C’è stato un momento magico in cui contestare il sistema e metterne a nudo le contradizioni andava a braccetto col rock’n’roll, un periodo favoloso in cui essere rocker voleva veramente dire essere contro!
È l’epoca del proto-punk e dei primi esperimenti art-rock, di gruppi seminali come i Fugs, gli Stooges, gli MC5, gli Steppenwolf, Kim Fowley, i Mothers of Invention, i Blue Cheer…
Questo in America; in Inghilterra, a tenere alta la bandiera della controcultura, c’era gente come Arthur Brown, Edgar Broughton Band e, appunto, i Deviants del mitico MICK FARREN!
Ora non prendeteci per hippie “Peace and Love” o per freakkettoni amanti del “famolo strano”, per favore: qui si parla di rabbia vera, di cinismo, disincanto, sarcasmo, di furia iconoclasta, non di sperimentalismo fine a se stesso e filosofie New age!
Dire che Mick Farren era una personalità "eclettica", cari amici dei Mutzhi Mambo, significa non comprendere appieno la portata del suo ingegno multiforme!
Partendo dalla sua militanza nella garage band psichedelica e controcorrente Deviants, Farren ha attraversato una lunga e tortuosa carriera che includeva occupazioni come cantante, giornalista, romanziere, autore di saggistica e, si potrebbe dire, filosofo e analista sociale.
È stato un agitatore culturale dei Sixties, nonché giornalista musicale e talentuoso autore di sci-fi; la sua prosa era tagliente e incisiva, come la sua musica.
E per quello che riguarda la musica (l’aspetto che in questo contesto più ci interessa), a parte i suoi fondamentali Deviants, ha collaborato con un sacco di gente tosta, tipo Wayne Kramer e Lemmy Kilmister.
Infine è veramente rimasto fedele fino all'ultimo, fino al fatale collasso sul palco, alla vera filosofia del rock’n’roll...
Foss'anche solo per questo, merita tutto il nostro rispetto!
Michael Anthony Farren nasce a Cheltenham, nel Gloucestershire, il 3 settembre del 1943, da una famiglia ebraica.
Dopo essersi trasferito nel Sussex, frequenta la Worthing High School for Boys, una scuola di grammatica statale.
Nel 1963 si trasferisce a Londra dove studia alla Saint Martin's School of Art.
Diventa il cantante della band proto-punk The Deviants tra il 1967 e il 1969, realizzando tre album.
Nati come Social Deviants, pubblicano dischi intrisi di psichedelia e garage rock, connotati da una grande sperimentazione musicale e da testi taglienti e arrabbiati.
I Deviants si caratterizzano subito per un sound simile ai gruppi americani più fuori di testa come i Fugs e qualcosa dei Mothers of Invention ma con il piglio proto hard-rock britannico degli Yardbirds e dei Pretty Things.
Le loro radici infatti non sono tanto nel blues ripreso a piene mani dalle band della British Invasion quanto nell’underground psichedelico che comincia a prendere forma a Londra nel 1966-1967.
Poco più che i dilettanti quando iniziano a suonare, mettono però a frutto fino all'ultimo grammo della loro (scarsa) abilità strumentale e compositiva e della loro (abbondante) immaginazione nel loro debutto, il fondamentale “Ptooff !” (1967), che combina selvaggia satira sociale, lussuria sessuale, jam psichedeliche, riff blues, e belle ballate acustiche, il tutto nello spazio di sette canzoni!
I loro successivi album, “Disposable” (1968) e “The Deviants 3” (1969) mantengono la sana vena indignata del gruppo ma con meno ispirazione dispetto al debutto.
Nel 1969 Farren scioglie la band per dedicarsi alla carriera di giornalista mentre gli altri componenti, Paul Rudolph (chitarra), Duncan Sanderson (basso) e Russell Hunter (batterista), daranno vita col leggendario cantautore psichedelico Twink ad un nuovo progetto: i Pink Fairies.
Nel 1970 Mick ci riprova pubblicando l'album solista “Mona - The Carnivorous Circus”, con una band che comprende anche Steve Peregrin Took, John Gustafson e Paul Buckmaster, prima di concludere (quasi) definitivamente la sua attività musicale per dedicarsi alla scrittura.
Ma in questo caso centra il capolavoro!
“The Carnivorous Circus” è uno dei dischi più spietatamente cattivi e assolutamente deliranti mai realizzati: già gruppi “blasonati” come i Pretty Things, gli MC5, i Pink Fairies, la band di Edgar Broughton, e un’altra miriade di bande di freakbeat degli anni '60 ristampate su varie antologie tipo Nuggets e Pebbles, avevano proposto questo marcio, paludoso connubio di garage e psichedelia malata ma nessuna era scesa cosi in profondità nella melma!
Il “Circo Carnivoro” è una vera discesa nei meandri della follia, un biglietto di sola andata all’inferno: a partire dalla cover iniziale di Bo Diddley "Mona", straziata dalle anfetamine, che riemerge mezz'ora dopo, per un incubo di sette minuti fradicio di riff sfegatati, violini agonizzanti e voci dell'abisso, assurdamente, irresistibilmente ipnotica; fino alla scurissima title track, un patchwork in due parti (28 minuti) di clown, giocolieri, acrobati e domatori di leoni, versi bellicosi, melodia frammentaria, riff isolati e conversazioni brutali. L’unico momento di (relativa) sanità mentale è un’acidissima versione di "Summertime Blues", che offre sollievo solo in virtù della sua familiarità.
Un disco così “fuori” ma nel contempo anche “bello” (nella sua malvagia visionarietà) non potrà essere mai più registrato…
Durante la metà degli anni '70, Farren cerca brevemente di rianimare la sua carriera musicale, pubblicando il singolo “Play With Fire” (1976) con Marky Bell (il futuro Marky Ramone), Jon Tiven e Doug Snyder, l'EP “Screwed Up” (1977), a nome Mick Farren and The Deviants, con Larry Wallis, Paul Rudolph, Alan Powell e Andy Colquhoun, l'album “Vampires Stole My Lunch Money” (1978), più o meno con la stessa band dell’EP e con le comparsate della giornalista Chrissie Hynde e del chitarrista del Dr. Feelgood, Wilko Johnson, seguito dal singolo "Broken Statue" / "It's All In The Picture" (1978).
Lavora sporadicamente in ambito musicale, collaborando con Wayne Kramer sul singolo “Who Shot You Dutch?” (1987) e nell’album “Death Tongue” (1991), con Jack Lancaster su “The Deathray Tapes” (1995) e con Andy Colquhoun riesuma il nome Deviants con gli album “Eating Jello With a Heated Fork” (1996) e “Dr. Crow” (2002).
Nel corso degli anni scrive testi per vari amici musicisti: per Lemmy scrive "Lost Johnny" per gli Hawkwind, e "Keep Us on the Road" e "Damage Case" per i Motörhead; per Larry Wallis, co-scrive "When's the Fun Begin?" per i Pink Fairies e diversi brani del suo album solista “Death in the Guitafternoon”; per Wayne Kramer fornisce il testo del singolo "Get Some" durante la metà degli anni '70, e continuerà a lavorare con lui durante gli anni '90.
Per quanto riguarda la sua carriera di giornalista, durante i primi anni '70 contribuisce alla stampa underground britannica come l' “International Times”, fondando anche “Nasty Tales (che difenderà con successo da un'accusa di oscenità).
In seguito scrive per il New Musical Express, il famoso, profetico articolo “The Titanic Sails At Dawn”, un'analisi di ciò che considera il malessere che affligge la musica rock contemporanea e che descrive le condizioni che successivamente sfoceranno nel punk.
Inizia a scrivere letteratura sci-fi negli anni '70 arrivando a sfornare ben 23 romanzi, tra cui quelli con protagonista Victor Renquist e la saga dei DNA Cowboys.
Non solo! Farren pubblica 11 opere di saggistica, libri biografici (tra cui quattro su Elvis Presley), autobiografici e di cultura varia (come “The Black Leather Jacket”) e diverse raccolte di poesia.
Dal 2003 al 2008 è editorialista del settimanale “Los Angeles CityBeat”.
A livello sociale, è stato a lungo associato agli Hells Angels inglesi che hanno fornito sicurezza al suo festival di musica alternativa a Phun (1970) e hanno persino assegnato a Farren una "patch” di approvazione per il suo primo album da solista “Mona”.
È stato un attivista di spicco nel movimento White Panthers UK, un gruppo politicamente impegnato che organizzava servizi di supporto per i festival gratuiti dal Windsor Free Festival in poi.
Minato da una vita di eccessi, il poliedrico Mick Farren muore all'età di 69 anni, il 27 luglio del 2013, dopo un collasso mentre si esibiva con i ricostituiti Deviants al Borderline Club di Londra.
Uno così non poteva che morire sul palco.
Da eroe del rock’n’roll!
Onore a Mick Farren!
“…Hey hey, Mona, Mona
Can you come out on the front
Listen to my heart goin' bum pity bump
Need you baby that's no lie
Without your love I'll surely die”
Bo Diddley - Mona