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Siete pronti, cari amici dei MUTZHI MAMBO, a sgranchirvi le giunture a suon di rock'n'roll? Perché si va a celebrare l'anniversario di quello che è considerato il primo concerto Rock'n'roll della...

Finalmente! Dopo una lunga, misteriosa latitanza, ritornano dal vivo i letali MUTZHI MAMBO! E che giorno scelgono per TORNARE DAL VIVO? Ma il GIORNO DEI MORTI, come potrebbe essere altrimenti! E ci...

EROS E THANATOS

La Prima, l'Unica, l'Inimitabile, la Divina, la Regina Eterna delle Dark Ladies!
Signore e Signori (soprattutto Signori...), l'incredibile THEDA BARA! 
Sex symbol, femme fatale, femminista, Theda Bara è stata sicuramente una delle più misteriose, affascinanti e carismatiche icone femminili della storia del cinema.
La stampa le affibbiò diversi appellativi, tra cui “prodotto del diavolo”, “regina dei vampiri” “sacerdotessa del peccato”, e la sua fama e il suo look hanno ispirato tutta la moda gotica fino ai giorni nostri. 
Però la nostra non era solo una "moda": i benpensanti li spaventava da morire!
Addirittura un giornale, l’Evening World, pubblicò una sorta di guida cautelativa, per insegnare agli uomini come riconoscere ed evitare quel tipo di donna, pericolosa e scandalosa! 
Per il pubblico era la "vamp", la vampira, una donna dissoluta e tentatrice, cari amici dei Mutzhi Mambo, che si divertiva a rendere gli uomini suoi schiavi, sbarazzandosene una volta che si era conquistata la loro devozione assoluta. 
Dalla metà degli anni dieci divenne celebre per le sue interpretazioni, dal gusto eccessivo ma certo di grande effetto, di eroine come Salomè, Cleopatra, Carmen e altre femme fatale; è stata inoltre una delle attrici ad aver interpretato, nei film in bianco e nero, la zingara Esmeralda, personaggio del romanzo di Victor Hugo “Notre Dame de Paris”. 
Girò più di quaranta pellicole (la quasi totalità delle quali andate perdute) e, per un decennio, fu l’attrice più popolare e pagata del cinema, prima che la nuova moda “alla maschietta” (simbolo della bellezza nell’età del Jazz) non soppiantasse il suo lugubre fascino.

Theodosia Burr Goodman (così all’anagrafe) nasce a Cincinnati il 29 luglio del 1885 da un'agiata famiglia ebraica. 
Dopo aver esordito in parti secondarie, viene lanciata dal produttore William Fox in “La Vampira” (1915): ha già 29 anni, ma ne dichiara 25. 
Il suo nome di scena sembra sia derivato da soprannome di quando era piccola, ma la produzione si affretta a spacciarlo come l'anagramma di "Arab Death", la "morte araba", facendo circolare la voce che fosse la figlia di uno sceicco arabo e di un'attrice francese! 
Pura lussuria, insomma! 
Tra l'altro il termine "vamp" per indicare le zozzone misteriose nasce proprio a seguito del film, tratto da "The Vampire" di Rudyard Kipling. 
Per mantenere l’alone di mistero che la produzione aveva creato intorno a lei, gli viene imposto di indossare il velo in pubblico e di concedere interviste solo al buio. 
Nella sua carriera incarna esclusivamente la parte della maliarda pericolosa, della sciupamaschi, dell'occulta seduttrice in diverse pellicole (la maggior parte delle quali irrimediabilmente andate perdute nel '37, nel rogo degli archivi della Fox). 
Spesso va in scena vestita in modo estremamente succinto, con la scusa dell'esotismo, accendendo i bollori dei maschi "belle epoque" (e, siamo sicuri, anche di qualche "signora"...) e, nelle interviste, ama assecondare la voglia di occultismo e morbosità che i media pretendono da lei. 
Tanto per irritare ancora di più i bigotti, si dichiara apertamente femminista. 
All'apice del successo, riesce a spuntare degli ingaggi da favola (si parla, per l'epoca, di 4000 dollari a settimana!), seconda solo a Charlie Chaplin. 
Fra i suoi film "Siren of Hell" (1915), di Raul Walsh, "The Devil's Daughter" (1915), di Frank Powell, "Sin" (1915), di Herbert Brenon, "Cleopatra" (1917), "The Tiger Woman" (1917), "The She Devil" (1918) e “When a Woman Sins” (1918), tutti di J. Gordon Edwards. 
Dopo l’inizio degli anni ‘20 il cinema diventa più mainstream e l’immagine di Theda risulta troppo sessualmente aggressiva per il pubblico delle “famiglie”; l’erotismo misterioso e cupo della Bara viene sostituito con quello semplice e innocuo della “ragazza della porta accanto”, impersonato da nuove star come Clara Bow e Mary Pickford. 
La pubblicità sfrenata anticipa la caduta divistica. 
Il pubblico, ormai stanco del suo agire carico, sofisticato ed eccessivamente esotico, la abbandona. 
Il personaggio della vamp è ormai tramontato per far spazio a quello della maschietta simbolo dell’età del jazz. 
Eresia! Le sale cinematografiche che proiettano i suoi film diventano involontariamente luoghi di raccolta per platee dedite a derisioni, fischi e fragorose risate a lei indirizzate
La Fox non le rinnova il contratto ma la nostra Theodosia, sfruttando la sua ormai consolidata immagine da Vamp, inizia una nuova carriera a Broadway.
L'ultima sua apparizione sul grande schermo è in "Madame Mystery" (1926), per la regia di Stan Laurel, in cui praticamente parodizza se stessa. 
Dopo un decennio di ribalta ha la decenza di ritirarsi dalle scene (anche perché sono cambiati i "gusti" del pubblico) evitando di sottoporsi allo spietato giudizio del tempo, che con le dive è sempre particolarmente severo... 
Muore accanto al marito (che aveva sposato nel 1921) per un cancro allo stomaco il 7 aprile del '55, a 69 anni. 
Il suo fulgido esempio, coscientemente o no, è rimasto il modello di tanto fashion gotico a venire, da Morticia a Marylin Manson, da Siouxsie a Uma Thurman....
Onore alla prima Dea delle Dee!

“Kiss me, my fool!” 
The Vampire/Theda Bara - La Vampira

Almanacco Pulp dei Mutzhi Mambo

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