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È possibile che un mostro idrocefalo diventi un'icona sexy? Tutto è possibile, cari amici dei Mutzhi Mambo, se ad animarlo c'era MAX FLEISCHER!

Altro che Walt Disney: il grande Max Fleischer per un periodo è stato il più visionario cartoonist dell’epoca, il più “adulto” (perdonate il termine) tra i pionieri dell’animazione.

A parte la “provocante” Betty Boop, basterebbe solo confrontare il suo adattamento del Popeye di Segar (ed è già edulcorato...) con quelli successivi: non c'è proprio paragone!

Il Braccio di Ferro di Fleischer è più grottesco, più genuinamente avventuroso, più violento, meno adatto ai poppanti. Più “adulto”, insomma...

Max Fleischer nasce a Cracovia, in Polonia, il 19 luglio del 1883.

Secondo di sei figli di una famiglia ebraica di lingua tedesca, emigra con i genitori negli Stati Uniti nel 1887 per stabilirsi a New Yorkshire, dove frequenta le scuole pubbliche.

Cresce poi a Brownsville, un quartiere povero di Brooklyn, e completa gli studi alle scuole serali.

Ancor giovanissimo lavora come fattorino e diviene disegnatore quasi per caso grazie all'incontro con John Randolph Bray, un animatore che ha diretto il primo cartone animato a colori e tentato di fregare dei brevetti a Windsor McCay, quello di Little Nemo, anch'esso pioniere del settore.

Max sposa la compagna d'infanzia Ethel Gold nel dicembre del 1905 ed accetta un incarico come disegnatore per i cataloghi di una compagnia di Boston.

Tornato a New York, intorno al 1912 diviene direttore artistico per la rivista “Popular Science”.

Fleischer sviluppa l'idea di semplificare il processo di animazione ricalcando fotogrammi di film utilizzando una sorta di proiettore rudimentale, il Rotoscopio.

Col fratello Dave usano questa tecnica fin dal 1914 per poi impiegarla massicciamente per realizzare la serie "Out of the Inkwell" che ha come protagonisti Koko il Clown (che successivamente avrà la voce di Cab Calloway) e Fitz il cane.

Nel 1921, fonda, sempre insieme al fratello, i Fleischer Studios, per produrre cartoni animati e cortometraggi: Max ha il ruolo di produttore e Koko e Fitz sono ancora le stelle della “Inkwell series”.

Successivamente Fleischer inventa la tecnica "bouncing ball" (una pallina che rimbalza sulle scritte, per facilitare la lettura delle didascalie) per la serie di corti “Ko-Ko Song Car-Tune”; nel 1925 aggiunge il suono sincronizzato nel suo cortometraggio animato "My Old Kentucky Home".

Tutto ciò ben prima della realizzazione di "Steamboat Willie" (1928), cartone animato di Walt Disney citato spesso, erroneamente, come il primo cartoon con commento sonoro sincronizzato all'animazione.

Nel 1923, Fleischer realizza due filmati di venti minuti ciascuno dedicati alla spiegazione della “Teoria della Relatività” di Albert Einstein ed alla “Teoria dell'Evoluzione” di Charles Darwin.

Entrambi i film utilizzano una combinazione di effetti speciali in animazione e riprese di scene reali.

All'inizio dell'era del sonoro, Fleischer produce molti film d'animazione tecnicamente avanzati e dall'indubbia valenza artistica, alcuni di questi hanno colonne sonore eseguite dal vivo o immagini, trattate col rotoscopio, di jazzisti quali Cab Calloway, Louis Armstrong e Don Redman.

L'impiego di musicisti di colore è una novità coraggiosa in un momento in cui, nel mondo dello spettacolo, i neri vengono spesso denigrati o stereotipati.

La serie “Inkwell Imps” viene sostituita dalla “Talkartoons”, Fitz viene rinominato Bimbo e diviene star della serie a cominciare dal cartoon "Hot Dog".

Nell'agosto del 1930, fa la sua prima apparizione un personaggio che diventerà, in breve tempo, la star più importante per Fleischer: Betty Boop che diventa tanto famosa da far cambiare il nome della serie "Talkartoon" in "Betty Boop”.

All'inizio viene presentata come ibrido donna-barboncina fidanzata del cane Bimbo ma nel 1931 assume fattezze umane (oddio, con quella testa proprio umane-umane no...) e si affranca dal "fidanzato".

Ispirata al look delle flappers, le ragazze un po' troiette alla moda nell'era dello Swing, vestita con un cortissimo vestitino nero che le lascia una giarrettiera in bella mostra, Betty diviene in breve tempo la più amata e desiderata dal pubblico maschile.

Come aspetto e acconciatura, Fleischer si basa su due famose starlette dell'epoca, le bellissime Clara Bow e soprattutto Helen Kane (la cantante di "I Wanna be Love by You" pezzo divenuto famoso soprattutto nella versione di Marylin Monroe in "A qualcuno piace caldo").

Il corto più famoso con Betty protagonista è il mitico "Minnie the Moocher" del '32, una spaventosa, visionaria discesa all'inferno per la nostra Boop, un horror puro contrappuntato dal celeberrimo pezzo di Calloway, una vera e propria “danse macabre” degna di competere con la più celebre "Skeleton Dance" di Walt Disney (1929).

Col successo della loro pupattola, i fratelli Fleischer diventano, di fatto, gli unici concorrenti di Disney e Betty si guadagna la fama di "regina dei cartoni animati".

Anche se in alcuni tratti i cartoon di Disney possono essere accomunati a quelli dei Fleischer, questi ultimi si distinguono per la vena surreale, l'umorismo crudele e la sensualità, cosa che, di fatto li rende più adatti per un pubblico maturo.

Le ambientazioni sono spesso crude, sordide, in caseggiati squallidi e fatiscenti (riflettendo gli scenari da post-crisi economica), le colonne sonore sono jazzate, audaci, febbrili.

Il successo commercialmente più significativo per Fleischer viene, però, dai diritti d'autore sul personaggio di “Popeye”, il burbero e rissoso marinaio guercio creato nel 1929 da Elzie Crisler Segar, che esordisce nel 1933 in un corto di Betty Boop.

Il successo di Braccio di Ferro è immediato, al punto da metterlo in concorrenza con lo stesso Mickey Mouse.

La crisi economica induce la Paramount, della quale i Fleischer Studios sono una sezione, a ridurre i budget per evitare la bancarotta frenando di fatto i progetti dei fratelli nel momento del loro massimo sviluppo.

Quando la tecnica a tre colori Technicolor viene approntata, la Paramount non la utilizza per questioni di bilancio lasciando a Disney l'opportunità di usufruirne in esclusiva per quattro anni, e rendendolo perciò leader incontrastato dell'animazione a colori.

Solo due anni dopo la casa di produzione consente ai Fleischer la possibilità di utilizzare il colore ma con tecnologia più povera del concorrente.

Nel 1934, con la nuova serie “Color Classics”, supportata da una tecnica atta a rendere un effetto di tridimensionalità, Fleischer può finalmente competere con le “Silly Symphonies” di Disney e tale tecnica viene impiegata soprattutto nei cartoni di lunga durata come i capolavori "Popeye the Sailor Meets Sindbad the Sailor" del 1936 e "Popeye the Sailor Meets Ali Baba's Forty Thieves" del 1937.

Intanto però la popolarità di Betty Boop viene irrimediabilmente danneggiata dal Codice Hays, voluto dai puritani che vedono nella pruriginosa bambolina una minaccia per la moralità a stelle e striscie: nel 1934 impongono un cambiamento radicale del personaggio, costretto ad indossare abiti meno sensuali. Mentre la produzione di cartoni animati diventa più raffinata e con storie ben strutturate, i contenuti sono più leggeri, in linea con le direttive della Paramount.

Betty si trasforma da flapper a ragazza in carriera dal carattere burbero facendole perdere gran parte del fascino che ne aveva decretato il successo.

A peggiorare le cose, nel 1937 un lungo sciopero ferma i Fleischer's studios per cinque mesi bloccando di fatto la produzione per tutto l'anno.

Contestualmente, i rapporti fra Max e Dave si stanno deteriorando sia per motivi personali sia per motivi professionali (aridaje coi "fratelli-coltelli"...).

Sull'onda del successo di "Biancaneve e i sette nani" di Disney, la Paramount accetta la proposta di Fleischer di produrre lungometraggi di animazione chiedendo che ne venga realizzato uno da far uscire per il Natale del 1939; a tale scopo il nostro ottiene un prestito decennale dalla Paramount (ahiahiahi).

Il film "I Viaggi di Gulliver" però non riscuote un gran successo e gli incassi non coprono le spese; gli eventi bellici, inoltre, tolgono agli Studios i proventi derivanti dal mercato europeo.

Il colpo di grazia per i Fleischer's Studios arriva quando gli Stati Uniti entrano in guerra.

Il secondo cortometraggio, "Mr. Bug Goes to Town" (1941) viene presentato al pubblico due giorni prima dell'attacco giapponese a Pearl Harbor.

Il 24 maggio del 1941 la produzione impone un cambio di gestione alla Fleischer's studio: Max Fleischer rimane - almeno nominalmente - in carica ma i dissidi con Dave divengono sempre più aspri tanto che questi si trasferisce alla Columbia nell'aprile del 1942 dando alla Paramount la scusa per prendere totalmente il controllo degli studi.

Malgrado i pessimi risultati ottenuti con i lungometraggi, la serie di “Superman” (1941 - 1942) ottiene grande successo e può essere considerata come l'ultimo trionfo di Fleischer e dei suoi studi, merito anche del suo innovativo character design che enfatizza ancor più le spigolose muscolarità del supereroe di Siegel e Shuster, rendendolo perfettamente in linea con l'estetica iper virile voluta dalla propaganda bellica dell'epoca.

Successivamente Fleischer diviene capo del dipartimento per l'animazione della Industrial Film Company gestita da Jam Handy e partecipa alla produzione di film didattici per l'esercito e la marina. Ha poi la supervisone per il film "Rudolph the Red Nosed Reindeer" (1948), per poi lasciare Handy nel 1954 e tornare ai Bray Studios di New York.

Nel 1958 il nostro Max, in società con il suo ex animatore Hal Seeger riesuma la Inkwell Films per produrre cento nuovi “Out of the Inkwell” a colori e destinati alla televisione, trovando successivamente un nuovo alleato proprio nel suo vecchio rivale, Walt Disney (anche se in privato continua a chiamarlo "figlio di una cagna!).

Nel 1964 il genio dell'animazione che aveva divertito grandi e piccini e cambiato le regole stesse dell'intrattenimento disegnato, dandogli per primo una dignità "adulta", finisce in un ospizio con sua moglie.

Muore l'11 settembre del 1972.

Data di merda, l'11 settembre…

Onore a Max Fleischer!

"Folks, here's a story 'bout Minnie the Moocher

She was a red-hot hoochie-coocher

She was the roughest, toughest frail

But Minnie had a heart as big as a whale

Hi-dee hi-dee hi-dee hi (hi-dee hi-dee hi-dee hi)

Whoa-a-a-a-ah (whoa-a-a-a-ah)

Hee-dee-hee-dee-hee-dee-hee (hee-dee-hee-dee-hee-dee-hee)

He-e-e-e-e-e-e-y (he-e-e-e-e-e-e-y)…"

Cab Calloway - Minnie the Moocher

Almanacco Pulp dei Mutzhi Mambo

  • Max Fleischer

    Information
    11 September
    È possibile che un mostro idrocefalo diventi un'icona sexy? Tutto è possibile, cari amici dei Mutzhi Mambo, se ad animarlo c'era MAX FLEISCHER! Altro che Walt Disney: il grande Max Fleischer per un... Max Fleischer
  • Brian De Palma

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    11 September
    EREDE DA BRIVIDO Non è facile il compito di oggi, cari amici dei Mutzhi Mambo: parlare di un gigante del cinema così celebre come BRIAN DE PALMA è un lavoro arduo, complesso, difficilmente... Brian De Palma
  • Robert Wise

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    10 September
    QUALITÀ CLASSICA È strano il mondo degli appassionati del Pulp!Spesso ci si accanisce a trovare la pellicola weird, il prodotto trash, il personaggio outsider ma ci scordiamo dei registi davvero... Robert Wise
  • Joe Perry

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    10 September
    Ohhh, finalmente! Era tanto che non festeggiavamo un bel tamarrone del rock’n’roll come piacciono a noi: per fortuna, cari amici dei Mutzhi Mambo, oggi è il compleanno del tiratissimo JOE PERRY, il... Joe Perry