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FAMOLO STRANO

Ahiahiahi, cari amici dei Mutzhi Mambo, stavolta vi abbiamo beccato proprio in fallo! (e perdonate il greve gioco di parole…).
Oggi puntatona speciale dedicata ai nostri amici e alle nostre amiche più malati/e più morbosi/e, più feticisti/e, insomma: per tutti/e gli/le appassionati/e di tacchi a spillo vertiginosi, corsetti iperattillati, frustini, legacci, mistress, manette, bondage, submission, BDSM e altre “bizzarre” amenità del genere, siamo orgogliosi di presentare un vero pioniere!
Signore e Signori, il grande JOHN WILLIE!

John Willie20Dopo l’antesignano Charles Guyette, John Willie è stato uno dei primi ad incentrare la sua opera sul feticismo, dettando le basi dell’estetica sadomasochista che ancora oggi va per la maggiore.
Fotografo, illustratore e fumettista, lo ricordiamo per aver disegnato pin-up per le copertine di riviste come “Flirt” e “Beauty Parade”, per aver curato la rivista “Bizzarre” (di breve vita ma di impatto incommensurabile), ma anche per il fumetto “Gwendoline” e per “Dear Jim”, piccolo manuale sulla tecnica del bondage strutturato come un lungo epistolario. 
Chiaramente non è roba per tutti i gusti e a qualcuno potrà anche dare fastidio ma non cadete nella trappola di considerare i suoi lavori come misogini o comunque sessisti
Certo, ad uno sguardo superficiale, le sue possono sembrare delle ossessive (e, diciamolo, pure un po’ ripetitive) apoteosi della tortura e del sadismo ma Willie è stato un vero pioniere della libertà di espressione, soprattutto in ambito sessuale: le sue pulzelle legate, frustate e umiliate (per tacere di quelle che le legano, le frustano e le umiliano) sono anzitutto un manifesto contro il puritanesimo bigotto (quello sì davvero malato) che intende relegare la vita sessuale in un ambito “sporco”, “sbagliato”, un lato da reprimere e soffocare nelle “famiglie perbene”.
Basti considerare che Willie sceglieva le sue modelle prima di tutto in base alla loro bravura come attrici, visto che era difficile farle apparire tristi e infelici quando lavoravano per lui.
Il suo studio infatti era sempre piuttosto allegro, assolutamente diverso dalle pesanti atmosfere di violenza che ricreava nelle sue opere.
Perché una volta di più il nostro Willie ci insegna che il male e il bene sono prima di tutto annidati nel nostro cervello.
“La malizia è nell’occhio di chi guarda”, recita un vecchio adagio…
E questo John Willie lo aveva capito benissimo!

John Alexander Scott Coutts (così all’anagrafe) nasce il 9 dicembre del 1902 a Singapore, da una famiglia britannica di classe media.
Tornano nel Regno Unito l’anno successivo ed il nostro finirà per frequentare il Royal Military College, a Sandhurst. 
Diventa secondo tenente nei Royal Scots, ma viene costretto a dimettersi nel 1925 quando sposa una hostess di night club, Eveline Fisher, senza il permesso del suo ufficiale comandante.
Emigra quindi con sua moglie in Australia, dove il loro matrimonio finirà con il divorzio nel 1930. 
Dopo essersi trasferito in Australia, a Brisbane, John entra a far parte di un High Heel Club locale, una comunità di "amanti dei tacchi" e altri feticisti. 
Incontra la sua futura seconda moglie, Holly Anna Faram, nel 1936 e la coppia si sposerà nel 1942. 
Holly diventa per lui una musa ispiratrice e spesso gli farà da modella.
Grazie alla possibilità di accedere agli indirizzi dei soci dell'High Heel Club, Willie inizia a produrre e commercializzare le sue illustrazioni e fotografie che vende esclusivamente per corrispondenza a selezionati acquirenti (anche perché coi suoi lavori, rischia davvero di finire in gattabuia). 

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Mentre prosegue col suo “hobby”, si barcamena facendo i più disparati lavori ma alla fine riesce a fondare un'azienda per produrre calzature da donna piuttosto “ardite”, chiamata "Achille".
Nel 1945, Willie si trasferisce in Nord America, mentre la moglie sceglie di rimanere in Australia (dove morirà nel 1983 all'età di 70 anni). 
Il nostro desidera stabilirsi a New York, ma viene costretto a rimanere a Montreal, in Canada, per circa un anno a causa di problemi legati all’immigrazione. 
La rivista “Bizarre” inizia le sue semiamatoriali pubblicazioni alla fine del 1945, mentre il nostro è ancora in Canada.
Cura la rivista con lo pseudonimo di "John Willie", il nome d’arte che manterrà per tutta la sua carriera. 
Viene introdotto nel mercato fetish americano clandestino da Charles Guyette e in seguito lavorerà con Irving Klaw, il famigerato produttore BDSM, pigmaglione di note Pin-up underground come Bette Page, che in seguito verrà condannato per oscenità.
Willie invece, nonostante i contenuti non certo da educanda della sua rivista, sarà sempre in grado di eludere la censura, i sequestri e gli ordini di cessare le pubblicazioni, perché è abbastanza scaltro da evitare nudità, omosessualità, violenza palese o cose che potrebbero essere lette come perverse o immorali e che potrebbero classificare “Bizzarre” come prodotto da vietare, censurare o bloccarne la circolazione.
Certo, in questi ambiti (e in quei contesti) la linea di demarcazione tra “osceno” e “non osceno” è piuttosto sottile ma il nostro si dimostrerà così abile (e fortunato, il che non guasta mai...) da non farsi mai prendere in castagna.
Per quello che riguarda i fumetti, il suo personaggio più famoso è senza dubbio la “Dolce Gwendoline”, le bizzarre avventure fetish di un’ingenua ragazza costretta alle più aberranti umiliazioni che Willie disegna col suo inconfondibile stile un po’ legnoso che influenzerà autori successivi del calibro di Gene Bilbrew ed Eric Stanton. 
Altri personaggi includono U69, la dominatrice dai capelli corvini che ama vessare e torturare Gwendoline e Sir Dystic d'Arcy, l'unico personaggio maschile di spicco e probabilmente un’autoparodia dello stesso Willie. 
“Le avventure della Dolce Gwendoline” vengono pubblicate nella rivista per ragazze di Robert Harrison, “Wink”, dal giugno 1947 al febbraio 1950.

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“Bizzarre” continuerà le sue pubblicazioni per una ventina di numeri, a intervalli irregolari, dal 1946 al 1959. 
La rivista include molte fotografie, spesso della moglie di Willie, e disegni di costumi, alcuni basati su idee dei lettori. 
Vengono pubblicate anche molte lettere dei lettori: a questo proposito, il nostro verrà accusato di averle inventate di sana pianta ma lui insisterà sempre sulla loro autenticità.
Questa rubrica della posta tratta simpatici argomenti come tacchi a spillo, schiavitù, feticismo di arti amputati, sadomasochismo, travestitismo, corsetti iperstrizzati e modifiche del corpo. 
La rivista viene completamente sospesa dal 1947 al 1951. 
Nel 1956 John decide di rinunciare a pubblicarla e lo stesso anno la vende a qualcuno descritto solo come REB, che pubblicherà altri sei numeri prima che “Bizarre” chiuda definitivamente i battenti nel 1959. 
Nel numero 23, Mahlon Blaine viene presentato dall'editore come l'artista che sostituirà Willie come illustratore principale. 
John si trasferisce a Hollywood, in California, dove, nel 1961 si ammala di tumore al cervello ed è costretto a interrompere la sua attività di vendita per corrispondenza. 
Purtroppo decide di distruggere i suoi archivi e se ne torna a casa in Inghilterra, dove morirà nel sonno il 5 agosto del 1962.
Willie verrà interpretata da Jared Harris nel film “The Notorious Bettie Page” (2006), dove viene descritto un immaginario incontro tra il nostro e la Page.
Ora non resta che tirare fuori dall’armadio tutto l’armamentario (tacchi, vestiti in lattice, frustini, corde, guêpière) ed apprestarsi a celebrare degnamente il “Re” del fetish.
Siamo sicuri che lo fareste contento…
Onore a John Willie!

Nota a margine: dal fumetto di John Willie è stato tratto "Gwendoline", un film erotico francese del 1984, diretto da Just Jaeckin (quello di "Emmanuelle" e "Histoire d'O"), con la vigorosa Tawny Kitaen nel ruolo dell'ingenua biondina. Mah...

"Per quanto riguarda il sesso, l'ignoranza è terrificante, perché per secoli coloro che non sono stati in grado di soddisfare se stessi, se non negando il piacere agli altri, hanno insegnato generazione dopo generazione che" il sesso è un tabù ". Non c’è da pensarci né da discuterne: il sesso è una cosa terribile, ma va bene purché non ti piaccia. Se hai altre idee sull'argomento, sei un pervertito. La base di una società decente è una casa felice. I matrimoni si rompono quasi invariabilmente a causa del sesso. Quello che fai o non fai sono affari tuoi, tutto ciò che conta è che il divertimento sia reciproco, e il tempo per discutere di queste cose è prima che tu arrivi ad autoreprimerti. C'è un partner adatto per tutti da qualche parte, ma la ricerca sarà difficile fino a quando non potremo discutere dei nostri gusti e antipatie, apertamente, di buon gusto, senza la minaccia di essere marchiati dagli standard di uno Stato di polizia.”
John Willie

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