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ATTENTI ALLE CURVE

Oggi finalmente un bell'Almanacco che farà fibrillare i cari amici maschietti dei Mutzhi Mambo (ma siamo sicuri, anche qualche amica...), grazie alle portentose curve della fantastica JOI LANSING! 
Saranno i "bollori" di agosto, sarà che il caldo ci fa stare più "leggeri", sarà che oggi ci vogliamo prendere meno sul serio (?), sarà che la topa tira sempre, saranno tutte queste cose insieme....
Ma chissenefrega, oggi ci vogliamo lustrare gli occhi ricordando quella sventola di Joi Lansing! 

Joi Lansing21Questa meraviglia della natura non era certo un’attrice memorabile, non certo una musicista imprescindibile (anche se come cantante era proprio brava), ma come gnocca è entrata di diritto nella storia! 
Insieme a pupe come Jane Mansfield, Mamie Van Doren e, naturalmente, Marilyn Monroe, era la quintessenza della "bombshell", l'incarnazione della bellezza maggiorata di quegli anni, un’icona bionda del sesso! 
Purtroppo il destino (e troppo silicone contro la caduta del "parapetto"...) ha voluto portarcela via troppo presto, vittima proprio di quel seno che aveva fatto la sua fortuna...

Joy Rae Brown (cosi all'anagrafe) nasce a Salt Lake City, nello Utah, nel 1929, figlia di un venditore di scarpe che, per arrotondare, faceva pure l'orchestrale, e di una casalinga.
A 11 anni si trasferisce con la famiglia a Los Angeles e inizia precocemente il suo lavoro da pin-up. 
A 14 anni ha già firmato un contratto con la MGM e completa la sua carriera scolastica direttamente nello studio cinematografico. 
Dopo la solita trafila nei manifesti pubblicitari, dal '47 inizia ad apparire in diverse produzioni di serie B, spesso per pochi minuti e raramente citata nei crediti. 
Certo, con le sue curve, si fa notare lo stesso....
Le sue parti più consistenti sono nel crime “Hot Cars” (1956), di Don McDougall, in “Hot Shots” (1956), di Jean Yarbrough, una commediola coi Bowery Boys, degli imitatori di Gianni e Pinotto, la bionda che sente il "tic-tic" nella testa (in realtà una bomba piazzata nella macchina) nella celeberrima carrellata iniziale de "L'infernale Quinlan"(1958), il fondamentale noir firmato Orson Welles, la moglie di un astronauta nel classico di fantascienza di serie B "Queen of Other Space” (1958), di Edward Bernds, al fianco di Zsa Zsa Gabor (altra mitica biondona), un'altra particina in un altro film fantascientifico, "The Atomic Submarine" (1959), di Spencer Gordon Bennet, un'altra nella commedia "Patto a tre" (1965), di Jack Donohue, con Frank Sinatra e Dean Martin. 
Perde le sue occasioni d'oro quando viene accantonato l'episodio pilota (diretto da Orson Welles in persona!) di una serie televisiva che la doveva vedere protagonista e quando non la scelgono per sostituire la povera Jane Mansfield, drammaticamente deceduta, nell' horror "The ice house". 

Joi Lansing24Le sue due ultime apparizioni sul grande schermo sono i trashissimi "Hillibillys in a haunted house" (1967), di Jean Yarbrough, una commedia musicale a tema orrorifico con John Carradine e i vecchi Lon Chaney e Basil Rathbone a fine carriera, e "Bigfoot" (1970), di Robert F. Slatzer, un terribile film di fantascienza a bassissimo costo sempre con Carradine padre e i figli di Robert Mitchum. 
Un po' meglio le va con la televisione: un Perry Mason, un episodio di Superman, un ruolo semifisso in "The Beverly Hillibillies", qualche altra particina in qua e in la ma sempre poca roba. 
Molto meglio la musica invece! 
La nostra Joi, oltre ad avere un fisico della madonna, ha una voce niente male, very-very sexy, e avrà una discreta carriera come cantante di night club. 
Intraprende anche un tour insieme a Bob Hope, per intrattenere i militari americani.
Tra l'altro, incide un album a suo nome nel 1965 (genere Swing - musical da sciantosa provocante) ed è protagonista di un paio di scopitones, sorta di antenati dei videoclip musicali che venivano proiettati su degli appositi juke box. 
In giro potete vedere "The Web of Love" e "The Silencer" e apprezzare le doti (non solo canore) di questa bambolona atomica. 
Come gia detto, ci lascerà troppo giovane, il 7 agosto del 1972, per un maledetto cancro al seno (e pensare che era una mormone, niente fumo, niente alcol...).
Probabilmente le siringhe di silicone che, a metà anni '60, ha iniziato a iniettarsi da sola per far star su le tette, hanno dato il loro contributo...
Non ha avuto di certo una carriera irresistibile la nostra Joi ma ad un "balcone" del genere si può pure evitare di chiedere altro…
Onore a Joi Lansing!

Joi Lansing5Nota a margine: Nel 2015 l'ex modella e ballerina Alexis Hunter ha pubblicato il libro "Joi Lansing: A Body To Die For", in cui narra della sua relazione saffica durata tre anni con la nostra Joi, iniziata sul set di "Bigfoot", dove la ragazza faceva una comparsa travestita da scimmiona. Per mascherare la cosa la Hunter veniva fatta passare per Rachel Lansing, presunta sorellina dell'attrice (cosa abbastanza semplice, visto che erano entrambe bionde e bellocce). Ora chiaramente non ci interessa questo tipo di gossip ma il libro è pieno di dettagli sulla vita degli attori di serie B e, attraverso l'esperienza della Lansing, si può farci un'idea di quella che doveva essere la frustrazione di una star quando inizia a declinare (e quando non può viversi la sessualità come gli pare e piace...).

A questo punto, chi potevamo citare, se non il grande Fred Buscaglione, per celebrare degnamente questa "bambola"?

“Mi trovavo per la strada circa all'una e trentatrè,
L'altra notte mentre uscivo dal mio solito caffè,
quando incontro un bel mammifero modello "centotrè"
fiuuu-fiuuu
Che bambola!
riempiva un bel vestito di magnifico lamé,
era un cumulo di curve come al mondo non ce n'è,
che spettacolo, le gambe, un portento, credi a me,
fiuuu-fiuuu
Che bambola!..."
Fred Buscaglione - Che Bambola

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