ARRIVANO I MARZIANI!
Oggi andiamo sul classico, ma proprio classico - classico, perché oggi è l'anniversario della scomparsa di un capostipite.
Un inchino, prego, al grande H. G. WELLS, un genio visionario, un uomo il cui lavoro ha creato letteralmente dal nulla il nostro immaginario!
Autore di alcune delle opere fondamentali della fantascienza, Wells ha dato origine a molti temi che hanno caratterizzato questo genere in quanto tale, come ad esempio il "viaggio nel tempo" e l’ "invasione aliena".
Ma il nostro, cari amici dei Mutzhi Mambo, fu anche storico, sociologo e politologo e fa sorridere che proprio lui, convinto socialista utopico e assertore di un unico, pacifico “stato mondiale”, abbia scritto il romanzo cardine della paura dell’alieno, “La Guerra dei Mondi”, che venne poi abbondantemente usato come metafora del “pericolo rosso” proprio dagli anti-comunisti negli anni del maccartismo.
Attingendo alla sua fantasia da adolescente e alle sue erudite conoscenze scientifiche, il nostro Wells ha prodotto una serie di racconti con cui ha letteralmente codificato il genere sci-fi.
Accanto a Jules Verne è giustamente considerato il padre della fantascienza anche se rispetto allo scrittore francese, le sue opere risultano più distopiche, cupe, adulte.
Il futuro immaginato da Wells infatti non è il prodotto del progresso e dell'evoluzione di un'umanità lanciata verso vette sempre più ardite, come si pensava all'epoca, in pieno fervore positivista.
Non è un futuro ottimista e di certo non ha niente di rassicurante...anzi!
Herbert George Wells nasce in un sobborgo di Londra il 13 agosto del 1866, figlio di un piccolo commerciante che arrotonda i magri guadagni con le partite di cricket, e di una domestica iperbigotta.
In conseguenza ad un incidente, il dodicenne Herbert passa diverso tempo senza un cazzo da fare e quindi inizia a divorare i libri che gli procurano dalla vicina biblioteca: nella sua stanzuccia riiesce così a viaggiare per il mondo ignoto e affascinante delle terre esotiche e misteriose.
Lo iscrivono ad una scuola privata ma, quando il padre si rompe una gamba e non può più fare il giocatore professionista, al giovane Herbert tocca dare una mano in casa.
Dopo aver fatto l'apprendista in un'impresa di tessuti (13 ore al giorno, stipendio infame, per dormire una lurida branda nelle camerate all'interno della fabbrica), nel 1883 persuade i genitori a liberarlo dagli obblighi dell'apprendistato e, vista la sua prodigiosa preparazione pur essendo un semi-autodidatta, riesce a farsi accettare come allievo-insegnante in una scuola.
Vince poi una borsa di studio alla Scuola Normale di Scienze divenendo allievo del famoso professore di biologia Thomas Huxley, detto "Il Mastino di Darwin" per le sue idee evoluzionistiche (che, all'epoca, sono ancora considerate strambe); è in questo periodo che il nostro matura le sue idee socialiste utopiche e la sua critica agli "stati nazione", ipotizzando la creazione di un unico stato mondiale.
Ammalatosi il suo mentore, Wells inizia a trovarsi a disagio nella scuola (anche perché, con la sola borsa di studio, fa letteralmente la fame) e a contestare i professori che non gli vanno a genio.
Riesce comunque a laurearsi a pieni voti in zoologia e biologia.
I primi anni da insegnante sono veramente duri, si ammala pure di tubercolosi, da cui guarisce in modo naturale (all'epoca la penicillina era ancora dentro le muffe..) ma rimanendo con un polmone fottuto.
Nel 1891 si sposa la cugina, dopo una tresca durata quattro anni all'insaputa della zia, ma si dividono tre anni più tardi perché Wells perde la testa per una sua alunna, Amy Caterina, detta Jane, che gli darà due figli e gli perdonerà diverse scappatelle, prima di morire nel 1927.
Wells, contrariamente al cliché "secchione", è un vero donnaiolo: scrittrici inglesi, attiviste americane, segretarie russe, "signorine" di bordello; e vanta anche un paio di figli illegittimi.
Nel 1893, a causa di un'emorragia polmonare, deve abbandonare l'insegnamento ma per fortuna ormai la sua carriera di scrittore-giornalista sta decollando.
Come giornalista si distingue in articoli di divulgazione scientifica e sociologico-pedagogica ma è quello che pubblica come scrittore di romanzi che lo renderà giustamente immortale.
E si parla davvero di roba di importanza incalcolabile: "L'Isola del Dottor Moreau", prototipo dello scienziato pazzo che dà vita ad un esercito di mutanti (da cui furono tratti diversi film, tra cui il meraviglioso "L'Isola delle anime perdute" con Charles Laughton e Bela Lugosi), "L'uomo invisibile", sul tema della scienza corruttrice degli animi (anche da questo, diversi film, a cominciare dal classico omonimo di James Whale), "La macchina del tempo", con una visione del futuro assolutamente nichilista (da cui fu tratto il favoloso, trashissimo "L'uomo che visse nel futuro" di George Pal, coi mitici Morlocks!), "La guerra dei mondi", la prima invasione aliena dei marziani kattivi (anche da qui fu tratto un classico omonimo del cinema di fantascienza diretto da Byron Haskin e un costoso remake firmato Spielberg), "I primi uomini sulla Luna", dove un paio di scienziati da strapazzo arrivano sul nostro satellite e scoprono che è abitato dai Seleniti, razza aliena che vive come una colonia di insetti comandata da un cervello gigantesco (pure da questo un bel classicone cinematografico, "Base Luna chiama Terra" di Nathan Juran), e poi una copiosa messe di ottimi racconti.
Al di là delle ovvie ingenuità dovute al periodo, sono opere di una modernità sconcertante, di una lucida e terribile visione del futuro (Wells anticiperà, nei suoi scritti, sia la Seconda guerra mondiale, sia la bomba atomica) che offrono un'immagine di un avvenire agghiacciante, spaventoso, in cui l'uomo non riuscirà più a dominare la sua stessa tecnica e verrà travolto da un destino inesorabile.
Niente male per un socialista utopico convinto difensore del progresso dell'umanità!
Il grande visionario inglese muore a Londra il 13 agosto del 1946.
A noi non resta che rituffarci nei suoi splendidi romanzi, scoprendo il passato del nostro futuro, come veri archeologi della fantascienza.
Onore a H. G. Wells!
Nota a margine: un giovane attore americano preparò un adattamento radiofonico de "La guerra dei mondi", interpretandolo come una radiocronaca di un attacco marziano realmente in corso per renderlo più interessante. Gli ascoltatori ci cascarono e si diffuse il panico per tutta la costa orientale degli Stati Uniti. Fu il primo esempio che rese chiaro a tutti quanto la diffusione dei media di massa fosse un mezzo di persuasione e di plagio potentissimo. Era il 30 ottobre dell'anno 1938 e il giovane attore dal vocione stentoreo era...Orson Welles!
"Gli abitanti del nostro pianeta si figuravano al massimo che su Marte potessero esserci altri uomini, forse inferiori a loro e pronti ad accogliere a braccia aperte una missione di civilizzazione. Tuttavia, di là dagli abissi dello spazio, menti che stanno alle nostre come le nostre stanno a quelle degli animali bruti, intelletti vasti, freddi e spietati guardavano la terra con invidia e preparavano, lentamente ma con fermezza, i loro piani contro di noi."
H. G. Wells - La guerra dei mondi