IRONIA
Attenzione, cari amici dei Mutzhi Mambo!
Se doveste andare da un dottore perché vi sentite giù di corda e avete bisogno di un ricostituente, occhio che nella targhetta non ci sia scritto "Herbert West - Rianimatore": potreste avere delle bruttissime sorprese!
A parte gli scherzi, oggi festeggiamo il compleanno di uno dei nostri attori preferiti, il fantastico JEFFREY COMBS, una vera icona horror!
Jeffrey Combs infatti, assieme a Robert Englund e Bruce Campbell, è una delle facce, dei simboli dei film dell'orrore anni '80, di quella generazione che fu capace di iniettare in questo genere tanta genuina (auto)ironia; ironia finalmente consapevole e non frutto involontario della goffaggine e della pessima realizzazione di tante pellicole di serie B (ma non solo...) degli anni precedenti che erano sì ridicole e demenziali ma loro malgrado.
Negli anni '80 invece diverse produzioni horror iniziano sul serio a pestare l'acceleratore (a volte pure esageratamente) sul lato ironico e surreale, a non prendersi troppo sul serio, senza però scadere nella facile parodia esplicita, grazie a registi come Stuart Gordon, Brian Yuzna, Wes Craven, Sam Raimi, e a grandi attori come, appunto, il nostro Combs.
È diventato popolare per essere stato protagonista di diversi film tratti dai romanzi di H. P. Lovecraft, tanto essere accreditato come il maggiore interprete degli incubi del "Solitario di Providence", anche se, a dirla tutta, le pellicole tratte dai lavori dello scrittore americano non sono proprio fedeli allo spirito del grande Maestro della letteratura fantastica.
Parallelamente ha avuto grande visibilità per aver partecipato, in parti diverse, a quasi tutte le serie moderne della serie Star Trek.
Purtroppo il suo nome è diventato quasi una garanzia di film/schifezza: ha ruoli sempre più piccoli in film sempre più brutti!
Per carità, non siamo certo schizzinosi sulle pellicole di serie B ma quelle in cui compare Combs spesso e volentieri sono vere cagate!
Oggettivamente, col senno di poi, troviamo che il suo straordinario talento e il suo carisma siano stati finora davvero sottoutilizzati: a nostro avviso, uno come Combs avrebbe meritato molto di più ma, come si dice, ci vuole anche culo nella vita...
Va beh, si dovrà accontentare della sua solida fama di culto e dell'affetto incondizionato dei suoi fans.
Il che non è poco, in questo mondo così arido...
Jeffrey Alan Combs nasce il 9 settembre del 1954 a Oxnard, in California.
Cresce a Lompoc, sempre in California, in mezzo ad una pletora di fratelli sia più grandi che più piccoli.
Frequenta il Pacific Conservatory of the Performing Arts di Santa Maria e il programma di formazione per attori professionisti presso l'Università di Washington a Seattle, per poi trascorrere circa quattro anni partecipando a spettacoli teatrali regionali presso l'Old Globe Theatre di San Diego, l'Arizona Theatre Company di Tucson, il California Shakespearean Festival, il Mark Taper Forum di Los Angeles e il South Coast Repertory di Costa Mesa, tra gli altri.
Nel 1980 si trasferisce a Los Angeles, dove tuttora vive con la sua famiglia.
Ottiene il suo primo ruolo cinematografico nel 1981, nel film "Crazy Runners - Quei pazzi pazzi sulle autostrade" di John Schlesinger, in cui interpreta un anonimo narratore di drive-in.
Lo stesso anno lo si vede in "Di chi è la mia vita?", di John Badham, tratto da un'opera teatrale del drammaturgo britannico Brian Clark, mentre due anni dopo appare nella commedia "Ho perso la testa per un cervello", di Carl Reiner.
Contemporaneamente debutta in un film horror con "Frightmare", un modesto slasher di Norman Thaddeus Vane.
Il 1985 è l'anno della rivelazione con il fondamentale "Re-Animator", di Stuart Gordon, tratto da una novella di H.P. Lovecraft e prodotto da Brian Yuzna.
Il nostro interpreta il folle scienziato Herbert West, inventore di un siero per rianimare i cadaveri, in uno degli horror più innovativi del decennio.
Sempre per il team Gordon/Yuzna, è il protagonista dell'ottimo "From Beyond - Terrore dall'ignoto" (1986), tratto anche questo da Lovecraft.
È poi la volta del fanta-action "Cyclone, arma fatale" (1987), di Fred Olen Ray, una vera leggenda dei B movie, dell'horror "Ork" (1988), diretto dallo specialista di FX John Carl Buechler, e del trash-action-fantascientifico "The Phantom Empire" (1988), di nuovo di Olen Ray.
Torna alla corte di Stuart Gordon nello sfortunato "Robot Jox" (1990), film fantascientifico a base di botte fra robot che, pur anticipando di parecchio roba tipo "Pacific Rim", verrà coinvolto in problemi distributivi legati al fallimento della casa di produzione.
Per il bel sequel "Re-Animator 2" (1991), il testimone della regia passa direttamente a Brian Yuzna, che pesta l'acceleratore sul lato comico/delirante, complice la prestazione sempre più grottesca del nostro Combs.
Purtroppo "Il pozzo e il pendolo" (1991) col romanzo di Edgar Allan Poe ha davvero poco a che fare, un pasticciaccio che si rivela il peggior film diretto da Gordon.
Sempre nel 1991 il nostro è nel cast di "Guyver", di Screaming Mad George e Steve Wang, "Trancers II: The Return of Jack Deth , di Charles Band, e "Death Falls", di June Samson: a parte il primo, tutte stronzate...
Del 1992 sono "Invasori dalla IV dimensione", di Albert Band e Charles Band, e il pessimo "2013 - La fortezza", altro passo falso di Stuart Gordon.
Meglio il successivo film ad episodi "Necronomicon" (1993), girati da Christophe Gans, Shūsuke Kaneko e Brian Yuzna.
Pur con tutti i suoi difetti, dovuti soprattutto alla scarsità di budget, si rivela un film divertente.
Ancora un medicre adattamento da Lovecraft "Lurking Fear" (1994), di C. Courtney Joyner, mentre il Pulp "Love e una 45" (1994), di C.M. Talkington, non è malissimo.
Brutti invece l'horror girato in Italia "Castle Freak" (1995), ennesimo passo falso dell'ormai bollito Stuart Gordon, e il poliziesco "Felony" (1996), di David A. Prior.
In "Sospesi nel tempo" (1996), tentativo di Peter Jackson di unire commedia giovanile ed horror, Combs offre una delle sue prove migliori, nella parte di uno spiritato agente dell'FBI.
Orrido il thriller "Cyberstalker" (1996), di Christopher Romero, mentre il fantascientifico "Time Tracers" (1997), di Bret McCormick, offre almeno qualche spunto interessante.
È poi la volta del dimenticabile trittico nel 1998: "Spoiler", di Jeff Burr, "Braccato dal destino", di Darin Scott, e "Incubo finale", di Danny Cannon.
Non va meglio né con "Il mistero della casa sulla collina" (1999), di William Malo, stanco remake del classico di William Castle, né con "Faust" (2001), di Brian Yuzna, sconclusionato adattamento del fumetto di Vigil e Quinn, né tantomeno con "Horror in the Attic" (2001), di Jeremy Kasten, e "Paura.com" (2002), di William Malone.
Per fortuna il nostro torna ad indossare i panni di Herbert West nel terzo capitolo "Beyond Re-Animator"(2003), di Brian Yuzna, che pure inferiore ai precedenti, regala momenti di puro delirio come il combattimento tra un topo e un pene reciso...
Buoni pure l'horror Pulp messicano "All Souls Day: Dia de los Muertos" (2005), di Jeremy Kasten, e il controverso "Edmond" (2005), thriller di Stuart Gordon su una notte di follia di un uomo qualunque.
Di nuovo schifezze gli horror "Satanic" (2006), di Dan Golden, "Abominable" (2006), di Ryan Schifrin, "Blackwater Valley Exorcism" (2006), di Ethan Wiley, "The Wizard of Gore" (2007), di Jeremy Kasten, inutile remake del capolavoro splatter di Herschell Gordon Lewis, e lo slasher "Brutal" (2007), di Ethan Wiley.
Carino l'episodio della serie "Masters of Horror: Il gatto Nero", di Stuart Gordon, dove Jeffrey interpreta nientemeno che Poe alle prese con i suoi incubi.
Non pago del pessimo remake, Combs partecipa pure al sequel "Il ritorno nella casa sulla collina" (2007), di Víctor García
L'anno successivo è nel cast di "Parasomnia", sorta di mediocre miscellanea di "Hellraiser" e "Nightmare" di William Malone, mentre non male sono "Dark House" (2009), di Darin Scott, e "Would You Rather" (2012), di David Guy Levy, un vedibile, cinico gioco al massacro fra i protagonisti.
Interessanti ma nulla più il Burtoniano ad episodi "The Penny Dreadful Picture Show" (2013), di Nick Everhart, Leigh Scott e Eliza Swenson, e il bizzarro "Suburban Gothic" (2014), di Richard Bates Jr., mentre da vedere è lo sperimentale "Motivotional Growth" (2014), di Don Thacker, un miscuglio psichedelico di animazione e regia teatrale.
Nel luglio 2009, Combs torna alle sue radici teatrali riprendendo il ruolo di Edgar Allan Poe in uno spettacolo teatrale one-man intitolato "Nevermore ... an evening with Edgar Allan Poe" al The Steve Allen Theatre di Hollywood.
Anche se doveva durare solo un mese, lo spettacolo riscquote molto successo e verrà rinnovato ben quattro volte.
Discorso a parte il suo impegno per "Star Trek": Combs interpreta una serie di personaggi alieni nelle varie incarnazioni moderne del celebre serial sci-fir, a partire da "Star Trek: Deep Space Nine" (1994), fino a "Star Trek: Voyager" nel 2000 e "Star Trek: Enterprise" nel 2001.
Nell'universo di Star Trek, recita in nove diversi ruoli.
Oltre a questo bisogna almeno citare le diverse apparizioni in serie e film televisivi e la sua ricca carriera di doppiatore.
È sposato con Alice Cadogan e padre di Catherine Combs.
Ora non resta che aspettare il suo ruolo di narratore di collegamento nell'antologico "Holyday Hell", diretto da quattro diversi registi: Jeff Ferrell, Jeremy Berg, Jeff Vigil e David Burns, in uscita a fine 2019.
Caro Combs, ci dispiace che la tua carriera non sia mai sbocciata appieno ma almeno sei diventato un vero attore di culto.
A volte una calda nicchia è un logo più accogliente di tante megasuite nei grattacieli...
Tanti auguri, Jeffrey!
"Feelings are universal, and if an actor's doing his job, I think he's making people sit there, and if it's in a movie or a theatre, going 'Hmm, yeah, I know that... I know that."
Jeffrey Combs