“Una vita per il cinema, una vita per la moto” recita una nota canzone di Elio e Le Storie Tese dedicata al personaggione che oggi andiamo ad omaggiare.
Però, più che per il cinema e la moto, l’infaticabile JOHN HOLMES ci sembra abbia speso la vita in ben altro...
Avete capito bene, cari amici dei Mutzhi Mambo, oggi festeggiamo nientepopò di meno che il divo del porno per eccellenza: il primo, l’inimitabile, l’impareggiabile John Holmes, l’attore più “lungo” di tutti!
E non perché fosse alto….
“Mr. 35 cm”, questo era infatti il suo soprannome; un soprannome meritato, come si dice, sul “campo” (in realtà i centimetri erano “solo” 32, come verrà confermato dal vibratore messo in commercio e modellato sul calco del suo pisello ma poco importa…).
Per il cinema a luci rosse John Holmes ha avuto lo stesso impatto di quello che ha avuto Elvis Presley nel rock’n’roll: è stato il Re, il Numero Uno!
Chiaramente, il nostro Holmes non viene qui ricordato per le sue misure (che casomai possono incuriosire le nostre care amiche dei Mutzhi Mambo, o al limite, perché no?, qualche amico) e neanche per le sue “doti” di attore o per la “qualità” dei film che ha “interpretato” (giusto la serie hard-poliziesca “Rings of Passion”): John Holmes viene qui celebrato in primis perché ha reso definitivamente “mainstream” un genere reietto come la pornografia, e poi perché la sua vita è stata veramente degna di un romanzo Pulp, ma di quelli duri, trucidi, talmente esagerati da risultare forzati e inverosimili!
Ci ha lasciato che non aveva ancora compiuto 44 anni, ma aveva già alle spalle un passato di adolescente maltrattato, informatore della polizia, galeotto, tossico all'ultimo stadio, spacciatore, magnaccia, topo da appartamenti, prostituto e malavitoso sospettato di omicidio.
L'unico posto dove “rendeva” bene, dove era a suo agio (almeno fin quando la sua vita di eccessi glielo ha permesso) era il set: gli bastava abbassare le mutande e mostrare l’abbondantissimo dono ricevuto da madre natura, che tutti i peccati erano redenti, tutti gli errori dimenticati…
È stato capace di girare oltre 2000 film hard (tra corti amatoriali e produzioni internazionali), ha trombato più di 3000 donne (lui diceva 14000!), ha fatto soldi a palate e se li è sputtanati tutti; la sua vita ha ispirato pellicole, canzoni, romanzi, biografie più o meno autorizzate e documentari.
Ripetiamo: piaccia o no cosa faceva, è stato davvero il numero uno!
John Curtis Estes (così all’anagrafe) nasce ad Ashville, in Ohio, l’8 Agosto 1944.
Suo padre (che non ha mai conosciuto) è un ferroviere, la madre una casalinga bigotta.
Abbandonata dal marito, la madre si risposa con Edward Holmes, un alcolizzato già padre di quattro figli; di conseguenza il piccolo John assume legalmente il cognome del patrigno.
A 16 anni si arruola volontario nell’esercito e, prima di essere congedato con onore, fa servizio in Germania come fante.
Tornato a casa, si barcamena in diversi lavoretti e proprio mentre svolge uno di questi impieghi occasionali come autista di ambulanze, conosce e sposa un'infermiera.
Trova un lavoro da operaio in un magazzino ma il posto è freddo e Holmes si ammala spesso.
Durante un periodo di convalescenza, in un locale fa l’incontro destinato a cambiargli la vita e la storia stessa del cinema: un fotografo, facendo pipì accanto a lui nel bagno del club, resta folgorato dalle dimensioni del membro di Holmes e gli propone di posare per alcune foto.
Da lì alla pornografia, il passo è breve: all'inizio la sua attività è clandestina e cerca di mantenere l’anonimato ma con un’ “attrezzo” così imponente gli è difficile non farsi “riconoscere”…
Quando il film “Gola Profonda” sdogana il genere a luci rosse, la carriera di Holmes decolla.
Fra le sue prime prove, si segnala “Zodiac Rapist” (conosciuto anche come “Zodiac Killer” – 1971), un porno – horror in cui il nostro fa la parte del famigerato serial killer dello Zodiaco.
Con la serie di film porno – polizieschi iniziata nel 1973, in cui interpreta un investigatore privato di nome Johnny Wadd, diventa un vero e proprio divo: sembra che nel 1978 arrivi a guadagnare qualcosa come 3.000 dollari al giorno!
Oltre alle dimensioni, giovano alla popolarità di Holmes le sue reali doti di attore, in un epoca in cui i registi dei porno si sforzano ancora di imbastire uno straccio di trama.
Inoltre, nonostante lo spaventoso strumento di lavoro, è amatissimo dalle colleghe, che lo considerano “un vero signore”, sempre premuroso e molto attento a non “squartarle”!
Chiaramente sono anni in cui il mondo della pornografia è assolutamente contiguo a quello della mafia e la polizia tiene d’occhio il nostro: appena ne hanno l'occasione, lo arrestano per sospetto sfruttamento della prostituzione.
L’accusa gli contesta il fatto che obblighi a battere una sua “fidanzatina di 16 anni ma in realtà sembra sia stata una messinscena imbastita per farlo cantare.
Come da copione, Holmes se la fa sotto e per uscire dai guai si trasforma in informatore, pronto a fornire notizie preziose sui rapporti fra malavita e mondo a luci rosse.
Il più grosso problema di Holmes è però, la sua bestiale tossicodipendenza: neppure i suoi grossi guadagni ormai gli bastano per comprarsi tutta la cocaina che si pippa!
Diventa un vero delinquente: spaccia, si prostituisce con uomini e donne, sfrutta le ragazze, ruba automobili.
Il fondo lo tocca quando, in combutta con i criminali della cosiddetta “banda di Wonderland” (dall'indirizzo di Los Angeles dove si riuniscono i suoi membri: 8763 Wonderland Avenue), organizza un colpo ai danni di un suo amico, il boss Eddie Nash, proprietario di locali notturni e trafficante di droga.
Armati e mascherati, Holmes e gli altri penetrano in casa sua, lo pestano e gli rubano droga e denaro.
Nash, un tipo pericolosissimo con cui è meglio non scherzare, capisce subito che a tradirlo è stato proprio Holmes.
Due giorni dopo, una spedizione punitiva arriva in Wonderland Avenue e uccide a sprangate quattro dei responsabili del furto.
L’appartamento sembra un mattatoio: un poliziotto della scientifica arriva a dichiarare che non ha mai visto nulla di simile.
È considerato uno dei massacri più efferati della storia di Los Angeles.
Nell’appartamento rilevano delle tracce di Holmes che in seguito viene arrestato: rischia una condanna per omicidio ma le prove definitive del suo coinvolgimento diretto nella spedizione punitiva non vengono trovate.
Alla fine si fa solo 6 mesi di carcere ma i secondini lo costringono a diventare lo “strumento di tortura” con cui “calmare” i bollenti spiriti dei detenuti più “vivaci” e meno collaborativi.
Facile immaginare con cosa li “punisca” il buon John...
Una volta fuori torna sul set ma ormai non è più fisicamente in grado di sostenere i ritmi di un tempo: la cocaina, l’alcol e 8 pacchetti di sigarette al giorno alla lunga ammoscerebbero anche il più tosto dei “muscoli”.
Pur di guadagnare, lavora in alcuni film gay, dove viene contagiato dall’AIDS da un collega che di lì a poco muore.
John scopre di essere malato nel 1986, ma la sua reazione è assolutamente folle: non rivela a nessuno il fatto e rifiuta di curarsi, continua anzi a bere e a drogarsi allegramente.
Seguita a lavorare senza protezioni, rischiando di infettare i colleghi.
Tra coloro che lavorano con lui in quel periodo e che la scampa per miracolo c’è anche la nostra Ilona Staller con cui il divo americano gira un film in Italia.
Prima di morire sposa una pornostar, Misty Dawn che si occupa di lui gli ultimi tempi.
“Mr. 35 cm” ci lascia il 13 Marzo del 1988.
Come ultima volontà chiede di essere cremato per la paura che, dopo la sua morte, qualcuno lo eviri per conservare il suo fallo come trofeo.
Oddio, forse un orso imbalsamato in salotto sarebbe meno ingombrante…
Onore a John Holmes!
Nota a margine: Alla vita e alle vicende del nostro si è ispirato Paul Thomas Anderson per il bel “Boogie Nights” (1997), non una vera e propria biografia del nostro ma un affettuoso (a suo modo) omaggio a quegli anni pionieristici dell’industria pornografica. La torbida vicenda del furto a Nash e degli omicidi è invece ben ricostruita in “Wonderland” (2003), di James Cox, con uno strepitoso Val Kilmer nel ruolo di Holmes.
“Quando ero piccolo tutti mi sherzavano
Per le dimensioni del mio pene, ed io non stavo bene.
Soffrivo le pene per colpa del pene, ma più il problema non si pone:
Sì, perchè il pene mi dà il pane, son diventato un grande attore
E, benchè schiavo dell'amore, mi son comprato una moto.
E ora son schiavo della moto, non faccio più moto,
Infatti vado solo in moto,
Ma ora sono diventato un mito:
Ho rilanciato il film muto
Perchè sono muto,
E se vedrete il filmato sicuramente converrete con noi che questà è verità.
John Holmes, una vita per il cinema,
John Holmes, una vita per la moto…”
Elio e Le Storie Tese – John Holmes (Una Vita per il Cinema)