LA REGINA DEL BLUES
Qui, con tutti questi imperatori e imperatrici, re e regine, maestri e maestre, di questo e di quello, non si sa più a chi votarsi.
Specie poi per ciò che riguarda il blues e dintorni ci sono più monarchi che in un libro di storia!
Però, cari amici dei Mutzhi Mambo, ad una regina come KOKO TAYLOR rendiamo volentieri i dovuti omaggi, nell'anniversario del suo compleanno!
Una voce potente e ruggente come nessuna, una personalità magnetica, una tigre sul palco, una vera "regina del Blues"!
La prima, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ad essere soprannominata "la regina del blues di Chicago" (e talvolta dell "blues" in generale), Koko Taylor ha mantenuto viva la tradizione delle voci femminili del blues, grazie al suo tono inconfondibile, rinnovando lo spirito delle prime leggende come Bessie Smith, Ma' Rainey, Big Mama Thornton e Memphis Minnie nell'era moderna.
La voce grezza e grintosa della Taylor era perfetta per la nuova e spericolata era del blues elettrico, e il suo enorme successo "Wang Dang Doodle" dimostrò che il dominio maschile nel blues non era così esclusivo come sembrava.
Perché il vero blues non ha certo genere...
Cora Walton nasce nella contea di Shelby, Tennessee, il 28 settembre del 1928.
Figlia di un mezzadro, comincia a cantare il blues con alcuni amici di nascosto dai genitori, ascoltando numerosi artisti del genere: da Bessie Smith a Sonny Boy Williamson, da Big Mama Thornton a Howlin’ Wolf.
Viene ribattezzata "Koko" per la sua passione per la cioccolata.
Nel 1952 in compagnia del marito, (il camionista Robert "Pops" Taylor) lascia Memphis per Chicago.
Lui trova lavoro in un mattatoio,lei come cameriera, ma quando sono insieme si dilettante a suonare blues.
Alla fine del 1950 inizia a cantare nei club di Chicago e nel 1962 sarà Willie Dixon ad accorgersi della cantante; resosi conto dell'enorme talento della Taylor, le procura contatti, ingaggi e ne favorisce l’esordio discografico, lo stesso anno, col singolo “It’s like heaven to me”.
nel 1965 la nostra Koko firma con la storica etichetta blues Chess Records, ritrovandosi in compagnia del meglio del meglio, di gente del calibro di Muddy Waters, Howlin’ Wolf, lo stesso Willie Dixon, Little Walter ed Etta James (solo per citarne alcuni), centrando dei successi come “I got what it takes”, “Wang dang doodle” e “Fire”.
Il suo brano più famoso, "Wang Dang Doodle", era stato scritto da Dixon e registrato da Howlin' Wolf cinque anni prima ma la versione della Taylor raggiunge il numero quattro sulle classifiche R & B nel 1966, e vende la bellezza di un milione di copie!
Successivamente la Taylor inciderà diverse altre versioni del pezzo nel corso degli anni, compresa una celeberrima dal vivo al Festival Blues Folk americano del 1967, accompagnata dall'armonica di Little Walter e dal chitarrista Hound Dog Taylor.
Nel 1968 pubblica uno dei duetti più penetranti della storia della musica, "Insane Asylum", sempre col suo mentore Willie Dixon, autore anche della canzone.
I tour nazionali a cavallo tra fine '60 e primi settanta, contribuiscono ad accrescere la sua fama e la sua schiera di fan.
Dopo la chiusura della Chess passa alla Alligator debuttando con il primo album "I got what it takes" del 1975.
Per questa etichetta incide nove album, per 8 dei quali le viene data la nomination al Grammy, e Koko si consacra come una vera e propria leggenda del blues.
Nel 1978 esce "The Earthshanker", un album che contiene alcuni suoi successi dal vivo; seguono "From He Heart of a Woman" (1981) e "Blues Explosion", quest’ultimo in realtà una compilation di vari artisti che le permette di vincere il Grammy.
Nel 1981-1982 partecipa alla tournée internazionale "Blues with the Girls" con Zora Young e Big Time Sarah e nel 1985 viene pubblicato "Queen of the Blues" che anticipa "Live in Chicago".
Nel 1989, per un grave incidente d'auto, quasi ci rimane secca ma la Taylor oltre a ruggire come un leone, ha pure la pellaccia dura del rinoceronte e riesce a riprendersi dopo tre duri, lunghi anni di stop. Ritorna nel 1990 con “Jump for Joy" e nello stesso anno compare in un indimenticabile cameo nel film di David Lynch “Cuore Selvaggio”, in una delle scene più malate e oniriche, interpretando una malatissima "Up in Flames".
Segue nel 1993 "Force of Nature" e, dopo un silenzio di diversi anni durante i quali si risposa e comunque prosegue a esibirsi dal vivo, viene pubblicato "Royal Blue", che si avvale della presenza di artisti come B.B. King, Kenny Wayne Shepherd e Johnnie Johnson.
Dopo una pausa forzata ancora per problemi di salute nel 2007 esce invece "Old School".
Partecipa anche al pessimo sequel dei "Blues Brothers", dove canta in una band inventata appositamente per il film, "The Louisiana Gator Boys", con B.B.King, Gary U.S.Bonds, Bo Diddley, Eric Clapton (e molti altri).
Nel 1994 apre a Chicago un club blues chiamato: "Division Street", che ha chiuso da qualche anno.
Negli anni precedenti alla sua morte, riesce a tenere la media ragguardevole di oltre 70 concerti all'anno.
La sua ultima apparizione live è al Blues Music Awards, il 7 maggio 2009.
Koko Taylor muore il 3 giugno 2009 a causa di un'emorragia gastrointestinale dovuta alle complicazioni in seguito ad un intervento chirurgico avvenuto il 19 maggio dello stesso anno.
La "regina del blues", una delle più viscerali interpreti della musica del diavolo che ha influenzato cantanti del calibro di Janis Joplin, ha smesso definitivamente di ruggire.
Un inchino, per rispetto…
Onore a Koko Taylor!
Ma oggi è pure l'anniversario della nascita del mai troppo compianto PIERO CIAMPI (28/09/1934). La citazione è sua di diritto:
"...Vuoi stare vicina? nooo?
Ma vaffanculo. Ma vaffanculo.
Sono quarant'anni che ti voglio dire... ma vaffanculo.
Ma vaffanculo te e tutti i tuoi cari. Ma vaffanculo.
Ma come? Ma sono secoli che ti amo, cinquemila anni, e
tu mi dici di no? Ma vaffanculo. Sai che cosa ti dico? va-ffan-culo. Te,
gli intellettuali e i pirati. Vaffanculo. Vaffanculo.
Non ho altro da dirti. Sai che bel vaffanculo che ti porti nella tomba?
Perché io sono bello, sono bellissimo, e dove vai? Ma vaffanculo.
E non ridere, non conosci l'educazione, eh?
Portami una sedia, e vattene."
Piero Ciampi - Adius