SOAP HORROR
Oggi si parla di culti, cari amici dei Mutzhi Mambo (ma non nel senso religioso del termine o almeno non eplicitamente religioso del termine…); soprattutto dei meccanismi assolutamente imprevedibili che rendono "di culto" un prodotto.
Il regista americano DAN CURTIS, di cui si celebra l'anniversario della nascita, è il classico esempio di come sia inafferrabile il processo che crea un “cult”.
Infatti raramente si possono prevedere gli esiti di una azione, specie nel mondo dello spettacolo (a parte i blockbusters di merda che viene deciso a priori quanto successo debbano avere in base al martellante, ossessivo e spaccacoglioni battage pubblicitario).
Ad esempio, prendiamo appunto il meccanismo per cui un film o un regista o un attore diventano "cult": di solito, normalmente, diventa "cult" il più bravo, il più bello, il migliore, il primo della serie, il più coraggioso, il più visionario...ma, come i nostri cari amici sanno bene, spesso diventano "cult" personaggi o prodotti per ragioni diametralmente opposte (e questi, in genere, sono quelli per noi più interessanti): i più brutti, i più poveri, i peggio realizzati, i più ridicoli, i più stupidi, i più volgari, i più estremi.
Il nostro Dan Curtis però non è stato né l'uno né l'altro, né un Kubrick né un Ed Wood, per intenderci, ma "di culto" lo è diventato lo stesso, eccome!
Ed essendo stato un regista senza infamia e senza lode, viene da concludere che in questo caso, sia stata la sua capacità di coniugare l’horror alla cultura pop, e di aver capito, fra i primi e senza snobismi, il potenziale del mezzo televisivo, a renderlo tale.
A volte la modestia e la lungimiranza pagano…
È conosciuto ai più per aver diretto il pluripremiato, patriotticone, costosissimo sceneggiato televisivo "Venti di guerra" ma il motivo per cui il nostro Dan fa capolino in questa rubrica risiede principalmente in un'altra ben più interessante serie televisiva che ha prodotto, la soap - opera horror “Dark Shadow", nonché in una manciata di divertenti film dell’orrore che ha realizzato, senza pretese ma capaci davvero di diventare pellicole di culto assoluto.
Scombinando così le carte di chi, i culti, vorrebbe costruirlo a tavolino…
Daniel Mayer Cherkoss (così all'anagrafe) nasce il 12 agosto del 1928 nel Connecticut.
Educato alla Syracuse University, inizia la sua carriera in televisione nel 1950 come venditore di spettacoli.
Essendo amante del golf, crea degli show a tema come "Challenge Golf" con Arnold Palmer e Gary Player nei primi anni '60, e successivamente "The CBS Match Play Golf Classic", che va in onda per un decennio.
Viene promosso nel settore creativo della televisione nel 1966, quando propone "Dark Shadows", una soap diurna su ABC.
Il programma va in onda dal 1966 al 1971.
Iniziata come serie melodrammatica "normale", piano piano inizia ad aggiungere elementi soprannaturali (zombi, mostri, streghe...) al plot e diviene molto popolare quando, dopo un anno dal suo inizio, appare il vampiro Barnabas Collins, interpretato da Jonathan Frid.
Nonostante sia una palla tremenda, va avanti per ben 1225 episodi, conta fans prestigiosi (Tarantino, Madonna, Tim Burton...) ed è considerata un capolavoro di estetica Camp.
Oltre che vari, fallimentari, tentativi di modernizzarla per rilanciarla presso le nuove generazioni, ha avuto il dubbio onore di una (inutilissima) versione cinematografica di Tim Burton, con Johnny Deep.
Altri film del terrore diretti dal nostro Dan sono: "La casa dei vampiri” (1970), “La casa delle ombre maledette” (1971), “Lo strangolatore della notte” (1972), “Il demone nero” (1973), “L'anello del mistero” (1973), “Giro di vite” (1974), gli spin-off di "Dark Shadow", "L'ululato del lupo" (1974), il bellissimo "Ballata macabra" (1976), con Oliver Reed, "Il demone nero" e il film a episodi "Trilogia del terrore" (1975), vero e proprio stracult con un'indimenticabile Karen Black.
Ha realizzato inoltre delle egregie riduzioni televisive dei classici dell'orrore come "Lo strano caso del Dr. Jeckyll e Mr. Hyde" (con Jack Palance), "Dracula" (una vera chicchina, adattato dal grande Richard Matheson, sempre col cupo Jack Palance nel ruolo del conte), "Frankenstein", e altri ancora.
Il suo piu grande successo è la serie “Venti di Guerra”, vero primo kolossal televisivo a sfondo bellico, programmato sulle televisioni di tutto il mondo nel 1983, con Robert Mitchum come protagonista.
Nel 1992 dirige la serie horror “Intruders”, anch’essa di ottimo successo.
Curtis muore, per un tumore al cervello, il 7 marzo del 2006, a venti giorni esatti dalla dipartita di sua moglie.
Come si è visto, in fondo il nostro non ha prodotto nulla di stratosferico ma, vista la pochezza media del mondo dello spettacolo televisivo, a volte già essere un onesto artigiano, con delle buone idee e un minimo di gusto per il macabro, basta per diventare un "cult"!
Onore a Dan Curtis!
E visto che oggi è pure il compleanno del simpatico ANDREA G. PINKETTS (12/08/1961-20/12/2018), recentemente scomparso, la citazione è tutta sua:
"Domanda: "Cosa c'è fuori dal bar?". Risposta: "Fuori dal bar c'è fuori dal bar". Non ci sono più bottiglie allineate sotto la specchiera. C'è il disordine e, se ti vuoi specchiare, devi farlo in una vetrina di un negozio. Le auto vanno chissà dove. Rallentano come belve domate da un semaforo... poi ripartono. I bambini escono dalle scuole dove li aspettano le mamme e i maniaci. Tra qualche anno li aspetteranno le fidanzate e gli spacciatori di droga. Meglio così. È bello avere qualcuno che ti aspetta. Fuori del bar c'è il resto del mondo con la sua colonna sonora di clacson e di "stronzo, io venivo da destra". Fuori dal bar sei più basso. Nel bar eri più alto del juke-box, fuori sei più basso del grattacielo di fronte. Fuori dal bar ci sono i mendicanti sciolti sugli angoli come pupù di cani dopo la pioggia. Fuori del bar c'è il sole o la luna, a seconda di a che ora esci dal bar, a testimoniarti che il tempo è passato mentre tu finivi la birra, e che diventerai vecchio, vecchio, coi capelli bianchi come la schiuma della birra che hai bevuto per non pensarci. Fuori dal bar ci sono i cani randagi, quelli che vorrebbero avere un collare e al momento, purtroppo, hanno solo le pulci. Fuori dal bar ci sono gli ubriachi: quelli che sono stati buttati fuori dal bar. Fuori dal bar c'è un deserto pieno di gente. Meglio stare nel bar."
Andrea G. Pinketts - Spara pure, è un papero, in Sangue di yogurt