MAI GIUDICARE UN LIBRO DALLA COPERTINA
Dicono sia sbagliato giudicare un libro dalla copertina, cari amici dei Mutzhi Mambo, e questo vale ancora di più per le meravigliose cover dipinte dal fantastico BOB MAGUIRE, uno dei migliori artisti Pulp di sempre!
Quanti, ammaliati dalle intriganti illustrazioni di Bob Maguire, si saranno trovati fra le mani un libro di merda?
Perché spesso e volentieri le copertine di Maguire erano davvero migliori del contenuto!
Promettevano sensualità, intrighi, violenza, mistero, azione ai massimi livelli ma non è detto che il tascabile Pulp che lanciavano fosse veramente della qualità promessa dall'immagine...
Venduti per un quarto di dollaro in edicola e nei drugstores, e considerati pura spazzatura usa e getta, l'arte che impreziosiva le immagini di questi vecchi tascabili era spesso cento volte superiore a quella che c'era nelle pagine.
Nel corso della sua lunga e illustre attività, Maguire ha creato splendide immagini per oltre un migliaio di libri e ha lavorato praticamente per tutti i principali editori negli Stati Uniti: noto per le sue immagini di "femme fatale" incomparabilmente sexy che ocheggiavano dai libri in brossura negli anni '50 e '60, il nostro costruì una lunga e leggendaria carriera mettendo in mostra ritratti di personaggi belli e iconici, dipingendo soggetti simultaneamente reali e sensualmente avvincenti.
Il suo nome è molto meno conosciuto di Norman Rockwell, e tuttavia merita di essere famoso tanto quanto l'illustre pittore americano.
Il suo lavoro ci immerge direttamente nel cuore degli anni '50, con le sue pin-up sulfuree e ammalianti: attraverso le sue immagini catturiamo l'atmosfera dei noir di Jim Thompson e dei thriller di Alfred Hitchcock, le atmosfere di un'epoca!
Era un artista eccezionale, le sue opere sono sempre magistrali, il suo tocco insieme infuocato e raffinato.
Mentre Robert McGinnis era inconfondibile per le sue donne stilizzate, James Avati per il suo scrupoloso realismo, Robert Bonfils per il suo folle erotismo, Paul Rader per la sua perfezione classica, Rudolph Belarski per il suo stile Pulp in purezza; Bill Ward e Gene Bilbrew per la loro stranezza fetish, Frank Frazetta per la fisicità potente, il nostro Maguire non era apparentemente così stiloso e formalmente definito: ma non vi preoccupate, i suoi disegni li riconoscete subito, alla prima occhiata!
La sua capacità di disegnare una ragazza sexy, che spesso tiene in mano una pistola, un coltello o persino una bambola Voodoo, non è in discussione.
Le sue donne sono sempre intriganti, sia che il mondo collassasse intorno a loro sia che avessero il pieno controllo della situazione.
Ma il suo talento nel disegnare donne procaci veniva rafforzato dall'abilità nel rendere l'azione drammatica, tramite un uso scaltro di colori audaci ed esotici e i sorprendenti accostamenti di tonalità e ombre.
Maguire metteva spesso le sue donne contro uno sfondo grigio opaco o una trama scura di schermi frastagliati, ma altrettanto spesso le faceva risaltare su verdi accesi, rossi plasma, blu cupi e, naturalmente, anche neri.
Un talento per l'immagine eclettico, multiforme, eccezionalmente efficace, che ha indotto milioni di lettori a fare ciò che dovevano fare: comprare i libri!
Bob ha fatto altri tipi di lavori oltre ai pulp: copertine di riviste, illustrazioni per romanzi romantici, scenografie e quadri.
Purtroppo probabilmente non ha mai capito quanto fosse eccezionale e preziosa la sua opera che solo ultimamente ha raggiunto quotazioni ragguardevoli...
"Gran parte del mio lavoro è sparito da tempo. La gente veniva a trovarmi, prima che mi rendessi conto che questi miei dipinti avevano un valore, e ne acquistavano 10 o 20 per 50 o 100 dollari al pezzo", dichiarerà sconsolato a fine carriera...
Ma dopotutto, caro Bob, il Pulp deve essere cheap, sennò che razza di Pulp è?
Robert A. Maguire nasce in New Jersey il 3 agosto del 1921.
Suo padre è un architetto che ama molto disegnare: è abbastanza bravo a riprodurre le immagini dalle fotografie e partecipa a diversi concorsi sul miglior rendering di una fotografia ripresa da un giornale.
Il giovane Bob è così fiero e stupito da quello che suo padre riesce a fare, da andare in strada per mostrare i disegni agli amici: purtroppo ai suoi amici, dei disegni di papà, non gliene può fregar de meno...
Ciò produce nel nostro una frustrazione tale che decide di fare l'artista, non potendo sfogare la sua rabbia menando di brutto compagni di giochi così insensibili.
Sfortunatamente, nessuna delle opere di suo padre sopravviverà fino ad oggi, quindi non possiamo giudicare se la rabbia di Bob per il disinteresse dei amici fosse giustificata o meno...
Il nostro non è molto portato per lo studio, ci mette sei ore per fare i compiti, e solo per cercare di mantenere a malapena una media mediocre; l'unica cosa che gli piace fare davvero è disegnare, specie insieme al babbo.
Inoltre, avendo pochi mezzi per viaggiare, suo padre si accontenta di collezionare molte foto dell'Europa, dell'Italia in particolare, cosa che fa nascere al figlio il desiderio di vedere il mondo: purtroppo il primo viaggio del giovane Maguire nel Vecchio Continente non sarà certo per diporto...
Quando arriva nel nostro Paese non imbraccia una macchina fotografica ma una bella mitragliatrice: è la Seconda Guerra Mondiale e Maguire combatte nell'88° fanteria.
Bob è un tiratore scelto ma arrotonda facendo i primi lavori "professionali" per l'esercito: realizza un paio di disegni di rose bellissime e gli ufficiali gliene commissionano altre per spedirle a casa per la festa della mamma.
Si può definire il suo primo impegno "commerciale", anche se non verrà mai pagato.
Ma sotto le armi i modi di "ripagare" un favore si trovano lo stesso: licenze, rancio abbondante, tuni meno massacranti...
Dopo la guerra, Maguire decide di diventare un artista professionista.
È iscritto alla Duke University, ma vorrebbe concentrarsi su una seria formazione artistica e scegliere una scuola adatta, ma dovrà affrontare il primo scoglio, anzi il Monte Everest in persona!
Cerca infatti di entrare alla prestigiosa "Pratt's University di Brooklyn", una scuola di arte e ingegneria molto rinomata, ma non ha fatto i conti con la signora Everest, un donnone enorme, alta circa due metri, capelli bianchi, molto severa.
Dà un'occhiata rapida al suo lavoro e gli suggerisce di tornare alla Duke University, per continuare a studiare ciò che stava studiando.
Maguire confesserà che anni dopo, quando si troverà a guadagnare abbastanza e ad avere successo, ha accarezzato più volte l'idea di tornare dalla signora Everest e strofinargli il muso sui suoi quadri... ma non lo farà mai, visto che la possente direttrice avrebbe comunque potuto sollevarlo e scuterlo come un fuscello!
Comunque per fortuna, il nostro non darà ascolto alla megera: per lui non ci sono altre opzioni, l'arte è l'unica alternativa...
Gli si presenta l'occasione di entrare in qualcosa di più importante della "Pratt": un posto alla "Art Student's League", nella classe del celeberrimo Frank Reilly.
Per farlo, Maguire deve mostrare le sue opere al padre di un amico, che conosce personalmente Reilly.
Il padre esamina il portfolio di Bob, ma non rimane granché colpito anche se apprezza la sua "mano ferma".
Non certo un'approvazione particolarmente entusiasta, ma sufficiente per raccomandare Maguire a Reilly.
In realtà la "Art League" è un istituto democratico autogestito dagli studenti, in cui imparano le tecniche classiche del nudo.
Le classi sono piuttosto affollate ma dopo un anno di duro training, il nostro si ritrova in grado di disegnare molto bene i modelli e le modelle.
Fra i suoi compagni ci sono due altre sicure promesse della pittura realistica come Jimmy Bama e Clark Hulings.
Essendo un giovane prestante, a volte il nostro prende a modello se stesso per i suoi rudi eroi maschili mentre più complicato è il rapporto con le modelle, non di rado delle balorde tossiche o alcolizzate.
Per questo cerca di evitarle il più possibile nella vita privata ma alla fine se ne sposa una: rimane infatti estasiato da come balla in un club gestito dalla mafia, il Copacabana, e le propone di diventare la signora Maguire.
Sfortunatamente, il primo matrimonio non dura a lungo, ma il secondo, con la vedova Janice, conosciuta tramite un amico, durerà tutta la vita.
Bob e i suoi amici lavorano principalmente per i libri tascabili; l'epoca d'oro delle riviste Pulp era infatti finita, principalmente a causa della televisione, e fare copertine per i tascabili non permette agli artisti di essere sofisticati come in precedenza: il formato è più piccolo e l'immagine deve essere immediatamente leggibile.
Hanno voglia a sforzarsi: in fondo agli editori interessano solo ragazze con le tette grosse armate o in pericolo.
Inoltre gli illustratori hanno scarso controllo su come verrà stampata la loro opera (la stampa a colori è a tutti gli effetti una forma d'arte a sé e in sede Pulp di "artisti" in questo senso ce ne sono pochi): un rosso acceso può benissimo diventare un rosa pallido mentre un verde smeraldo può trasformarsi in un color foglia marcia...
Ragion per cui il fatto di rendere bene anche dopo lo stupro subito in tipografia, si rivela un valore aggiunto: e le copertine di Maguire non hanno rivali, sono sempre e comunque bellissime!
Purtroppo il suo agente è un po' un imbroglione e un po' un pavido: ha una scuderia di 4 o 5 artisti e chiunque si lamenta di più otteniene il numero maggiore di lavori.
Bob non è uno abituato a lagnarsi e quindi inizialmente ha difficoltà ad affermarsi.
Fortunatamente la sua eccezionale qualità alla fine pagherà e gli ingaggi fioccheranno copiosi.
Per quanto riguarda le tecniche va premesso che i copertinisti non hanno mai il tempo di leggere i libri, quindi si devono accontentare di brevi riassunti e, più che altro, delle sintetiche indicazioni sul tipo di ragazza che devono disegnare: il colore dei capelli, il grado di sensualità, se sia ricca o povera, vittima o carnefice...
Contrariamente a diversi altri illustratori, Maguire non ama particolarmente il west e le tematiche connesse a questo genere; certo, anche lui ha bisogno di disegnare cavalli in alcuni dipinti ma ovvia tirando fuori una macchina fotografica e scattando tre o quattro rullini di foto di un cavallo in tutte le pose possibili: quello diventerà il riferimento per i quadrupedi per tutto il resto della sua carriera.
Maguire di solito si presenta ai direttori delle collane con 5 o sei schizzi, disegni in bianco e nero, i più diversi possibile l'uno dall'altro (mediamente i suoi colleghi si portano dietro solo uno o due schizzi), e una volta avuto il placet esegue il dipinto, principalmente ad olio, più raramente ad acquarello.
Normalmente, realizza circa tre dipinti al mese, ma ogni tanto, quando le richieste e le scadenze diventano pressanti, gli capita di farne uno in soli tre giorni!
Come prassi, gli editori di questa roba proibiscono agli artisti di firmare il loro lavoro ma Maguire se ne infischia e li firma comunque.
Questa è una delle ragioni per cui non si avventura spesso fuori dal mondo dei tascabili; nessun lavoro pubblicitario, per esempio.




Una volta gli capita di dipingere un poster con Marilyn Monroe ma vuole dire la sua su come verrà realizzato.
Quelli della produzione hanno idee diverse però stanno zitti e pagano il nostro ma non useranno mai il suo lavoro.
No, cari miei, di fare lo schiavo per gli studi cinematografici, Bob non ne ha nessuna voglia, anche se c'e da fare dei bei soldini...
Ad un certo punto, verso il 1960, inizia un brutto periodo per gli artisti Pulp: i tascabili vendono meno e il suo amico e collega John Leone scompare.
Il nostro non lo vede più per un paio di mesi e quando lo chiama, Leone gli confessa che ha cambiato genere: dove lavora adesso pagano meglio e più puntualmente.
Si vergogna un po' però a dirgli per chi disegna... la "Norcross Greeting Card Company", un'editrice di biglietti di auguri.
Per un po' anche Maguire si adegua e manda giu il boccone amaro di lavorare come illustratore di cartoline natalizie e libri per bambini: col senno di poi ringrazierà per questo forzato cambiamento, visto che sarà comunque un occasione per rinnovare stile, tecnica (si impratichisce con l'uso dell'acquarello) e repertorio (dalle pupe in pericolo ai Re Magi in effetti è un bel salto...).
Mentre sta ancora lavorando per la "Norcross", si imbatte in Walter Popp che lo invita a tornare sui suoi passi: il business dei tascabili va ora alla grande così il nostro riprende la sua vecchia attività facendo molti più soldi di prima.
La produzione di Maguire si può quindi dividere in tre periodi: i romanzi hard-boiled (di solito con due temi mai esauriti: una cattiva ragazza che fa un'azione sporca o una brava ragazza nei guai), dalla fine degli anni '40 ai primi anni '60; la fase dei "bambini", negli anni '60; ed infine gli anni '70 e '80, che lo vedono ancora alle prese con i crime ma comprendono anche western, romantici, medici e persino fantascienza.
Maguire realizza pure le cover per dei best seller come quelli di John Irving e Herman Wouk, che dimostrano la sua spiccata sensibilità per i poster dei film: è un vero peccato che non gli verrà mai data la possibilità di fare locandine cinematografiche.
Verso la fine degli anni '90 smette la sua attività di copertinista: gli chiedono infatti che i dipinti sembrino proprio delle fotografie, snaturando il suo particolarissimo stile.
Naturalmente Bob non è interessato alla cosa e, deluso per la svolta così aridamente commerciale dell'editoria (per uno che oltretutto proviene dai tascabili Pulp è ancora più grave...), si ritira a gestire la vendita privata delle sue opere, oltre 600 copertine realizzate per "Pocket", "Dell", "Ace", "Harper", "Avon", "Silhouette", "Ballantine", "Pyramid", "Bantam", "Lion", "Berkley", "Beacon", "Monarch" e "Signet".
Niente male, no?
Di sicuro abbastanza per una vecchiaia serena.
Il grande artista ci lascia il 26 febbraio del 2005, e i libri di un certo tipo si sono sentiti all'improvviso più nudi, avevano freddo.
Gli mancava qualcosa...
La copert(in)a, forse?
Onore a Bob Maguire!
"You know what? I would never think there was anything admirable to painting a cow or a horse. A cowboy, maybe. But I think I liked painting beautiful women better so cowboys and horses didn't appeal to me."
Bob Maguire