L'IMPERATRICE DELLE ANDE
Lo sappiamo, cari amici dei Mutzhi Mambo, che fra voi si annidano lubrici consumatori di musica exotica, pronti a sognare di paradisi perduti e peccaminose indigene da rendere schiave del sesso…
Di solito ci occupiamo poco di lounge ed exotica: è un mondo ganzo (anche se un po' fighetto, specie ultimamente), che ci affascina ma rimane un piuttosto distante dal nostro, ben più tera-tera, anche se alcune tematiche e suggestioni sono affini…
Però oggi, per voi, e solo per voi, vogliamo ricordare la vera regina del lounge, l'inarrivabile YMA SUMAC!
Negli anni cinquanta divenne una delle più note esponenti della musica cosiddetta exotica, roba dagli arrangiamenti sopraffini ma dalle tematiche di una prevedibilità imbarazzante (chiaro, si intende all'occhio moderno...): la giungla misteriosa, le bestie feroci, i nativi aggressivi, gli idoli dimenticati, la bella indigena, il tempio maledetto, i tramonti mozzafiato... eccetera, eccetera…
Un terzo mondo da operetta, fumettoso, essenzialmente Pulp, dove ognuno conosceva già la sua parte e la interpretava integralmente: il bianco civilizza e il selvaggio prima si ribella ma poi impara...o morte!
In tale contesto, Yma Sumac era famosa per le sue versioni di classici sudamericani, di canzoni popolari e pezzi "mondo" con arrangiatori del calibro di Les Baxter e Billy May, autentici profeti e maestri indiscussi del lounge sound.
Yma, oltre che per la istrionica presenza scenica, viene ricordata principalmente per la sua voce eccezionale che, all'epoca, copriva un'estensione di quattro o cinque ottave, dall'acuto più acuto al basso più basso: faceva realmente paura!
A lei viene attribuito il merito di aver cantato la nota più acuta mai registrata da una voce femminile (superando persino la cantante lirica tedesca Erna Sack) nella canzone "Chuncho".
I suoi deliranti gorgheggi, a volte ammalianti, altre inquietanti, erano davvero quanto di più weird e pazzesco si potesse ascoltare in questo genere.
Roba da serie B, se non da cocktail party, senza dubbio, ma per farla così ci voleva un talento enorme.
Alto come il cielo sopra le Ande...
Zoila Augusta Emperatriz Chávarri del Castillo (così all’anagrafe) nasce a Ichocán (...no, ragazzi, non è una bestemmia!), un villaggio andino del Perù, il 13 settembre 1922 (o il 10 settembre 1923, fate voi: con le " signore non si può andar troppo per il sottile...).
Il suo nome d'arte originariamente è Imma Sumack, che in lingua quequa significa "quanto è bella", ma viene scritto anche come Ymma Sumak e Imma Sumack.
Sul suo personaggio, forse per crearne il mito, circolano molte voci: di lei si dice, ad esempio, che sia una principessa inca diretta discendente dell'imperatore Atahualpa e anche che non sia peruviana, bensì newyorchese o canadese col vero nome di "Amy Camus", di cui "Yma Sumac" è la lettura a rovescio!
Si esibisce per la prima volta alla radio nel 1942 e sposa il compositore e direttore d'orchestra Moisés Vivanco il 6 giugno dello stesso anno.
Col nome di "Imma Sumack" incide nel 1943 in Argentina una raccolta di 18 brani della tradizione popolare peruviana accompagnata dall'orchestra di Vivanco, la Compañía Peruana de Arte, un ensemble di 46 musicisti e danzatori indios.
Nel 1946 Yma e Vivanco si trasferiscono a New York, dove si esibiscono come "Inca Taky Trio", con Moisés Vivanco alla chitarra, Cholita Rivero (cugina della Sumac) voce contralto e ballo e Yma voce soprano.
Nel 1949 Yma e Moisés hanno un figlio (che, poveretto, morirà a soli quattro anni) e l'anno successivo siglano un contratto con la Capitol Records.
Nel 1951 la Sumac partecipa al corrosivo musical "Flahooley", una satira del consumismo e della "Red scare" che allora impestavano l'America.
All'apice della popolarità compare in un paio di film a soggetto esotico: "Il segreto degli Incas" (1954), con Charlton Heston (una delle fonti di ispirazione per i film di Indiana Jones), e "Omar Khayyam" (1957).
Diviene cittadina degli Stati Uniti il 22 luglio 1955. Nel 1957 divorzia dal marito per poi sposarlo nuovamente due anni dopo e divorziare di nuovo nel 1965.
Nel 1961, per far fronte a difficoltà finanziarie, Yma e l'Inca Taky Trio iniziano un tour mondiale durato cinque anni che li porta in Unione Sovietica, Europa, Asia e America Latina.
Del loro concerto di Bucarest, in Romania, rimane l'album "Recital", unico suo disco dal vivo.
Dopo il tour le sue apparizioni divengono più sporadiche.
Nel 1971 pubblica un disco con arrangiamenti più rock, il fantastico "Miracles", un bizzarrissimo potpourri di suoni psichedelici, voci trasognate, gorgheggi demoniaci e arrangiamenti audaci (imperdibile, altro che Diamanda Galas, fidatevi!) e poi se ne torna a vivere in Perù.
Sul finire degli anni settanta rientra negli Stati Uniti dove continua a esibirsi in varie città, ma ormai il periodo d'oro della sua musica era finito…
Nel 1987 incide una canzone per l'album “Stay Awake”, una collezione di rifacimenti di canzoni dei film di Walt Disney.
Nei tardi anni '90, la rivalutazione del lounge e della musica bizzarre fanno tornare il suo nome in auge e i suoi pezzi vengono usati da vari registi (ad esempio i Cohen mettono la sua "Ataypura" nella colonna sonora de "Il Grande Lebowski"), pubblicitari e DJ.
Le sue ultime apparizioni sono alcuni concerti nell'estate del 1996 e del 1997, all'interno del "Montreal International Jazz Festival".
L'imperatrice inca si spenge a Los Angeles il 1º novembre 2008, per un cancro al colon, portandosi dietro tutto un mondo onirico e fantastico, ingenuo e affascinante, magico e sensuale.
Magari pure stereotipato, politically scorrect e financo un po' razzista.
Ma infinitamente più divertente di tutta questa ammorbante world music che tanti intellettualoidi chic vorrebbero spacciare per "popolare" e "autentica" ma che di "autentico" ha solo le palle che fa venire…
Onore a Yma Sumac!
Visto che oggi è pure (anzi soprattutto) il compleanno del nostro impagabile chitarrista FRENZ SPINA, niente di meglio che un bel pezzo "lounge" (?) dei Mutzhi Mambo per augurargli tanti auguri!
"… I marziani sono arrivati, in mezzo a noi penetrati
I marziani sono arrivati, fra noi infiltrati
Ma i gatti vanno sterminati! I gatti vanno sterminati!
Che i gatti sono agenti di Marte, sarà tardi quando lo vedrai
Che i gatti sono agenti di Marte, sarà tardi quando lo vedrai
Che i gatti sono agenti di Marte, sarà tardi quando capirai
Che i gatti sono agenti di Marte, sarà tardi quando lo vedrai"
Mutzhi Mambo - Cosa pensi Nilton