Oggi si va sullo squallido forte, cari amici dei Mutzhi Mambo, oggi si parla di papponi, ruffiani, magnaccia…
Non facciamo i moralisti, nel bene o nel male sono una categoria anche loro, a loro modo molto ma molto Pulp…
Oggi, appunto, omaggiamo il “re” dei Pimp, l’immagnifico ICEBERG SLIM, il più famoso magnaccia di tutti!
Chiaramente non lo celebriamo per il suo famigerato “mestiere” ma perché ha saputo mettere a “frutto” le sue “esperienze” scrivendo una serie di romanzi in cui rivive fulgida la vera vita di strada, quella più marcia e disperata.
Ha ispirato l’immaginario blacksplotation nonché diversi scrittori Pulp (fra cui Irvine Welsh, che è un suo grande ammiratore) e, soprattutto, verrà amato da diversi rapper, basti pensare che Ice T e Ice Cube hanno ripreso il loro nome da lui (addirittura Ice T gli dedicherà nel 2012 un documentario).
Per essere onesti, pur avendole dato i crismi della legittimità, Iceberg non è stato il responsabile per il rinnovato glamour della figura del pappone, specie in ambito hip hop e gangsta rap.
La figura del magnaccia era già stata esaltata e vilipesa nella cultura afro-americana per più di un secolo, spesso attraverso racconti, canzonacce oscene e filastrocche zozze.
Ciò che Slim fece fu prendere l'immagine stereotipata del magnaccia e umanizzarla, contestualizzandola in un ambiente urbano sordido, e identificandola con vigorosi personaggi da strada, per dargli spessore, storia e dimensione, descrivendo la brutalità disumanizzante del "lavoro".
E lo fece nel periodo più “caldo”, quando i ghetti erano in rivolta e la cultura “nigger” era diventata un oggetto di interesse e fascino a livello mondiale.
Ma allora perché, se il suo occhio non era certo accondiscendente verso la prostituzione, i giovani papponi leggevano i suoi libri per trovare consigli su come diventare i meglio ruffiani?
Chiaramente, spenta l’eco della contestazione, per i suoi scritti è rimasta solo l’attenzione morbosa verso i dettagli più truci della vita sul marciapiede.
Di tutta la sua produzione più “politica”, legata al movimento delle “Pantera Nere” si sono perse infatti le tracce…
Diciamo che Slim, un po’ come Bukowski, Himes o Bunker, in altri ambiti, vanta il fascino di chi, quel tipo di vita, l’ha fatta davvero, in prima linea.
Il suo stile riflette alla perfezione il linguaggio del ghetto: sporco, crudo, violento ma non forzato, anzi capace di slanci di vera poesia.
Dopotutto si parla di papponi, puttane, spacciatori, delinquenti, disperati, mica dei fighetti del quartieri alti…
Robert Lee Maupin (così all’anagrafe) nasce a Chicago, nell'Illinois, il 4 agosto del 1918.
Trascorre la sua infanzia a Milwaukee, nel Wisconsin e a Rockford, nell'Illinois, fino al suo ritorno a Chicago.
Quando sua madre, una cameriera, viene abbandonata da suo padre, apre un salone di bellezza e lavora come domestica per arrotondare.
I sacrifici della madre permettono al giovane di compiere un percorso di studi che i suoi coetanei del ghetto manco si sognano, specie i figli di una ragazza madre... però il fatto che la mamma sia sempre fuori per lavoro è per Slim una vera iattura: viene infatti abusato dalla baby sitter.



Nonostante che Iceberg in seguito esprima più volte gratitudine per la madre, in realtà non la perdonerà mai per aver mollato il patrigno a cui si era affezionato e, soprattutto, per averlo lasciato solo in balia della tata aguzzina: sembra sia proprio questo rancore verso la figura materna a fargli odiare le donne e a spingerlo verso la professione di magnaccia.
Slim frequenta la Tuskegee University, in Alabama ma dopo aver trascorso un po’ troppo tempo nelle strade del quartiere, presto inizia a farsi e a contrabbandare.
Chiaramente dall’università viene espulso subito…
Visto che è così affascinato dalla vita da strada, sua madre cerca di convincerlo a diventare un avvocato, in modo da poter vivere onestamente continuando a frequentare i ragazzi del ghetto a cui è tanto affezionato, ma il nostro, vedendo i magnaccia pieni di grana che portano le loro donne nel salone di bellezza di mammà, è molto, molto più attratto dal modello “protettore”…
Slim inizia a sfruttare le prostitute a 18 anni e continuerà fino a 42 anni: a suo dire, durante la sua carriera ha “protetto” più di 400 donne, sia bianche che nere.
Si fa conoscere per il suo sangue freddo, per il suo temperamento gelido e per la sua magrezza: ha la reputazione di stare calmo in situazioni critiche e si guadagna il soprannome che lo ha reso famoso, Iceberg Slim.
Chiaramente non è certo un bonaccione con le sue donne: se non rigano dritto e non portano a casa la pagnotta, le mena con grucce di metallo!
Spietato e vizioso, Iceberg diventa amico dei più famosi pappa del periodo ma alla lunga finisce in gattabuia: a metà anni ’40 viene imprigionato nel penitenziario di Leavenworth, dove passa il tempo leggendo Freud, Jung e altri testi di psicologia.
Queste proficue letture però, non gli servono per redimersi o per farsi una cultura: le sfrutta, una volta fuori, per soggiogare meglio le “sue” ragazze.
Nel 1961, dopo aver scontato 10 mesi di isolamento in una prigione della contea di Cook, decide che è tempo di ritirarsi: si rende conto di essere troppo vecchio per la vita da magnaccia, incapace di competere con i più giovani e spietati papponi e di tener testa a ragazze sempre più ciniche e scafate.
Si trasferisce a Los Angeles, si riconcilia con la madre e cambia il suo nome in Robert Beck, prendendo il cognome dell'uomo con cui la mamma è sposata in quel periodo.
Incontra Betty Shue, che diverrà sua moglie e la madre delle sue tre figlie, mentre lavora come venditore di insetticidi.
Ed è proprio Betty ha incoraggiare il nostro a scrivere la storia della sua vita in forma di romanzo, e lo aiuta a buttar giù, sporadicamente, alcuni capitoli di bozza.
Sembra però che sia un fantomatico scrittore bianco, conosciuto dal nostro mentre gli disinfestava la casa dagli scarafaggi, ad interessarsi alla biografia di Slim,
Iceberg si convince però che l'uomo, a cui in seguito si riferirà solo come "il Professore", stia cercando di rubargli le idee per pubblicare poi un romanzo per conto suo, così interrompe la collaborazione e finisce il libro da solo.
All’editor Bentley Morris della Holloway House “Il Pappa” piace e l’autobiografia romanzata di Slim esce nel 1967.
La critica è divisa: alcuni lodano il linguaggio crudo e la capacità dell’autore di ricreare le squallide atmosfere del ghetto e la brutalità della prostituzione, senza sconti né agiografie, accostando il libro alle opere di denuncia di Eldridge Cleaver e Malcolm X; altri sottolineano la pessima influenza che può avere un testo che celebra i magnaccia sui lettori.
“Il Pappa” va comunque benissimo, principalmente presso il pubblico nero: nel 1973 era già stato ristampato 19 volte e aveva venduto quasi 2 milioni di copie.
Viene tradotto in tedesco, francese, italiano, portoghese, spagnolo, olandese, svedese, finlandese e greco.
Tuttavia, i lettori del libro rimangono prevalentemente i neri.
Il secondo capitolo della cosiddetta “Trilogia del ghetto” è “Trick Baby” (1967), un romanzo che narra la storia di un “negro bianco”, nezzo nero, mezzo irlandese, che sopravvive di espedienti e piccole truffe nel ghetto.
Il terzetto si chiude con lo splendido “Black Mama. La Vedova Nera” (1969), la straziante “avventura” di una Drag Queen di colore, fra povertà, violenze e stupri.
È probabilmente il capolavoro di Slim, in cui il nostro, pur non rinunciando al suo solito linguaggio aspro e realistico, tratteggia una storia dalla portata “universale” sulla disperazione e la cattiveria umana.
Beck ha scritto altri 4 romanzi, un'autobiografia (”The Nacked Soul of Iceberg Slim” 1971) e una raccolta di storie, tutti per ora inediti in Italia.
Nel 1976, Slim pubblica il curioso album “Reflections”, nel quale recita in prima persona alcuni passaggi della sua autobiografia su una base musicale funky suonata dai Red Holloway Quartet.
Si risposa con Diane Millman nel 1982.
Il romanzo “Trick Baby” viene adattato sul grande schermo nel 1972: diretto da Larry Yust, pur essendo una produzione indipendente, incassa benissimo e si becca pure critiche positive.
Recentemente sono stati opzionati pure “Il Pappa” (dalla HBO) e “Black Mama” ma per ora non hanno fatto uscire nulla.
Pur essendo uno degli autori afroamericani più venduti in assoluto, gli ultimi anni di Slim sono funestati da preoccupazioni finanziarie e dal deterioramento della salute, a causa del diabete.
Povero in canna, muore per insufficienza epatica il 28 aprile 1992, all'età di 73 anni.
L’ultima moglie e le tre figlie avute dal precedente matrimonio hanno fatto una sacrosanta causa all’editore Holloway House che pare si sia intascato la maggior parte delle royalties delle opere di Beck.
È proprio una maledizione, per i neri, quella di prenderlo sempre nel culo dagli editori….
Onore a Iceberg Slim!
Scusate ma ora il pezzo di Lando Fiorini ci sta proprio a pennello:
“…La societa' dei magnaccioni
la societa' della gioventù
a noi ce piace de magna e beve
e nun ce piace de lavora'
Portace 'nantro litro
che noi se lo bevemo
e poi jarrisponnemo
embe' embe' che c'è
E quanno er vino embe'
c'arriva al gozzo embe'
ar gargarozzo embe'
ce fa 'n figozzo embe'
pe falla corta pe falla breve
mio caro oste portace da beve
da beve da beve.”
Lando Fiorini – La Società dei Magnaccioni