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Estate: tempo di Eroi!
Ma non eroi normali; Eroi, quelli veri, tosti, Eroi del Pulp!
Eroi come il tiratissimo GORDON MITCHELL, icona immortale del cinema bis italiano!
Uno stangone, fisico da culturista (senza essere un gommone), sguardo di ghiaccio, faccia da vera carogna, Gordon Mitchell ha lavorato in qualcosa come 200 (200!) film, la maggior parte autentici B movie girati nel nostro Paese!
È partito come star del cinema “sandaloni” per poi passare a ruoli di cattivo in innumerevoli produzioni, soprattutto spaghetti-western, ma anche poliziotteschi, sexploitation, horror, nazisplotation, commedie…niente era troppo (poco) per il nostro Mitchell!
Charles Allen Pendleton (così all’anagrafe) nasce a Denver, in Colorado, il 29 giugno del 1923. 
Dopo il divorzio dei suoi genitori, segue la madre ad Inglewood, in California, dove trascorre la sua giovinezza tra la scuola e la palestra, sviluppando un fisicaccio niente male.
Arruolatosi durante la seconda guerra mondiale, viene fatto prigioniero dai nazisti durante la Battaglia delle Ardenne.
Finita la guerra, Charles rientra in patria e riesce a terminare gli studi, ottenendo una laurea in biologia ed anatomia, grazie alla quale diventa insegnante in un liceo di Los Angeles; grazie alla sua aria truce e al suo fisico imponente, gli affibbiano le classi peggiori coi ragazzi più problematici.
Si sposa nel 1945 e divorzia nel '50, poco prima di essere richiamato alle armi nel 1951, col grado di tenente, per il conflitto in Corea. 
Congedato definitivamente, si trasferisce a Santa Monica dove conosce Joe Gold e, tra gli altri, i culturisti Steve Reeves e Mickey Hargitay, grazie ai quali ottiene una piccola parte ne “L'uomo dal braccio d'oro”, film di Otto Preminger che segna il suo esordio nel cinema.
Verso la metà degli anni Cinquanta viene scritturato per lo spettacolo, "The Mae West Revue", nel quale la biondona Mae West appare circondata da goffi culturisti che bramano la sua bellezza.
Il primo vero ruolo gli viene offerto da Cecil B. De Mille che lo sceglie per una parte di aguzzino che deve torturare Charlton Heston ne “I dieci comandamenti”.
Poi qualche parte minore, tra cui in “Spartacus”, finché non trova un annuncio affisso in una bacheca della palestra “The Dungeon”, per un ruolo in un peplum della durata di sei settimane in Italia.
Sei settimane che diventeranno 30 anni!
Arriva nel Belpaese il 5 gennaio 1960, e viene subito scritturato dai produttori che, dopo il successo di Steve Reeves nel ruolo di Ercole, fanno recitare ogni culturista disposto a trasferirsi oltreoceano.
Fino al 1965, il nostro, che nel frattempo aveva adottato il nome d’arte Gordon Mitchell, interpreta ogni sorta di eroe mitologico (in primo luogo Maciste), diventando un divo mondiale, prima di rivolgere la sua attenzione ai nuovi generi, che lentamente stanno soppiantando il peplum. 
Si possono ammirare i suoi pettorali in “capolavori” come: “Maciste nella terra dei Ciclopi” (1961), di Antonio Leonviola, “L’Ira di Achille” (1962), di Mario Girolami, “Il conquistatore di Corinto” (1961), di Mario Costa, “Giulio Cesare Contri i pirati” (1962), “Vulcano figlio di Giove” (1962), “Sinbad contro i Sette Saraceni” (1964) e “Il tesoro della Foresta Pietrificata” (1965), di Emimmo Salvi, “La vendetta di Spartacus” (1964) e “Gli schiavi più forti del mondo” (1964), di Michele Lupo, “Erik il Vichingo” (1965), di Mario Caiano.
A titolo di curiosità weird (ché tanto a voi lo sappiamo che le curiosità weird vi piacciono…), citiamo pure il curioso “Il Gigante di Metropolis” (1961), di Umberto Scarpelli, goffo tentativo di innestare elementi fantascientifici nel genere peplum.
Finita la manna dei “sandaloni”, Gordon inizia a girare a nastro film western, horror, fantascienza, spionaggio, polizieschi, war, commedie, nazisplotation, actions, lavora persino con Federico Fellini (“Satyricon”) e John Huston (“Riflessi in un occhio d'oro”). 
Qualche titolo?
Iniziamo dagli spaghetti-western, allora: “3 colpi di Winchester per Ringo” (1966), di Emimmo Salvi; “Uccidi o muori” (1966), di Tanio Boccia; “Thompson 1880” (1966), di Guido Zurli; “John il bastardo” (1967), di Armando Crispino; “Al di là della legge” (1968), di Giorgio Stegani; “T'ammazzo!... Raccomandati a Dio” (1968), di Osvaldo Civirani; “Carogne si nasce” (1968), di Alfonso Brescia; “Sono Sartana, il vostro becchino” (1969), di Giuliano Carnimeo; “Arrivano Django e Sartana... è la fine” (1970), di Demofilo Fidani e Diego Spataro; “Inginocchiati straniero... I cadaveri non fanno ombra!” (1970), “Giù le mani... carogna!”(1970), “Era Sam Wallash!... Lo chiamavano... E così sia!” (1971), “Per una bara piena di dollari” 1971), “Giù la testa... hombre!” (1971), tutti di Demofilo Fidani; “Il giorno del giudizio” (1971), di Mario Gariazzo; “Vamos a matar Sartana” (1971), di George Martin e Mario Pinzauti; “Scansati... a Trinità arriva Eldorado” (1972), di Joe D'Amato; “Il mio nome è Shangai Joe” (1973), di Mario Caiano.
Chiudiamo la rassegna dei film “di frontiera” con una pellicola “di frontiera” dal titolo che si commenta da solo: “Porno Erotico Western” (1979), del pessimo Angelo Pannacciò, uno dei peggiori registi di sempre…e non solo fra gli italiani!
Ovvero, il fondo del fondo del barile…
Continuiamo questa lunga (ma ci auguriamo succosa) lista con gli spionistici: “Bersaglio mobile” (1967), di Sergio Corbucci, e “Un killer per Sua Maestà” (1968), di Federico Chentrens.
Per poi passare agli action, con “Fenomenal e il tesoro di Tutankamen” (1968), di Ruggero Deodato, “Cin cin... cianuro” (1968), di Ernesto Gastaldi, “Diamond Connection” (1982), di Sergio Bergonzelli, e “Zanna Bianca e il grande Kid” (1977), di Vito Bruschini; ai war movie, con “Ora X – Pattuglia suicida” (1969), di Gaetano Quartararo, e “Cobra Mission” (1986), di Fabrizio De Angelis; ai women-in-prison movie con “Io monaca... per tre carogne e sette peccatrici” (1972), di Ernst Von Theumer; ai musicarelli con “L'estate” (1966), di Paolo Spinola, e “Little Rita nel West” (1967), di Ferdinando Baldi; ai thriller con “È mezzanotte... butta giù il cadavere” (1966), di Guido Zurli, e “Tutto sul rosso” (1968), di Aldo Florio; alla fantascienza con “2+5 missione Hydra” (1966), di Pietro Francisci, “Endgame - Bronx lotta finale” (1983), di Steven Benson/Joe D’Amato, e “Rush” (1983), di Tonino Ricci; al nazisplotation con “Kaput Lager - Gli ultimi giorni delle SS” (1977), di Luigi Batzella; agli horror, con “La croce dalle sette pietre” (1987) di Marco Antonio Andolfi, e “Delirio di sangue” (1988), di Sergio Bergonzelli.
Ma il nostro dà ancora il meglio di sé nei poliziotteschi: “Da parte degli amici: firmato mafia!” (1971), di Yves Boisset, “Dagli archivi della polizia criminale” (1973), di Paolo Lombardo, “Due Magnum 38 per una città di carogne” (1975), di Mario Pinzauti, “La polizia ordina: sparate a vista” (1976), di Giulio Giuseppe Negri, “Mafia, una legge che non perdona” (1980), di Roberto Girometti
Per finire non mancano le commedie all’italiana: “La schiava io ce l'ho e tu no” (1972), di Giorgio Capitani; “Il domestico” (1974), di Luigi Filippo D'Amico, “Dottor Jekyll e gentile signora” (1979), di Steno, “La dottoressa preferisce i marinai” (1981), di Michele Massimo Tarantini, “Vai avanti tu che mi vien da ridere” (1982), di Giorgio Capitani, “Se tutto va bene siamo rovinati” (1984), di Sergio Martino.
Nel 1970 il fallimento di un produttore, debitore nei confronti di Mitchell dell'ingaggio di un paio di film, gli procura, a titolo di risarcimento, un appezzamento di terra a Cave, vicino Roma, dove, dimostrando doti manageriali e d'intraprendenza non comuni, il nostro realizza il "Cave Studio Film", un piccolo studio cinematografico con un'accurata ricostruzione di un villaggio western che, negli anni seguenti, verrà utilizzato per girare circa 50 film. 
Gordon lascia l'Italia nel 1989, senza abbandonare la carriera cinematografica. L'ultimo lavoro (oltre ad alcune apparizioni televisive) di Mitchell è del 1995, “Bikini Drive-in” di Fred Olen Ray.
Ma ormai è più impegnato come manager presso la catena di palestre “World Gym International”, diretta da Joe Gold e Arnold Schwarzenegger.
Il roccioso Mitchell muore a 80 anni per un attacco cardiaco a Marina Del Rey, in California, il 20 settembre del 2003.
Non erano bastate le pallottole e le prigioni dei nazisti a farlo fuori; e nemmeno legionari, pirati, vichinghi, pistoleri, gangster e quant’altro.
Tutto era capace di reggere Mitchell: ma al cuor, si sa, non si comanda…
Onore a Gordon Mitchell!

“Piangi come un vecchio coccodrillo, Walcom!”
Frank Sanders/Gordon Mitchell – Tre colpi di Winchester per Ringo

Almanacco Pulp dei Mutzhi Mambo

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