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QUALITÀ CLASSICA

È strano il mondo degli appassionati del Pulp!
Spesso ci si accanisce a trovare la pellicola weird, il prodotto trash, il personaggio outsider ma ci scordiamo dei registi davvero bravi…
Il gusto (sacrosanto) per il trash ed il bizzarre non deve però farci dimenticare di omaggiare quelli che sono i modelli!
Come il grandissimo ROBERT WISE, cari amici dei Mutzhi Mambo, un vero artigiano della pellicola, un regista che, col suo rigore, ha reso alcune delle pellicole che ha girato dei veri e propri "classici" senza tempo del genere horror, noir e sci-fi.
Ingiustamente relegato fra i “mestieranti”, il nostro Robert Wise ha avuto il merito di siglare dei veri “must see” del cinema, pellicole che hanno rappresentato dei veri e propri capisaldi di vari generi, film imitati alla nausea.
E si parla di roba ipercult come "Ultimatum alla Terra", "La città prigioniera", "Lassù qualcuno mi ama", "Strategia di una rapina", "Gli invasati", mica noccioline!
Certo, Wise ha pure diretto tanti "classici" del cinema commerciale, tanta roba loffia, banale, mainstream, ma nulla toglie al suo status di vero Maestro.
Com'è strano il mondo: purtroppo, a volte, essere i peggio è meglio che essere i meglio....

Robert Wise nasce il 10 settembre del 1914 in Indiana.
Inizia a lavorare come giornalista fin dal liceo dove tiene una colonna di sport e satira sul giornalino della scuola.
La crisi economica colpisce inesorabile anche la sua famiglia e il buon Robert deve lasciare il college e trasferirsi in California per cercar fortuna ad Hollywood.
Dopo aver fatto per qualche tempo lo spedizioniere, comincia a lavorare nel cinema negli anni '30, come montatore, dimostrando ben presto le sue qualità: suo è il montaggio del film "Quarto Potere" (1941), il capolavoro di Orson Welles.
A trent'anni, nel 1944, passa alla regia e dirige l'horror "Il giardino delle streghe", seguito del mitico "Il Bacio della Pantera" di Jacques Tourneur, un discreto sequel che accentua i fattori psicologici del precedente; iniziato da un altro regista (buttato fuori per non aver rispettato i tempi di produzione), viene affidato al nostro Wise che ne ricava un seguito dignitoso, in cui dimostra tutte le sue potenzialità.
L'anno successivo gira il primo dei suoi horror di successo: l'ambiguo "La Iena", bell'adattamento di un racconto di Robert Louis Stevenson, con due pesi massimi del genere, Boris Karloff e Bela Lugosi. Dello stesso anno "A Game of Death", film su di un pazzo che da la caccia a prede umane sulla sua isola, e il seguente "Criminal Court", un crime-movie di serie b.
Wise inizia a farsi la fama di lavoratore instancabile, preciso, attento ai dettagli e ai gusti del pubblico, ottimo pianificatore e tirato con le spese: il regista perfetto per le case di produzione!
Nel '47 dirige l'ottimo noir "Perfido inganno", tratto da un romanzo pulp di James Gunn mentre nel '48 piazza il thriller "La collana insanguinata" e "Sangue sulla luna", un western venato di tinte nere con Robert Mitchum.
Il 1949 è l'anno di "Stasera ho vinto anch'io", un bellissimo noir sul mondo del pugilato che ha un successo strepitoso.
Nel '51 un altro capolavoro: il classico del cinema di fantascienza "Ultimatum alla terra", capostipite del genere "alieni che sembrano cattivi ma invece no" che tanti epigoni avrebbe avuto in seguito.
Tutto in questa pellicola è diventato una pietra miliare del genere, dalla critica alla caccia alle streghe maccartista (chiaramente velata, per l'amor del cielo, siamo sempre nel 1951!) al design dell'alieno e dell'astronave, dalla innovativa, inquietante, colonna sonora agli effetti speciali, poveri ma efficaci.
Sempre nel '51, dirige un altro noir, "Ho paura di lui", e l'anno successivo un classicone assoluto del genere, "La città prigioniera", tirato e realistico resoconto dello smantellamento di un'organizzazione criminale, basato sulla personale esperienza del giornalista Alvin M. Joseph Jr. che collabora in prima persona alla sceneggiatura.
Dopo diversi film che non ci interessano (drammoni, western, bellici, peplum) Wise, nel '56, torna al turbolento mondo del pugilato con "Lassù qualcuno mi ama", un magnifico ritratto del campione anni '40 Rocky Graziano, interpretato da un ispiratissimo Paul Newman (in realtà per il ruolo era stato scelto James Dean, ma la morte prematura gli impedì di farlo).
Nel '59 Wise gira due noir fondamentali: il bellissimo "Non voglio morire", sulla sfigatissima vicenda di una prostituta condannata a morte per un omicidio da lei non commesso (la superba Susan Hayward si becca l'Oscar come migliore attrice per questo ruolo) e "Strategia di una rapina", asciutto e tagliente robbery movie in cui per la prima volta il protagonista è un nero (Harry Belafonte).
L'Oscar, il nostro Wise, lo vince col celebre musical "West Side Story" (1961), sorta di "Romeo e Giulietta" in salsa "guerra fra gangs".
Un altro musical di successo con cui vince ancora l'ambita statuetta, è il terribile, melenso, "Tutti insieme appassionatamente" (1965) con Julie Andrews.
Per fortuna, tra questi due musical (avrete capito che a noi questo genere, a parte rarissimi casi che non sono questi, fa generalmente schifo...), ha il tempo di girare un capolavoro horror come "Gli invasati" (1963), classico del genere "haunted houses", assolutamente da non perdere per le inquietanti atmosfere gotiche che Wise riesce a imbastire.
Giunto all'apice della fama, Wise comincia a lavorare a ritmo meno sostenuto (e menomale!), ma firma comunque, tra gli altri, il fantascientifico (ma pallosetto) "Andromeda" (1971), tratto dall'omonimo romanzo di Michael Crichton, il thriller con venature soprannaturali, "Audrey Rose" (1977) e il primo film tratto dalla saga di Star Trek (1979) che (e non ce ne voglia il buon Wise) non ha un briciolo del fascino Camp della serie televisiva.
Il grande regista muore per infarto alla veneranda età di 91 anni, il 14 settembre 2005.
Il perfetto pianificatore forse questo non l'aveva previsto, ma diciamocelo, ormai la sua vita l'aveva fatta…
Onore a Robert Wise!

Nota a margine: la famosa frase in ipotetica lingua aliena che la protagonista pronuncia per interrompere la distruzione del mondo in "Ultimatum alla terra", è diventata un vero cult, usata da Raimi come formula magica in "L'Armata delle Tenebre", da Lucas ne "Il Ritorno dello Jedi", in "Toys", "Tron" e così via. Chissà se gli alieni la capiscono davvero!

"Klaatu! Barada! Nikto!"
Helen Benson/Patricia Neal - Ultimatum alla Terra

Almanacco Pulp dei Mutzhi Mambo

  • Robert Wise

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    10 September
    QUALITÀ CLASSICA È strano il mondo degli appassionati del Pulp!Spesso ci si accanisce a trovare la pellicola weird, il prodotto trash, il personaggio outsider ma ci scordiamo dei registi davvero... Robert Wise
  • Joe Perry

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    10 September
    Ohhh, finalmente! Era tanto che non festeggiavamo un bel tamarrone del rock’n’roll come piacciono a noi: per fortuna, cari amici dei Mutzhi Mambo, oggi è il compleanno del tiratissimo JOE PERRY, il... Joe Perry
  • Otis Redding

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    9 September
    Generalmente del soul, in questo vostro Almanacco, ce ne frega il giusto. In generale ci sembra che abbia incanalato e proiettato l’energia primordiale del rhythm'n'blues nei melensi territori del... Otis Redding
  • Jeffrey Combs

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    9 September
    ORRIDA IRONIA Attenzione, cari amici dei Mutzhi Mambo!Se doveste andare da un dottore perché vi sentite giù di corda e avete bisogno di un ricostituente, occhio che nella targhetta non ci sia... Jeffrey Combs