IL SOUND DELLA MELMA
Ecco a voi, cari amici dei Mutzhi Mambo, un altro bel bluesman di quelli genuini, marci e zozzoni come piacciono a noi: R.L.BURNSIDE!
Anche lui è stato ripescato da vecchio dopo una vita passata a lavorare e a suonare (e pure un po’ dietro le sbarre), e il suo blues bello ruvido e sincero ne risente, così come la sua bellissima voce risente dei litri di bourbon che sono passati per la gola...
La sua musica era senza compromessi: uno stile inconfondibile caratterizzato da un suono abrasivo, potente ed ipnotico.
I suoi testi tosti e crudi riflettevano il suo stile di vita, da sempre accompagnato da violenza e povertà.
R.L. Burnside era rimasto uno dei pochi bluesmen ad aver saputo mantenere integro il valore e la specificità del blues più autenticamente rurale, accompagnandolo al tempo stesso con una spiccata originalità e personalità artistica che lo ha portato a collaborazioni originali e inaspettate.
Il suo repertorio era forse un po' limitato, ma riusciva a rivitalizzarlo con una verve interpretativa cinica e potente.
C'è la vera anima del Mississippi e di uomini come Charlie Patton, Fred Mc Dowell, Bukka White, nel blues senza tempo ma mai così attuale che ci regalava Burnside.
Forse per l'ultima volta...
Perché morta anche questa ultima generazione di vecchi ubriaconi, il blues, il vero blues (non quella roba da checche che ora spacciano per blues), non ci sarà più per nessuno...
Robert Lee Burnside nasce a Harmontown, nel Mississippi il 23 novembre 1926.
Il padre se ne va che Robert è ancora piccino ma cresce sentendo e imparando il blues dai suoi vicini.
Passa gran parte della sua giovinezza nel North Mississippi, lavorando come mezzadro e commerciante di pesce, e allo stesso tempo suonando la chitarra nei juke joints (le bische rurali dei neri del Sud) e nei bar.
Imbraccia la sua prima chitarra intorno ai venti anni, dopo aver ascoltato nel 1948 il singolo, "Boogie Chillen" di John Lee Hooker.
Burnside apprende la tecnica da un altro bluesman del Mississippi, Fred McDowell che vive in una contea adiacente alla sua.
Stanco del duro lavoro della terra, Robert emigra a Chicago nel 1944, dove si è trasferito il padre, nella speranza di trovare migliori opportunità economiche.
Trova lavoro in una fabbrica di metallo e vetro dove conosce Muddy Waters, suo lontano parente, e, nel 1949, si sposa Alice Mae.
Ma le cose non vanno come sperato: nell'arco di un anno suo padre, due fratelli ed uno zio vengono tutti uccisi in città, in un susseguirsi di tragedie che Burnside in seguito rappresenterà nelle sue canzoni, in particolar modo nella sua interpretazione del brano "Hard Time Killing Floor" di Skip James e in "R.L.'s Story", prima ed ultima traccia del suo album del 2000 "Wish I Was In Heaven Sitting Down".
Attorno al 1959, lascia Chicago per tornare nel Mississippi a lavorare in fattoria e crescere la sua famiglia.
Uccide un uomo durante una partita di dadi andando in galera per soli sei mesi con l'accusa di omicidio (!), perché il suo capo insiste per il suo rilascio e paga la cauzione affinché la sua pena venga ridotta a causa della necessità di avere lo stesso Burnside a sua disposizione come autista di trattori.
Burnside più tardi dirà: "Non volevo uccidere nessuno...volevo solo sparare alla testa di quell'uomo. La sua morte si trovava tra lui e il Signore."
Inizia a dedicarsi alla musica nelle serate del fine settimana e per anni si esibirà in piccoli locali della zona e feste private.
Le sue prime registrazioni acustiche risalgono al 1967 e vengono pubblicate dalla Arhoolie Records.
Nel 1981 fa uscire due album con materiale acustico, "Sound Machina Groove", e "Plays and Sings the Mississippi Delta Blues", seguiti da "Hill Country Blues", registrato tra il 1980 e il 1984 da Leo Bruin a Groningen nei Paesi Bassi.
Segue un album ricco di singoli, pubblicato con l'etichetta High Water record di Memphis, Tennessee.
A partire dagli anni '70 appare in diversi film-documentario sul blues rurale come "Honky Tonk" (1974) di Tav Falco, "The Land Where the Blues Began" (1979), di Alan Lomax, John Bishop e Worth Long, e "Deep Blues" (1991) di Robert Mugge.
Quest'ultimo, in cui il nostro è la figura cardine, sarà il vero lasciapassare per la sua "riscoperta".
Negli anni '90 inizia a registrare per l'etichetta Fat Possum Records di Oxford, Mississippi, divenendone uno dei pilastri.
Fondata dagli editori della rivista Living Blues Peter Redvers-Lee e Matthew Johnson, l'etichetta è specializzata nella pubblicazione degli album dei bluesman storici del North Mississippi come Burnside stesso, Paul Wine Jones, T-Model Ford e Junior Kimbrough.
Burnside rimane nella Fat Possum fino alla sua morte, ed è solito suonare con il batterista Cedric Burnside, suo nipote, e con il suo amico, il chitarrista slide Kenny Brown, con il quale iniziò a suonare nel 1971 definendolo suo "figlio adottivo."
Produce dischi favolosi di blues sporco e alcolico come "Bad Luck City" e "Too bad Jim", che, pur nella loro crudezza (o forse proprio per quella...), suonano migliaia di volte più diretti e "moderni" di quelli dei fighetti che vogliono fare il rock blues.
Nella metà degli anni '90, Burnside partecipa a dei tour come supporto alla Jon Spencer Blues Explosion, ottenendo in tal modo una nuova audience di pischelli rockettari.
L'album del 1996 "A Ass Pocket of Whiskey", che registra in un pomeriggio proprio con Jon Spencer, ottiene un gran successo di critica.
Segue il miscellaneo "Mr.Wizard", con registrazioni live e collaborazioni varie, l'album di remix "Come on in" (alcuni dei quali ottimi, persino per noi che i remix ci fanno schifo come idea), il più patinato "Wish I Was In Heaven Sitting Down", dove il nostro passa la mano per la chitarra, non essendo più in grado di suonare, e si sente...(però c'è dentro una strepitosa versione di "Chain of fools") e un altro album di remix, il postumo, "A Bothered Mind".
La sua salute peggiora da quando si sottopone ad intervento chirurgico al cuore nel 1999 e, dopo un infarto nel 2001, il suo dottore lo obbliga a smettere di bere.
Burnside lo fa ma questo gli impedisce, a sua detta, di continuare a suonare.
Continua a fare brevi ospitate ma un altro attacco di cuore nel 2002 limita ulteriormente le sue attività.
Muore al St. Francis Hospital di Memphis, Tennessee il 1º settembre del 2005 all'età di 78 anni, lasciando vivi 12 dei quattordici figli che ha messo al mondo, 35 nipoti e 32 pronipoti (parecchi de i quali suonano): una vera e propria stirpe del male!
Vabbè, un altro chiodo piantato sulla bara del vero blues...ma che ci faranno all'inferno con tutti 'sti ceffi che suonano?
Onore a R.L. Burnside!
Siccome oggi ricorre pure l'annoversario della nascita del magnifico VITTORIO GASSMAN (01 settembre 1922) e, come al solito, siamo stati costretti ad una dolorosa scelta, gli dedichiamo almeno la citazione, tratta da "Il Sorpasso" di Dino Risi:
Bruno: "Ma chi è 'sta cicciona?"
Roberto: "Mia madre."
Bruno: "Perbacco: bella donna.”
Bruno Cortona/Vittorio Gassman; Roberto Mariani/Jenan-Louis Trintignant - Il Sorpasso