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Letteralmente “Epifania” significa “manifestazione di una divinità”. 
E non ci può essere nulla di più vero in questa Epifania se parliamo dell’apparizione sulla Terra del “divino” MALCOM YOUNG, la chitarra ritmica degli AC/DC! 

malcolm young ac dc 2Oggi infatti (se fosse ancora fra noi) sarebbe stato il compleanno del maggiore macinatore di riff della storia del rock’n’roll, l’uomo che non ha mai messo in discussione la bellezza e l’efficacia della semplicità rispetto all’esigenza di essere per forza originali o di fare i fighi. 
Malcom figo non lo è mai programmaticamente stato (a parte che era brutto come il peccato…): sempre defilato sul palco, sempre umilmente al servizio del pezzo, sempre pronto a dare energia e senso al brano più banale e scontato. 
Pur così fisicamente minuto è stato una gioiosa macchina da guerra, un poderoso sostegno su cui tutti i suoi compari si sono appoggiati; ma senza mai strafare, senza mai voler apparire in primo piano. 
Ci sono stati, è vero, altri musicisti famosi per essere defilati ma spesso si tratta di una posa, di un modo snob per attirare l’attenzione.
Per Malcom nessuna posa, nessun calcolo, nessuna voglia di attirare l’attenzione; solo un continuo, martellante, incessante intessere quei soliti due o tre accordi…
Nessuno, nella storia della musica rock è mai stato più coerente a se stesso e alla sua band di quanto lo sia stato Malcom Young!
E a noi, cari amici dei Mutzhi Mambo, già ci manca da morire…

Malcolm Mitchell Young nasce a Glasgow, in Scozia, il 6 gennaio 1953, penultimo di sette fratelli (il maggiore è il produttore George e l’ultimo è Angus).
Emigrato giovanissimo con tutta la famiglia in Australia, allergico alla scuola, già verso la fine degli anni’60 Malcolm non ne può più di lavorare in una fabbrica di reggiseni.
È già un discreto chitarrista e, come per il fratello Angus, si ritrova in una realtà familiare che aveva molto a che fare con la musica.
Aveva militato già in qualche band, con cui si divertiva nei locali il fine settimana, ma non è abbastanza: prima con i Belzebub Blues (una jam-band che suonava standard blues) e successivamente, poco meno che ventenne, nei Velvet Underground (nulla a che vedere con la band di Lou Reed e soci), un gruppo cover, che ben presto si scioglie (durante il 1973) a causa di divergenze musicali. 
Per Malcolm questa esperienza è comunque una buona scusa per decidersi a mollare il lavoro e un modo per crearsi esperienza live al di fuori della città di Sydney. 
Pochi mesi dopo concretizza l’idea di mettere su una band che potesse rappresentare i suoi gusti e ciò che ha in mente: un vero gruppo rock’n’roll!

AC DC giovani Malcom Young 06 01Reclutando il vocalist Dave Evans, il batterista Colin Burgess e il bassista Larry Van Kriedt, col fratello Angus dà il via alla storia degli AC/DC.
Con l’ingresso di Bon Scott alla voce, Phil Rudd alla batteria e infine (dal 1977) Cliff Williams al basso, il cerchio magico viene completato (ammettiamo che per noi i “veri” AC/DC sono iniziati con “High Voltage” e finiti con “Highway to Hell”, con tutto il rispetto e la simpatia che abbiamo per Brian Johnson…). 
La storia del gruppo in questa prima fase la descriviamo nell’Almanacco dedicato a Bon mentre della produzione successiva ne parleremo quando ne dedicheremo uno ad Angus (e lo faremo, tranquilli…), quindi è inutile ripetersi (anche perché sono vicende musicali piuttosto note...).
Diciamo soltanto che, in tutte queste fasi, anche drammatiche, Malcom è il vero pilastro, l’uomo che garantisce la continuità e la coerenza del gruppo per tutta la sua durata.

AC DC 1976 Malcom Young 06 01L’unica assenza del nostro nella band, costretto al ritiro momentaneo per affrontare i suoi grossi problemi con l’alcool, risale al tour nord americano dell’album “Blow up your video” nel 1988, nel quale presta le sue chitarre a Stevie Young (figlio di suo fratello Alex), 
Ad Aprile 2014 l’annuncio ufficiale del suo ritiro dalla band per problemi di salute: a causa del peggioramento della sua demenza, diagnosticata sin dal 2008, lascia nuovamente il posto al nipote, che registra “Rock or Bust”, uscito nel Dicembre 2014. 
Nonostante sia riuscito a superare un insidioso cancro ai polmoni, il nostro Malcom viene a mancare il 17 novembre del 2017, per problemi cardiaci.
La sua Gretsch Jet Firebird del 1963 non suonerà più dal lato del palco e noi non possiamo che disperarci…
Tanti auguri, vecchio Malcom, ovunque tu sia ora.
Sappi che tutti noi ti vorremo bene per sempre. Davvero.
Onore a Malcolm Young!

“...I'm gonna ride on
Ride on
Ride on, standing on the edge of the road
Ride on, thumb in the air
Ride on, one of these days I'm gonna
Ride on, change my evil ways
Till then I'll just keep ridin' on...”
AC/DC – Ride On

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